A tutto Sherlock! (1) – Le lunghine di Fabio Lotti

Libri che parlano dell’Investigatore per antonomasia, oltre a quelli dell’autore Conan Doyle, ce ne sono millanta in giro curati amorevolmente dal nostro Luigi Pachì. Vediamone qualcuno.

Laurie R. King Sherlock Holmes. L’isola della follia
Mary Russell riceve la disperata richiesta d’aiuto di un’amica: sua zia, la rispettabilissima ma mentalmente instabile Lady Vivian Beaconsfield, è scomparsa. Mary è già sconvolta da recenti eventi, che l’hanno vista affrontare un efferato delitto, una terribile perdita e sconvolgenti relazioni su Sherlock Holmes, l’uomo che un tempo era il suo mentore e per cui ormai prova qualcosa di molto più complicato. Tutto vorrebbe tranne che farsi coinvolgere in questa storia… ma non può tirarsi indietro, e l’investigatore con lei. Tutto farebbe pensare che Lady Beaconsfield sia sfuggita dal manicomio di Bedlam per rubare e portare via con sé i preziosi gioielli di famiglia. Ma qualcosa non torna… E se invece fosse stata incastrata?

Daniel D. Victor Sherlock Holmes. Attentato al Club Diogene
E se dietro i grandi omicidi politici ci fosse una misteriosa organizzazione segreta? Quando lo scrittore americano Jack London si presenta al 221B di Baker Street vestito da barbone e inizia a farneticare di complotti e assassini, il dottor Watson fatica a credere che una simile accusa possa essere vera. Sherlock Holmes ha la stessa reazione una volta che il fedele amico gli riporta la storia. Ma quando i macabri dettagli di un folle piano omicida iniziano a emergere attorno a loro, persino l’investigatore più famoso al mondo e il suo scettico amico devono ricredersi. Lo scrittore Jack London è al lavoro su un libro di denuncia delle miserevoli condizioni in cui versano i derelitti dell’East End. La prima parte del libro parla proprio di un’organizzazione criminale nota come “Assassini S.p.A.”. Un libro destinato a rimanere per sempre incompiuto. Come se non bastasse, sembra che i dettagliatissimi resoconti delle imprese di Holmes redatti dal dottor Watson siano finiti nelle mani sbagliate. È proprio attingendo a essi che qualche losco figuro ha messo in moto un’infernale macchinazione, usando le informazioni raccolte per complottare… l’omicidio di Mycroft Holmes!

Albert Hall Sherlock Holmes. L’ombra della gorgone
Sherlock Holmes e il Dottor Watson accettano di indagare sulla misteriosa scomparsa della figlia di Mr Avery Quill.
Il corpo viene ritrovato poco dopo l’accettazione del caso e lo stesso Mr Quill viene ucciso poco dopo con l’identico modus operandi della figlia. L’assassino lascia sulle scene del crimine dei biglietti da visita che riportano la testa di Medusa, la Gorgone, un dettaglio che Holmes riesce a connettere allo strano “Club del Cento per Cento”, un ritrovo per i reietti delle famiglie nobili.
E state pur certi che i rampolli rinnegati hanno tutta l’intenzione di impedire all’investigatore di Baker Street di svelare il loro vero intento…

Richard T. Ryan Sherlock Holmes. La pietra del destino
Gennaio 1901, Londra. Mentre l’Inghilterra è in lutto per la morte della regina Vittoria, Sherlock e il dottor Watson vengono ingaggiati da Mycroft Holmes per assicurarsi che i gruppi separatisti irlandesi e scozzesi non approfittino dell’occasione per colpire. Quello che nessuno, neanche il più grande investigatore del mondo, si aspetta, è che la minaccia degli attentati sia solo un diversivo per un furto degno di un vero maestro del crimine. A venire rubata è l’antica Pietra del Destino, un cimelio della storia scozzese sottratto vari secoli prima e nascosto sotto il trono delle incoronazioni nell’abbazia di Westminster. Avvolta nelle leggende, l’antica reliquia, altresì nota come Pietra delle Incoronazioni, non è soltanto un simbolo di rivalsa per i separatisti. Senza di essa, infatti, l’erede della regina Vittoria, Edoardo VII, non potrà essere incoronato per non infrangere una tradizione che dura ininterrotta dal XIV secolo. Soltanto Sherlock Holmes sarà in grado di mettersi sulle tracce del cimelio. Ma per farlo dovrà rischiare il tutto per tutto e infiltrarsi sotto mentite spoglie nella Fratellanza Repubblicana Irlandese, e questa volta non gli basteranno tutti i quadrifogli dell’isola per farla franca.

