Festival del Giallo di Pistoia – X edizione

Si terrà a Pistoia dal 28 febbraio al 1 marzo la X edizione del Festival del Giallo promosso dall’associazione Amici del Giallo.
Il tema prescelto per quest’anno è «Il personaggio ed il suo doppio: dalla letteratura alla fiction. I carabinieri e gli altri investigatori del terzo millennio».
Si parlerà di commissari e detective che passano dalla realtà alla letteratura, dal libro al grande e piccolo schermo.
L’appuntamento prevede un ricco programma di eventi ospitati alla biblioteca San Giorgio e in altre sedi cittadine.
Il festival sarà inaugurato la mattina di venerdì 28 febbraio nella sala Maggiore del Palazzo Comunale con un ampio focus sul tema «Il carabiniere nella realtà, nella letteratura e nella fiction». Sono previsti gli interventi del colonnello Gianni Fedeli (comandante provinciale Carabinieri di Pistoia), degli scrittori Marco Vichi e Leonardo Gori e, sulla tutela dei beni culturali, del generale Roberto Riccardi (scrittore e comandante dei Carabinieri per la tutela del patrimonio culturale) e di Eike Schmidt, direttore della Galleria degli Uffizi di Firenze.
Tra gli scrittori: Roberto Riccardi, Leonardo Gori, Marco Vichi, Gianni Farinetti, Franco Forte, Barbara Baraldi, Andrea Carlo Cappi, Stefano Di Marino, Mariano Sabatini, Patrizia Rinaldi, Arantza Portabales, Mariolina Venezia, Valerio Varesi e Maurizio de Giovanni.

In allegato il programma completo, che prevede incontri nelle scuole e con attori, cene con gli autori e numerose iniziative collaterali.
Scarica il PROGRAMMA FESTIVAL PISTOIA

 

Premio Scerbanenco: i finalisti

Ecco la cinquina dei romanzi italiani finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco 2019, risultata dalla sommatoria dei voti dei lettori sul sito, che quest’anno ha fatto registrare 2.281 registrazioni, e di quelli ponderati della Giuria letteraria formata da Cecilia Scerbanenco (Presidente), Maurizio Ascari, Alessandra Calanchi, Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Loredana Lipperini, Sergio Pent, Sebastiano Triulzi e John Vignola.

I cinque finalisti verranno presentati al pubblico il 9 dicembre alle ore 17:30 presso la libreria Feltrinelli di piazza Duomo (Via Ugo Foscolo, 1, Milano).

Il Premio Giorgio Scerbanenco del 2019, consistente in un ritratto di Giorgio Scerbanenco ad opera dell’artista Andrea Ventura, sarà consegnato la sera del 9 dicembre presso l’università IULM.

Il romanzo Nero a Milano di Romano De Marco (Piemme), entrato nella cinquina finalista, si aggiudica anche il Premio dei lettori come il più votato sul sito del festival.

I 5 finalisti del Premio sono:
Cristina Cassar ScaliaLa logica della lampara, Einaudi
Romano De MarcoNero a Milano, Piemme
Piergiorgio PulixiL’isola delle anime, Rizzoli
Patrizia RinaldiLa danza dei veleni, E/O
Ilaria TutiNinfa dormiente, Longanesi

Premio Scerbanenco: la preselezione

Ecco, in rigoroso ordine alfabetico, i 23 prefinalisti selezionati dalla giuria del premio Scerbanenco per l’anno 2019.
C’è tempo fino al 22 novembre per il “voto da casa” che contribuirà a selezionare i 5 finalisti tra i quali la giuria sceglierà il vincitore.

