Annabella Abbondante. La verità non è una chimera – Barbara Perna

Barbara Perna
Annabella Abbondante. La verità non è una chimera
Giunti, 2021
Recensione di Patrizia Debicke

Al tribunale di Pianveggio (Lu) tutti sanno che è meglio non parlare di pranzo allo scoccare del mezzodì, perché il giudice Annabella Abbondante, che adora la buona cucina, si punisce infliggendosi ogni giorno una tristissima dieta. Dato il nome, quasi una predestinata, confessa subito Annabella che, dopo aver addirittura sognato una carriera di attrice comica, aveva ripiegato sulla magistratura e ora è giudice civile. Ancora nubile, felicemente senza figli, nella vita ha tre dipendenze: caffeina, cannoli e la verità. Pericolose ma irrinunciabili…
Ma torniamo sul nome parlante per l’aspetto fisico della nostra giudice, che sfoggia fieramente una florida taglia 48, arricchita ed esaltata da una capigliatura riccia e ribelle che le ricade sulle spalle.
Sarà per colpa dei deliziosi cannoli della Palermitana, il bar di Michele, chef e pasticciere mago ai fornelli, che ha scartato l’università e l’insegnamento per dedicarsi alla buona cucina e a gestire una prosperosa attività a contatto con il pubblico. La Palermitana, bar pasticceria ricolma di tentazioni mangerecce dove la nostra giudice si ritrova ogni sera con gli amici più cari: il commissario (gay, ma non ha ancora fatto coming out) Nicola Carnelutti e Alice “ginger” Villani di Altamura, giornalista free lance sempre a caccia di scoop. Ma Annabella è abbondante anche e soprattutto di cuore. Sempre pronta a schierarsi serenamente dalla parte dei più bisognosi, nonostante le massacranti udienze e le infinite pile di fascicoli.
Quando l’avvocato Matilde Santangelo, accompagnata dal collega di studio, va da lei a sollecitare il suo aiuto per la scomparsa del fratello dalla clinica psichiatrica in cui era ricoverato, Annabella prende a cuore la vicenda, la invita a recarsi immediatamente e denunciare il fatto alla polizia, coinvolgendo l’amico commissario, ma subito dopo, visto che si sente una detective mancata, non può fare a meno di intromettersi nell’indagine e andare in giro di persona. Così facendo, arriverà a coinvolgersi pesantemente anche a rischio della vita. Ma ad aiutarla e sorreggerla ci saranno il fido cancelliere Paolo detto Dolly, l’amico commissario Carnelutti e l’amica giornalista Alice Villani.
Però le incognite sono tante: dove è finito il fuggiasco? E i genitori che dovevano partire per Caracas e non sono mai arrivati? Anzi i loro biglietti e i passaporti sono stati ritrovati a casa loro. Insomma un bel mistero.
Negli stessi giorni, poi, un immobile, una segheria che Annabella Abbondante aveva messo all’asta, viene incendiato, con tanto di successivo ritrovamento di resti umani da parte dei pompieri nel pozzo di un fatiscente fabbricato annesso.
Per il nostro giudice in gonnella e il cancelliere Paolo, subito un bel rebus da risolvere. Di chi sono quei resti ?
Il Santangelo scappato dal manicomio viene ritrovato e dichiara sconclusionatamente di aver ucciso i genitori, ma i loro corpi non si trovano. La ricostruzione fatta dal PM nemico/amico/rivale di Annabella fa acqua da tutte le parti, ragion per cui ora per lei diventa un obbligo scoprire la verità.
Insomma Annabella Abbondante, che non riesce mai a trovare un minuto libero tra un frenetico susseguirsi di aste fallimentari e udienze oceaniche, tanto da addormentarsi persino durante l’ennesimo appuntamento al buio con un potenziale fidanzato, organizzato da sua sorella Fortuna – il ventiquattresimo negli ultimi quindici anni, stavolta intrigante – rischiando di mandarlo all’aria, vi coinvolgerà con la sua energia, il suo entusiasmo e il suo carisma.
Una sana sferzata di buonumore offerta dal primogenito letterario di Barbara Perna. Originale, ironico ma appassionato nel trasmettere principi basilari per i rapporti umani, quali amicizia, amore, coscienza e rispetto per se stessi e per gli altri e nello scandagliare dall’interno le rituali e irrituali regole giuridiche dell’apparato legale.
Un giallo con tratti di commedia rosa, ricco di humour e di sottile ironia e forse troppi intrighi da sbrogliare. Il tutto inserito nella cornice di una quotidianità che non trascura la vasta famiglia della protagonista, con la sua spesso faticosa interferenza da controbilanciare a ogni costo. Per non parlare dei rapporti non sempre tranquilli con colleghi e forze dell’ordine ma, sorretta dai veri grandi amici, quelli onnipresenti nel bene e nel male, gli eventi si incastreranno perfettamente come tessere di un puzzle in un plot giallo particolare stuzzicante, denso di inattesi colpi di scena, fino ad arrivare finalmente alla funambolesca conclusione.
La prosa è frizzante, piena di spunti tratti dalla professione che la Perna, giudice presso il Tribunale di Roma, ha trasferito nel suo personaggio, per renderlo più vero e reale.

Barbara Perna è nata a Napoli ed è giudice civile dal 1999. Ha lavorato presso i tribunali di Lagonegro, Santa Maria Capua Vetere e Montepulciano. Attualmente è in servizio presso la sezione fallimentare del Tribunale di Roma. Ha 51 anni, è felicemente sposata, e ha due figlie di 15 e 18 anni. Annabella Abbondante è il suo romanzo d’esordio.

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