Davies David Stuart Sherlock Holmes. Lo spettro dello Squartatore
L’arrivo al 221B di uno sconvolto Ronald Temple spinge Sherlock Holmes e il Dottor Watson a lanciarsi nella caccia ai rapitori di un bambino. Ma quando nessuna richiesta di riscatto arriva e iniziano anzi a profilarsi sinistre connessioni con i piani alti della società vittoriana, il caso si fa inquietante. Non è un rapimento qualsiasi. Proseguendo le indagini, la vita del duo di Baker Street si trova ben presto in pericolo, mentre emergono ulteriori dettagli sul misterioso lignaggio del bimbo rapito e inquietanti connessioni con gli omicidi avvenuti nel quartiere di Whitechapel un decennio prima. Se il nome del quartiere non vi suona nuovo, un motivo c’è. Il titolo originale di questo apocrifo sherlockiano è The Ripper Legacy, l’eredità (o il “retaggio”) di Jack the Ripper, alias “lo Squartatore”.

David D. Victor Sherlock Holmes. Il segreto del Thor Bridge
Le stroncature letterarie sono un colpo duro per uno scrittore, ma quando è uno scrittore illustre a stroncare l’operato del più celebre detective del mondo, la questione potrebbe avere ripercussioni ancora più pesanti. Soprattutto se lo scrittore è Samuel Langhorne Clemens, universalmente noto come Mark Twain. Clemens e Holmes avevano collaborato mesi prima durante un’indagine di omicidio a Thor Bridge nello Hampshire, e Watson come sempre aveva narrato il tutto sotto forma di romanzo. Ma ora Clemens ha dichiarato che il detective di Baker Street è tutt’altro che infallibile e che avrebbe commesso un grave errore nelle indagini, mettendone in dubbio la professionalità… State pur certi che Holmes non lascerà correre e vorrà mettere chiarezza, a tutti i costi e una volta per tutte, sui fatti di Thor Bridge. Perché la storia potrebbe non essere affatto andata come raccontato da Watson…

Martin Davies Sherlock Holmes. La Signora Hudson e il testamento di Lazzaro
Nuovo appuntamento a Baker Street con gli apocrifi di Martin Davies. E ad aprirci la porta del numero 221B è, ancora una volta, la Signora Hudson, pronta a rientrare in azione dopo La Maledizione degli Spiriti (Il Giallo Sherlock n. 48) e La Rosa del Malabar (Il Giallo Sherlock n. 52). Come per altre avventure, la padrona di casa del più famoso investigatore al mondo affiancherà Sherlock Holmes nelle indagini su un caso apparentemente impossibile, rivelando di possedere un acume al di fuori dell’ordinario. Fra le colline innevate e gli sbuffi di nebbia della Londra vittoriana, i nostri eroi dovranno affrontare l’enigma del “Testamento di Lazzaro”, una mitica reliquia che avrebbe il potere, sostengono alcuni, di riportare i morti in vita. La storia inizia quando con un uomo investito da una carrozza a pochi passi dal 221B della nota via londinese. Flotsam, la giovane assistente della signora Hudson, raccoglie le ultime, farneticanti parole dell’uomo, che muore lasciando un preciso messaggio per Sherlock Holmes: un morto è stato visto risorgere dalla tomba.
Con Il testamento di Lazzaro si conclude la pubblicazione in italiano della trilogia dedicata alla Signora Hudson da Martin Davies (1965), almeno in attesa che il brillante autore britannico non sforni qualche nuova avventura per la padrona di casa di Baker Street 221B e per la sua “Watson”, la cameriera Flotsam.

Arthur Hall Sherlock Holmes. Il demone del crepuscolo
In questa avventura ai limiti del sovrannaturale Sherlock Holmes e il dottor Watson sono convocati da Lady Heminworth nella sua spettrale residenza di Thobald Grange, nel Warwickshire. Da quando il figlio e il marito sono stati assassinati, la donna vive nel terrore in una dimora costruita sulle rovine di un antico castello, in cui sembrano aleggiare oscure presenze. Il terrore raggiunge il culmine con il ritrovamento di una pergamena che rivela l’esistenza di una maledizione contro i proprietari del castello e tutti i loro discendenti, lanciata da un giullare di corte giustiziato in quello stesso luogo secoli addietro. Soltanto facendo appello a tutte le sue straordinarie capacità deduttive Sherlock Holmes riuscirà a sbrogliare i fili di un intrigo diabolico e a sconfiggere un avversario apparentemente immune dai colpi di arma da fuoco e in grado di sparire nel nulla, come un fantasma…