Cristina Cassar Scalia, La logica della lampara, Einaudi

Roberta De Falco, Sangue del mio sangue, Piemme

Romano De Marco, Nero a Milano, Piemme

Giuseppe Di Piazza, Il movente della vittima, HarperCollins

Gianni Farinetti, La bella sconosciuta, Marsilio

Enrico Franceschini, Bassa marea, Rizzoli

Christian Frascella, Il delitto ha le gambe corte, Einaudi

Gabriella Genisi, Pizzica amara, Rizzoli

Antonio Iovane, Il brigatista, Minimum Fax

Gesuino Nemus, Il catechismo della pecora, Elliot

Marilù Oliva,  Musica sull’abisso, HarperCollins

Piergiorgio Pulixi, L’isola delle anime, Rizzoli

Andrea Purgatori, Quattro piccole ostriche, HarperCollins

Francesco Recami, La verità su Amedeo Consonni, Sellerio

Patrizia Rinaldi, La danza dei veleni, E/O

Alessandro Robecchi, I tempi nuovi, Sellerio

Paolo Roversi, Alle porte della notte, Marsilio

Rosa Teruzzi, Ultimo tango all’ortica, Sonzogno

Ilaria Tuti, Ninfa dormiente, Longanesi

Valerio Varesi, Gli invisibili, Mondadori

Mariolina Venezia, Via del riscatto, Einaudi

Gino Vignali, Ci vuole orecchio, Solferino

Andrea Vitali, Documenti, prego, Einaudi

La Sherlockiana, un omaggio a Tecla Dozio

Ricevo e volentieri diffondo il comunicato della Sherlockiana

Dopo il sorprendente esito della prima edizione, siamo felici di comunicarvi che “LA SHERLOCKIANA, un omaggio a Tecla DOZIO”, festival letterario dedicato al romanzo giallo,avrà una seconda edizione, che si terrà, come lo scorso anno, sabato 28 e domenica 29 settembre 2019 a Milano, presso la Biblioteca Cassina Anna.

Il Festival vuole essere un omaggio a Tecla Dozio, figura indimenticata nel mondo della narrativa giallo/noir e una dei massimi esperti di letteratura di genere in Italia. Tecla Dozio, “La signora del giallo”, ha avuto il merito di far conoscere ai lettori italiani moltissimi autori stranieri e ha dato la possibilità a scrittori italiani esordienti di pubblicare i propri romanzi e di affermarsi.
La scomparsa di Tecla Dozio nel febbraio 2016 ha lasciato un grande vuoto, non solo per gli amici, ma per tutti gli addetti ai lavori e per gli appassionati di Giallo. La manifestazione è un’occasione per ricordarla parlando di ciò che più amava: i libri e la lettura.

Il 28 e 29 settembre, presso la biblioteca Cassina Anna di Milano si terrà la seconda edizione del festival La Sherlockiana che, oltre ad essere un omaggio, sarà anche l’ideale realizzazione di ciò che Tecla Dozio avrebbe voluto fare: riunire lettori, scrittori, professionisti dell’editoria, amanti della letteratura giallo/noir.

Il Festival si svolgerà in quattro incontri che affronteranno temi legati al mondo dell’editoria e della narrativa.

Sabato 28 settembre la giornata sarà dedicata alla figura del lettore, componente molto importante nella filiera editoriale che in questo periodo storico non è al suo massimo splendore. Ci porremo due fondamentali domande: come si diventa lettori e quali sono i vantaggi e gli svantaggi delle tecnologie moderne di lettura. Tra gli ospiti Elisabetta CAMETTI, ELASTI, Gianni BIONDILLO, Cecilia SCERBANENCO, Alessandra CASELLA, Ira RUBINI, Elisabetta BUCCIARELLI e persone di rilievo nel settore editoriale e promozionale.
Tra le due tavole rotonde del sabato coglieremo l’occasione per ricordare con la figlia Cecilia Giorgio SCERBANENCO, a 50 anni dalla sua scomparsa.

Domenica 29 settembre gli appuntamenti verteranno sul ruolo della spalla nel romanzo giallo e sull’annosa diatriba tra romanzo giallo e noir. Tra gli ospiti Barbara BARALDI, Francesco RECAMI, Patrick FOGLI, Luca CROVI, Piergiorgio PULIXI, Valerio VARESI e tanti altri autori.
Durante la giornata ricorderemo Andrea G. PINKETTS, che è stato con noi nella precedente edizione, attraverso le parole di Andrea Carlo CAPPI e Luca CROVI.

A legare le due giornate di incontri ci sarà la Cena con Autori del sabato sera, alla quale parteciperanno molti degli scrittori ospiti del festival. Un momento di convivialità che sarebbe piaciuto a Tecla Dozio, che dell’incontro, del dialogo e della buona cucina era una convinta sostenitrice.

Durante il weekend, inoltre, è prevista una degustazione di vino dell’Azienda Montelio (Oltrepò Pavese).

La manifestazione è organizzata dall’Associazione Culturale LA SHERLOCKIANA in collaborazione con la Biblioteca Cassina Anna di Milano.
Partner dell’evento: La Bottega del Giallo (blog), Todaro Editore (casa editrice), Signore si diventa (rivista online), Il covo della Ladra (libreriadi Milano), l’Admiral Hotel di Milano, Azienda Agricola Montelio (Oltrepò Pavese),I Soranis (catering).

Per maggiori informazioni e contatti stampa: lasherlockiana@gmail.com
tel. 335.6219460 – 366.1779672

Festa Internazionale della Donna: Che cosa significa essere donna a Kabul

Per celebrare la Giornata internazionale della Donna oggi diamo spazio a FREEDA.

FREEDA è nata per per colmare un vuoto di rappresentazione femminile e per accompagnare le nuove generazioni attraverso tutti i cambiamenti sociali che stiamo affrontando nell’epoca più veloce della storia. Superare i pregiudizi e far prevalere ascolto ed empatia non è semplice, ma è quello che cerchiamo di fare dall’inizio: il nostro obiettivo non è proporre un nuovo modello di donna, ma dare voce a tante donne, tutte diverse, che ogni giorno popolano il nostro palinsesto. Raccontare le loro storie è quello che ci permette di celebrare la complessità femminile e di interrogarci, insieme a loro, su che cosa davvero significa femminilità. Nei primi due anni di FREEDA siamo riusciti a farlo in Italia e in Spagna (con notevoli risultati anche in Sud America), raccontando centinaia di vite e vissuti diversi. In occasione della Festa Internazionale della Donna, quest’anno abbiamo deciso di spingerci oltre i confini del mondo occidentale per provare a raccontare che cosa significa essere una donna oggi a Kabul. Lo abbiamo fatto per la prima volta con un film di 30 minuti disponibile sul nostro canale YouTube: Figlie di Kabul.

Perché Kabul? Perché Kabul è il cuore pulsante di tutte le contraddizioni che hanno lacerato la storia contemporanea. Agli antipodi culturali di una New York simbolo del mondo occidentale, è la città che ha ospitato Al Qaida, i talebani, gli eserciti russi, quelli americani, e ora anche le pressioni della Cina. È lì che sono nati gli attentati dell’11 settembre che hanno cambiato il mondo, anche il nostro mondo, per sempre. La nostra ricerca non ha l’obiettivo di raccontare le dinamiche politiche e militari di un territorio così complesso, bensì quello di provare a rispondere a una domanda solo apparentemente semplice: che cosa provano le donne di Kabul, qual è il loro vissuto personale? Per rispondere a questa domanda abbiamo lavorato con Fondazione Pangea Onlus e abbiamo scoperto la storia di una donna, Laila, che non è una su un milione, ma una tra un milione. E abbiamo provato a conoscerla, e a entrare in contatto con lei, senza l’arroganza di proiettare un nostro punto di vista su di lei, ma cercando di ascoltarla e di amplificare la sua voce, in modo che quante più persone possibile possano sentirla. Laila è una donna di quasi cinquant’anni che ha vissuto in prima persona il passaggio dalle libertà dei costumi degli anni ‘70 alla guerra, dalla sharia imposta dai talebani fino alla pace precaria e militarizzata di oggi. È sopravvissuta ai bombardamenti e agli attentati, ma anche alle continue violenze del marito. È riuscita, nonostante tutto, grazie alle sue doti, a ritagliarsi uno spazio all’interno di una società che non lascia spazio alle donne. Non è un Premio Nobel, né un’imprenditrice di successo, non è un’eroina dell’Occidente con origini afgane. È una donna che si alza ogni giorno in una città dove la sua vita non vale niente, e lotta non solo per sopravvivere, ma per consentire a se stessa e alla sua famiglia una vita dignitosa. Per questo è così simile e così diversa da tante donne occidentali.