Paul D. Gilbert Sherlock Holmes. Il ratto gigante di Sumatra
Una nave abbandonata lungo una banchina di Canary Wharf, a Londra, senza equipaggio. A bordo solo un giovane mozzo in fin di vita, che muore di lì a poco. Tutti gli altri, scomparsi nel nulla. Unico indizio, oscuri segni incisi sulle assi del ponte di coperta, forse lettere di un alfabeto sconosciuto. Il resoconto dell’ispettore Lestrade, in visita al 221B di Baker Street, è musica per le orecchie di Sherlock Holmes, bramoso di nuovi casi da risolvere. E il mistero della Matilda Briggs, destinata al trasporto del tè dall’India, appare quanto mai degno della sua attenzione. Cosa può aver condannato a un simile destino il bastimento fantasma? Una letale epidemia che ha decimato i marinai, gettati via via in acqua per arginare l’infezione, oppure un ammutinamento dagli esiti tragici? Nessuna ipotesi ordinaria offre a Holmes risposte soddisfacenti. E a suscitare un brivido nello sconcertato dottor Watson non è soltanto il vento gelido che soffia sul Tamigi. Si racconta di un essere terrificante come la morte stessa, proveniente dalla lontana Sumatra. Una vicenda per la quale il mondo non è ancora pronto.