Laila è una donna forte, granitica, abituata a doversi difendere da tutto e da tutti. È una donna intelligente, che ha sviluppato una sua strategia di sopravvivenza e che l’ha applicata anche nel rispondere a molte delle nostre domande, con l’idea di proteggersi, di sfruttare un’opportunità, di darci quello che si aspettava volessimo da lei. Questa corazza e questa fierezza meritano stima e rispetto. Ma davanti alla camera, ricordando la sua infanzia, il suo matrimonio, la guerra, in qualche modo costretta dal suo stesso racconto a riflettere sulla propria vita, la corazza di Laila ogni tanto si è infranta, e ci ha lasciato intravedere un’emotività potente, universale, umana. Un’emotività che nella sua vita è stata un lusso che deve essersi concessa poche volte per riuscire ad andare avanti, e che per questo abbiamo deciso di mostrare, con quanta più delicatezza possibile, per riuscire a trasmettere un’autenticità altrimenti nascosta. La migliore amica di Laila è Farzanah, sua figlia, nata e cresciuta quando guerra e repressione erano ormai scontate. lI punto di vista di un’altra generazione di donne ci porta dalle violenze della guerra a quelle di una realtà domestica in cui i retaggi religiosi, sociali e culturali che attribuiscono all’uomo il ruolo di padrone assoluto privano le donne di ogni libertà. Farzanah è una donna che ha la stessa forza della madre: è prima una bambina vittima di violenza assistita poi un’adolescente con il coraggio di difendere sua mamma contro il papà. E grazie a questo coraggio riesce a imprimere una svolta alla sua vita.

Che cosa significa, quindi, essere donna a Kabul? Mentre in Occidente discutiamo del maschilismo intrinseco di espressioni come “donna con le palle”, in Afghanistan “essere donna” significa schiavitù, ed “essere uomo” significa potere. Quelli che qui sono diritti acquisiti, là sono incomprensibili privilegi. Laila e Farzanah sono state capaci di lottare per reagire ai contesti più ostili e sono riuscite a cambiare la propria condizione in un mondo in cui le donne non valgono niente. Oggi continuano a uscire di casa senza sapere se torneranno vive la sera, ma grazie anche al sostegno e ai programmi di Pangea Onlus, entrambe oggi lavorano e sono capaci di sorridere. Il desiderio di raccogliere la loro testimonianza ha messo duramente alla prova le persone che hanno lavorato al progetto – a cominciare da Simone Varano, il regista che ha rischiato la vita per girare 48 ore di materiale in 5 giorni – ma se la mission di FREEDA è quella di dare voce alle donne per provare a cambiare in meglio la società, era doveroso da parte nostra almeno il tentativo di far risuonare a un pubblico più ampio le voci di Laila e Farzana: oltre a restituire uno spaccato di vita a Kabul, ci ricordano di non dare mai per scontate le nostre conquista di libertà.

Figlie di Kabul è disponibile sul canale YouTube di FREEDA a partire dall’8 marzo. Co-prodotto da Freeda e Pangea – Regia di Simone Varano – Scritto da Daria Bernardoni, Fabrizio Luisi, Simone Varano – Con Laila e Farzanah – Montaggio di Simone Varano, Giacomo Marchetti – Art direction di Alessandro Arena – Motion Design di Raffaele Amici – Con la collaborazione artistica di Gaia Bernasconi.