Giallo e Scacchi (1) di Fabio Lotti

Presento qualche spunto su un binomio, che si trova spesso nella letteratura poliziesca, di cui mi occupo da molto tempo e che vorrei far conoscere anche ai lettori di questo blog.
In primis gli scacchi come arma del delitto. La regina del giallo Agatha Christie fu una delle prima a capire cosa succede nell’animo tormentato degli scacchisti. In Poirot e i quattro fa usare all’omicida un pezzo degli scacchi (il “Testa d’uovo” in un altro giallo dichiara “È difficile vincermi a questo giuoco”) per uccidere il suo avversario. L’Alfiere di Re del Bianco è attraversato da un elettrodo e il circuito elettrico si chiude nella casa b5, così quando il suo conduttore sposta l’Alfiere proprio in quella casa, come è solito fare, viene fulminato e muore di paralisi cardiaca (li mortacci!). Idea affascinante, talmente affascinante che è stata poi ripresa pari pari da Roberto Berna in L’avventura del vice-campione mondiale di scacchi, il Giallo Mondadori 1962, ripubblicato nel 1986 con la piccola variante della scossa elettrica che si becca, questa volta, nella casa b4, e da Roberto Gravina in Eterodelitto (si copia dappertutto!) dove l’omicidio avviene attraverso un metodo ancor più subdolo e sottile. Con un vermicida liquido e trasparente l’assassino ricopre l’Alfiere nero che serve per uccidere, non un antipatico avversario ma evidentemente una ancor più antipatica mogliera. In questo caso, però, il colpevole non viene scoperto e il fatale Bishop (alla lettera il vescovo ma nella terminologia scacchistica si tratta sempre dell’Alfiere) è posto in una piccola vetrina a perenne memoria del sublime misfatto. Ecco qualche spunto per gli scacchisti che vogliono usare a loro vantaggio questa nuova, incredibile arma…
D’altra parte che tra gli scacchi e il giallo, e viceversa, ci sia un feeling del tutto particolare anche da un punto di vista del ragionamento logico, questo è un dato di fatto confermato da diverse personalità. “Il giallo è come una partita a scacchi: assassino, vittima e complice si muovono sempre secondo una logica ferrea come pedine su una scacchiera; poi arriva il detective che conosce le regole del giuoco e riesce immancabilmente ad acciuffare il colpevole” scrive la giornalista Paola Sorge su Repubblica del 10 febbraio 2005, presentando La promessa di Friedrich Dürrenmatt che in realtà si svolge in maniera diversa dal giallo tradizionale. Un personaggio del bel romanzo La tavola fiamminga di Arturo Pérez-Reverte afferma “Io dico che, più che con l’arte della guerra, gli scacchi sono strutturalmente correlati con l’arte dell’assassinio”. E già che siamo in tema di citazioni non posso tralasciare il bell’articolo di Alberto Miatello Le straordinarie analogie tra pensiero scacchistico e indagine poliziesca pubblicato su L’Italia Scacchistica del maggio 2005, che mette bene in rilievo i diversi punti di contatto tra le due attività mentali.
Il giallo non è un’opinione. Come la matematica. Ce lo spiega Carlo Toffalori in Il matematico in giallo. Con l’appetitoso sottotitolo Una lettura scientifica del romanzo poliziesco. Che la matematica, ovvero il ragionamento logico e scientifico, stia alla base di questo genere letterario lo sappiamo fin dalla sua nascita, quando il “padre” Edgar Allan Poe tirò fuori dal cilindro delle invenzioni quell’Auguste Dupin che del ragionamento matematico, appunto, fece l’arma principale dei suoi successi investigativi… Fra matematica e logica non potevano mancare diversi riferimenti al gioco degli scacchi che si introducono con grande sicurezza in questo contesto così perfetto e razionale. Libro godibilissimo.
Talvolta gli assassini si firmano proprio con i pezzi degli scacchi. “Alfiere” è lo pseudonimo usato da uno di questi per una serie di delitti in L’enigma dell’Alfiere di S.S. Van Dine. Il campione di tiro con l’arco J.C. Robin viene assassinato con una freccia nel campo di tiro situato nella villa del fisico Bertrand Dillard. Il famoso Philo Vance (ricordo una bella interpretazione di Giorgio Albertazzi alla TV negli anni che furono) è chiamato a risolvere il mistero. Si tratta della prima vittima di una serie di omicidi sulla scena dei quali viene trovato un Alfiere nero.
Lo stesso accade in La Scacchiera del delitto di David Keith Cohler. New York. A poche ore di tempo l’una dall’altra, muoiono tre famosi atleti, un giocatore di baseball, un fantino, una tennista, mentre un pugile rimane gravemente ferito dall’esplosione di un pacco dono. Accanto alle vittime viene trovato un pezzo degli scacchi: un Cavallo per il fantino e il pugile, una Donna per la tennista, un Alfiere per il giocatore di baseball. Durante un incontro di basket arriva un messaggio di sfida: Adesso che conoscete le regole, possiamo cominciare a giocare.
Se non sono gli scacchi sono i loro antenati che si intrufolano nelle storie di morti ammazzati. Il bel romanzo di Danila Comastri Montanari Cui prodest? è ambientato nella Roma del I secolo d.C. Un serial killer uccide giovani schiavi ma commette l’errore di sgozzare Glauco, il copista greco di Publio Aurelio Stazio. L’assassino lascia come firma un pezzo del gioco dei latruncoli, l’antico gioco degli scacchi romano. Le indagini portano il lettore a conoscere ambienti diversi, dalle fabbriche di scarpe, dalle terme ai postriboli, dalla caserma dei vigiles agli scarichi di immondizia, alle caldaie degli ipocausti dove gli schiavi fuochisti si logoravano in un lavoro durissimo, ai circoli di latruncoli dove dei veri e propri maestri giocano da professionisti, puntando sesterzi e facendo puntare su di loro il pubblico stesso.

Delitti al chiuso – Omaggio a Marco Polillo (Le lunghine di Fabio Lotti)

C’è stato un periodo in cui i delitti più orrendi venivano perpetrati soprattutto in luoghi circoscritti come quelli della camera chiusa. Vediamo un po’ di dare qualche suggerimento di lettura.
A fagiolo viene, appunto, I delitti della camera chiusa di AA. VV., Polillo 2007, (un saluto all’editore scomparso è doveroso) con il quale anche noi possiamo cimentarci in questa stuzzicante sfida all’ultimo neurone.
1) La 51a stanza sigillata di Robert Arthur Jr.
Siamo alla riunione mensile del MWA, cioè dell’associazione del Mystery Writers of America (citati, tra gli altri, Brett Halliday, John Dickson Carr e George Simenon). Lo scrittore Gordon Waggoner ha una nuova idea su come evadere da una stanza chiusa a chiave. Invano Harrison Mannix, anch’egli scrittore di minor fama, cerca di carpirgli il segreto. Qualche settimana dopo Gordon viene trovato cadavere nel suo cottage “seduto alla scrivania, una mano posata sui tasti della macchina da scrivere, l’altra apparentemente, nell’atto di manovrare la leva dello spaziatore. Il corpo era senza testa”. Harrison non ci vede chiaro e va sul posto a indagare…
2) Omicidio per procura di Matthias Mcdonnell Bodkin.
Eric Neville sta parlando con il suo giardiniere quando sentono il colpo di uno sparo e vedono una nuvoletta di fumo salire da una finestra quasi sopra le loro teste. Eric si lancia di corsa su per le scale e trova l’altro cugino John chino sul divano dove giace lo zio colpito dietro la testa da una rosa di pallini. L’inchiesta viene affidata al placido ma “robusto e tarchiato” Paul Beck. L’esame della stanza in cui è avvenuto il delitto rivela: una bottiglia d’acqua, un grande globo di vetro trasparente semipieno, posata su un libro vicino al fucile; dei pezzetti di carta costellati di forellini bruciacchiati; il fucile con la sola canna destra scaricata e le due canne in posizione di sicurezza. Il caso è risolto…
3) Mistero all’obitorio di Fredric W. Brown.
Jerry Grant è uno studente universitario che si mantiene agli studi con un impiego notturno all’obitorio del comune. Un morto non riconosciuto viene messo in una teca di vetro per eventuale riconoscimento. Sembra che la dipartita sia stata accidentale. Investito da una macchina. Ma a Jerry vengono dei dubbi. Quando il probabile fratello del morto arriva per l’identificazione si scopre che la teca di vetro è stata rotta e il cadavere orrendamente mutilato al volto. Perché? Aggiungo (ma questo vale solo per me) che tra due personaggi del racconto avviene una bella partita a scacchi…
4) Il terzo proiettile di John Dickson Carr.
Il giudice Mortlake viene assassinato in una stanza della sua casa. Davanti a lui c’è Gabriel White con una pistola fumante. Ha sparato due colpi. Un’altra pistola viene trovata dentro un vaso. Ma il proiettile che ha ucciso il giudice appartiene ad un’altra pistola ancora… (li mortacci!)
5) Il sogno di Agatha Christie.
Hercule Poirot è invitato dall’eccentrico milionario Benedict Farley nel suo studio, per avere un giudizio su un sogno che lo tormenta una notte dopo l’altra. È seduto alla scrivania, sono le tre e ventotto minuti, si alza, prende la pistola da un cassetto della scrivania, la carica, si avvicina alla finestra e poi si spara. Che significa? Colpa del regime alimentare? Di un trauma infantile? Di una forma di autodistruzione? Oppure c’è di mezzo l’ipnotismo? Fatto sta che dopo una settimana il sogno diventa, per lui, cruda realtà…

E qui mi fermo perché mi gira la testa. Gli altri racconti:

6) Il gufo alla finestra di G.D.H. e M.I. Cole.
7) I delitti di X street di Joseph Commins.
8) La prima camera chiusa di Lillian de la Torre.
9) Il pugnale d’alluminio di Richard Austin Freeman.
10) La foglia di tè di Edgar Jepson e Robert Eustace.
11) L’episodio del chiodo e del requiem di C. Daly King.
12) Dopo accurata ispezione di Ronald A. Knoch.
13) A mille miglia nel cielo di John F. Suter.

A questo aggiungerei Delitti impossibili di AA. VV., Polillo 2012.
Qui abbiamo riunite nove menti diaboliche pronti a farci strabuzzare gli occhi con le loro trovate altrettanto diaboliche. Ce ne sono di tutti i tipi. Per esempio qualcosa che sparisce in una stanza perfettamente chiusa. Era lì ed ora non c’è più. Si tratta di un testamento tenuto da una signora a letto svanito nel nulla. Nessuno l’ha portato via. Dovrebbe essere da qualche parte della camera, eppure una brancata di poliziotti non riesce a trovarlo. Ma c’è, mannaggia alla miseria se c’è…
Oppure, oppure un corpo accasciato nella neve, morto insomma, con una serie di orme che portano al cadavere ma nemmeno una nella direzione opposta. Opera del diavolo? E poi ecco quella del palombaro che si immerge per ritrovare i corpi di quattro annegati e ritorna su colpito a morte con un coltello che si usa per sfilettare il pesce. Annegati da giorni, dico, e nessuno in acqua!
Continuo. Una vendetta, due morti ammazzati. Ora tocca al terzo. Impossibile perché in quella stanza dove è stato ucciso non può entrare nessuno. Ma per Loreto Santos, curioso del crimine, è un gioco da ragazzi dimostrarlo. Aggiungo un accoltellato in una cabina di una funivia (era solo, naturalmente), un omicidio ne “La Casa delle Tenebre” di un Luna Park dove qualcuno è stato “capace di piazzare quattro pallottole in un’area di pochi centimetri nella schiena della sua invisibile vittima”. Meno male che arriva Ellery Queen a rischiarare il buio. Così come meno male che c’è il piccolo avvocato Malone a risolvere il problema di una impiccagione in cella di un suo assistito. Sembra un suicidio. Dico, sembra…
Sentite questa. Una lettera “Mr John Delaunay: lei sta per morire… Non c’è potenza umana che possa evitare la sua morte”. Il suddetto ricevente si incavola di brutto, butta fuori qualche imprecazione e schianta a terra morto stecchito. E sentite, ormai che ci siamo, pure questa. Un tizio ad un altro “Ha messo il suggello al suo destino. A meno che non riesca ad intercedere per lei, morirà per sua stessa mano”. Detto fatto.
Non sono estranei agli omicidi questioni di cuore, di gelosia, di sghei, l’accuratezza delle descrizioni, la vivacità dei personaggi, momenti di tensione, ansia e paura. Ma, soprattutto, il desiderio di sbalordire. E io mi immagino i nostri eroi chini sul tavolo da lavoro o seduti a fumare in poltrona e, magari, perfino a mangiare a tavola (la moglie incazzicchiata alquanto) che sono lì a sfruculiare di continuo con la mente per fregarci e farci restare a bocca aperta come stoccafissi.