Premio Scerbanenco 2018 – I finalisti

Pubblicata la cinquina dei romanzi italiani finalisti del Premio Giorgio Scerbanenco 2018, risultata dalla sommatoria dei voti dei lettori sul sito e di quelli ponderati della Giuria letteraria che ha votato in questa formazione: Cecilia Scerbanenco (Presidente), Valerio Calzolaio, Luca Crovi, Loredana Lipperini, Sergio Pent, Sebastiano Triulzi, John Vignola.

I cinque finalisti saranno presentati il 3 dicembre alle ore 18.30 presso la libreria Feltrinelli di piazza Duomo (Via Ugo Foscolo, 1, Milano).

Il Premio Giorgio Scerbanenco 2018, consistente in un ritratto dello scrittore ad opera dell’artista Andrea Ventura, verrà consegnato la sera del 3 dicembre presso l’università IULM.

Il romanzo Lo stupore della notte di Piergiorgio Pulixi (Rizzoli), entrato nella cinquina finalista, si aggiudica anche il Premio dei lettori per essere stato il più votato sul sito del festival.

I cinque finalisti
Maurizio de Giovanni, Il purgatorio dell’angelo, Einaudi
Patrick Fogli, A chi appartiene la notte, Baldini+Castoldi
Giorgia Lepore, Il compimento è la pioggia, E/O
Piergiorgio Pulixi, Lo stupore della notte, Rizzoli
Ilaria Tuti, I fiori sopra l’inferno, Longanesi

Andrea Ventura (Milano, 1968), l’artista che nel 2016 ha realizzato il Premio Giorgio Scerbanenco, nel 1991 si trasferisce a New York. I suoi lavori sono esposti in tutto il mondo e pubblicati da «The New York Times», «The New Yorker», «Rolling Stones», «Time», «Newsweek» e molte altre riviste e libri nazionali e internazionali. Riceve, inoltre, le medaglie d’oro e d’argento dalla Society of Illustrators a New York. Nel 2014 l’editore tedesco Gestalten pubblica la monografia del suo lavoro. Vive attualmente in Germania.

Premio Scerbanenco 2018 – i semifinalisti

In passato non è stato immune da critiche, ma rilevo con piacere che quest’anno il premio Scerbanenco ha prodotto una rosa di 20 semifinalisti molto interessante.

Ve la sottopongo in ordine alfabetico e vi ricordo che, per contribuire a scegliere i 5 finalisti che si contenderanno la finale, si può votare fino alle 23.30 del 17 novembre:

¤ CRISTINA CASSAR SCALIA, Sabbia nera, Einaudi
¤ PIERO COLAPRICO, La strategia del gambero, Feltrinelli
¤ MAURIZIO DE GIOVANNI, Il purgatorio dell’angelo, Einaudi
¤ FEDERICA DE PAOLIS, Notturno salentino, Mondadori
¤ ANDREA FAZIOLI, Gli svizzeri muoiono felici, Guanda
¤ PATRICK FOGLI, A chi appartiene la notte, Baldini+Castoldi
¤ LEONARDO GORI, L’ultima scelta, Tea
¤ GIORGIA LEPORE, Il compimento è la pioggia, E/O
¤ DAVIDE LONGO, Così giocano le bestie giovani, Feltrinelli
¤ ENRICO PANDIANI, Polvere, Dea Planeta
¤ LUCA POLDELMENGO, Negli occhi di Timea, E/O
¤ PIERGIORGIO PULIXI, Lo stupore della notte, Rizzoli
¤ PAOLO ROVERSI, Cartoline dalla fine del mondo, Marsilio
¤ PASQUALE RUJU, Stagione di cenere, E/O
¤ STEFANO TURA, A regola d’arte, Piemme
¤ ILARIA TUTI, I fiori sopra l’inferno, Longanesi
¤ FRANCO VANNI, Il caso Kellan, Baldini+Castoldi
¤ VALERIO VARESI, La paura nell’anima, Frassinelli
¤ MARIOLINA VENEZIA, Rione Serra Venerdì, Einaudi
¤ MIRKO ZILAHY, Così crudele è la fine, Longanesi