Dante detective – A ruota (gialla) libera

Così, come mi frulla per la testa. Spunti di lettura, scrittori, sensazioni, emozioni, satirette per sorridere insieme…

Ormai tutti si sono messi a fare gli investigatori. Del presente e del passato. Anche Dante che troviamo in diversi libri. E, se non come investigatore, lo si trova, comunque, al centro di certe investigazioni…

Partiamo da I delitti della Medusa di Giulio Leoni
Il primo della bella trilogia I delitti del Mosaico e I delitti della luce. Firenze, luglio 1300. Il priore Dante Alighieri è svegliato di notte dal bargello. È stato perpetrato un feroce assassinio nel cantiere del nuovo Palazzo dei priori, ovvero la decapitazione del corpo nudo di Vana del Moggio, conosciuta e amata dai cittadini, Dante compreso, per la sua magnifica voce e compagna del cantore Casella. Il corpo è appeso a una grande scultura in legno a forma di aquila imperiale. Il grande Poeta ne rimane sconvolto e decide di risolvere da solo il triste caso. Intanto scopre che la sera precedente Vana aveva partecipato a una cena segreta in casa di Guido Cavalcanti, poeta amico di Dante, a cui erano presenti una serie di personaggi più o meno scienziati, eretici e di dubbia sessualità. Che cosa c’entrava Vana in quella compagnia? Quale era stato il suo ruolo?… Il tutto in una Firenze esposta a fortissime tensioni. E troveremo un Dante ben diverso da quello immaginato.

Il circolo Dante di Matthew Pearl
Siamo a New York nel 1865. Dunque proprio subito dopo la terribile guerra civile. Qui viene fondato un circolo con l’intenzione di tradurre la divina commedia di Dante che provoca lo scontro con i “senatori” della Harvard University, protestanti e conservatori che non ne vogliono sapere di far entrare il poeta italiano nella letteratura americana. Naturalmente arrivano i morti ammazzati. Il primo è quello di un giudice tremendo divorato dalle mosche carnivore sotto l’insegna di un vessillo bianco, chiaro esempio di contrappasso che Dante, nella sua opera, riserva agli ignavi. Seguiranno altri omicidi tutti sulla scia del citato contrappasso. Caso assai difficile per la polizia guidata dal capo Kurtz e dall’agente Ray. Saranno i componenti del circolo a indagare per risolvere la maledetta ecatombe.

Il libro segreto di Dante di Francesco Fioretti
Un messaggio in codice lasciato da Dante e il dubbio sulla sua morte provocata dalla malaria sono il fulcro di questa vicenda. La figlia del poeta, suor Beatrice, il medico Giovanni da Lucca e l’ex templare Bernard iniziano una indagine, per scoprire la verità su quanto è accaduto prefigurando un assassinio. E vengono a scoprire che molti ce l’avevano con Dante. Un viaggio tra sospettati e anche attraverso i misteri nascosti nelle tre cantiche della Commedia. In un contesto storico del Trecento in piena crisi politica ed economica.

Le terzine perdute di Dante di Bianca Garavelli
Due salti temporali. Parigi 1309. Dante, durante il suo esilio, con Marguerite Porete, accusata di eresia, è depositario prescelto di una profezia per salvare le future generazioni dalla minaccia di violare il segreto della creazione. Oggi. Riccardo Donati studioso di filologia medievale, scopre alcune righe autografe di Dante in una copia del “Roman de la Rose”. Preso dall’eccezionale scoperta ruba il manoscritto e si ritrova invischiato in una faccenda pericolosa con uomini che lo spiano e lo seguono, proprio per le “terzine” del titolo che prefigurano una imminente catastrofe. Ma sarà aiutato dall’amica “guardia del corpo” Agostina, nello stesso tempo forte e fascinosa, che lo salverà nei momenti più pericolosi. E si ritroveranno a Parigi, in una città ricca di cultura, di dibattiti, inquisizioni, scontri di ogni tipo dove troveranno “la soluzione di un enigma che dura da settecento anni”.

I discendenti di Dante di Luca Ammirati
Un delitto efferato in una cittadina del Mediterraneo. Ovvero il cadavere di Diletta Gherardi su un altare circondato da ceri e pozzanghere d’acqua. Sullo sfondo in rosso “Considerate la vostra semenza: fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”, una delle terzine più famose di Dante. Bella gatta da pelare per Lorenzo Amoretti, consulente criminologo della polizia dello stato di New York, ritornato in patria per un periodo di congedo. Anche perché questo è solo l’inizio: “Dante”, nome affibbiato all’assassino dalla stampa, continuerà a mietere giovani vittime con il proposito di tramandare un avvertimento che si cela fra i versi della divina Commedia. Ma Amoretti possiede un “fiuto” eccezionale e una vecchia copia del poema che può tornargli utile.

333 La formula segreta di Dante di Roberto Masello
Si parte da Benvenuto Cellini che, nella prima metà del Cinquecento, invoca gli spiriti per carpire il segreto dell’immortalità e viene scosso dall’improvviso apparire del fantasma di Dante. Si continua, quattro secoli più tardi, a Chicago quando la ricca vedova Kathryn Van Owen consegna un manoscritto del Cellini stesso (così sembra), allo studioso David Franco della Newberry Library. Manoscritto “La chiave della vita eterna” in cui viene descritta la Medusa, uno specchio d’argento che rende immortali. La riccona vuole proprio trovarlo con l’aiuto di David a cui va una ricompensa di un milione di dollari. Ricerca difficile e pericolosa a Firenze e poi in Francia (qualcuno, in precedenza, ci ha già lasciato le penne) con l’aiuto di una fascinosa guida turistica. E…occhio a non voltarsi!

La camera di Dante di Matthew Pearl, Rizzoli
Dopo Il circolo Dante ambientato a Boston quasi a fine Ottocento, ecco La camera di Dante, questa volta nel Regno Unito e nel 1870. Nel primo delitti che traggono ispirazione dalle pene dell’Inferno, nel secondo da quelle del Purgatorio. Un membro del Parlamento è ucciso da un masso in un parco malfamato di Londra che porta la scritta di un verso biblico, seguito da una bella donna con le palpebre cucite. E non sarà finita qui. Sparisce pure Dante Gabriele Rossetti, artista preraffaellita in continuo tormento, che sembra, però, presente sulle scene del crimine. A risolvere il mistero, mediante la decifrazione degli indizi lasciati dall’assassino, la sorella poetessa Christina con l’aiuto di Alfred Tennyson e Robert Browning, famosi poeti, insieme al traduttore di Dante Oliver Wendell Holmes. Grande affresco dell’ambiente artistico britannico dell’epoca.

Ce ne sarebbero altri di libri con il personaggio Dante, investigatore o ispiratore di delitti, ma intanto leggiamo questi.

A ruota (gialla) libera – Le lunghine di Fabio Lotti

Così, come mi frulla per la testa. Spunti di lettura, scrittori, sensazioni, emozioni, satirette per sorridere insieme…

(Photo credit: l’immagine a sx è tratta da qui)

Diamo uno sguardo veloce a qualche libro della mogliera spiluzzicando in qua e là…
Lo splendore della vita di Sveva Casati Modigliani, Edizione speciale Pickwick 2019.
Praticamente il continuo di Disperatamente Giulia (mi sono informato). Protagonista principale proprio Giulia de Blasco, scrittrice di successo che ha dovuto lottare contro il cancro. Vive con il chirurgo Ermes Corsini e deve ancora tribolare per i problemi che continuamente suscita il figlio Giorgio (le confessa che fuma hashish). Occhio che arriva anche l’affascinante finanziere Franco Vassalli (un classico). Un bel po’ di buio e una luce in fondo al tunnel.

Il segreto della bambina della scogliera di Lucinda Riley, Giunti 2017.
Qui, mi dispiace, ma sfrutto un pezzo già scritto “Dopo un aborto che le ha spezzato il cuore, Grania Ryan lascia New York e la sua carriera di scultrice per tornare nel villaggio irlandese in cui è cresciuta. Un giorno, in mezzo alla tempesta, sulla scogliera a picco sul mare dove è solita fare lunghe passeggiate, scorge Aurora, una bimba orfana di madre da cui è subito attratta in modo misterioso. Ma quando la madre di Grania, nonostante i suoi numerosi ammonimenti, si accorge che la figlia si sta affezionando ad Aurora e al padre di lei, le consegna un plico di lettere gelosamente custodite negli anni. In quelle lettere è contenuta la storia dei Ryan e dei Lisle, due famiglie legate fin dai tempi della guerra e sui cui destini si stendono ombre oscure. Sarà proprio la piccola Aurora e la devozione che Grania prova per lei a spezzare le catene del passato”. Il personaggio principale su cui ruota il romanzo sembra proprio la bambina che parla di sé all’inizio di ogni capitolo.

La figlia del mercante di seta di Dinah Jefferies, Newton Compton 2017.
Indocina francese 1952. Per non farla lunga la storia di due sorelle nate da un matrimonio tra un uomo francese e una donna vietnamita. Ovvero lo scontro tra due civiltà diverse durante un momento di odio, guerra e morte. La guerra, dicevo, la colonizzazione e la ribellione, il passato che ritorna e l’amore che può portare una luce nel buio degli animi (meno male).

Spiluzzichiamo, invece, sui miei interessi. Per chi ama le detective lady ecco Il giallo di villa Ravelli di Alessandra Carnevali, Newton Compton 2017.
Il commissario Adalgisa Calligaris a Rivorosso. Intanto non è bella (diciamo pure bruttina) ma intelligente (meglio di bella e scema). E ironica. Deve vedersela con l’uccisione, per un colpo di pistola, di Silvia Ravelli trovata dalla sorella Antonia nel salotto della sua villa. Ma della pistola nada de nada, i morti ammazzati aumentano, così come i sospettati, a partire dalla sorella stessa. Tra un italiano frizzante e momenti di dialetto umbro vengono messi a nudo certe problematiche sociali come la ludopatia e l’usura. Classica riunione finale questa volta al commissariato.

Un personaggio difficilmente dimenticabile è la detective Kim Stone di Linea di sangue di Angela Marson, Newton Compton 2019. Come già sottolineato da più parti una donna forte, granitica, testarda, anticonformista, istintiva nel parlare e nell’agire. All’esterno. All’interno, invece, piuttosto fragile con un passato doloroso alle spalle. Il che la rende ancor più interessante per il lettore (anche se ormai il passato doloroso alle spalle è diventato un cliché). Qui deve indagare su numerose morti misteriose dove all’assassino basta un colpo di coltello per uccidere. Morti misteriose che non sembrano avere nessun rapporto l’una con l’altra. Né il sesso né la condizione sociale. E nemmeno l’età che fra le vittime c’è pure un bambino. Ma non sarà l’assassino il solo nemico da combattere. Kim se la dovrà vedere con un vecchio nemico: la psicologa Alexandra Thorne…

In Ultimo tango all’Ortica di Rosa Teruzzi, Sonzogno 2019, se ne possono trovare ben due di “detective”, questa volta davvero particolari. Ovvero la fioraia Libera e la madre Iole che dovranno beccare l’assassino di un giovane fuori della balera dell’Ortica dove ballava un tango la bella Katy che alla fine scappa via. E l’ucciso, guarda caso, è proprio di un suo ex… Per la polizia il colpevole, chiaro e lampante, è il maggiordomo di una signora di alto rango. Ma la suddetta signora, non convinta, si rivolgerà proprio al duo dei fiori (diciamo così) per risolvere il caso. Ovvero si metterà nelle mani di una sentimentale e di una hippie in una Milano ricca di musica, di balli e… di segreti.

Chi desidera un noir dai toni decisamente forti si butti su L’isola delle anime di Piergiorgio Pulixi, Rizzoli 2019, dove si possono trovare due donne, ovvero due ispettrici davvero interessanti della questura di Cagliari: Mara Rais ed Eva Croce. Naturalmente ben diverse l’una dall’altra per rendere più frizzante il loro rapporto. Irruenta la prima, più riservata la seconda. Entrambe, però, “incasinate” e spedite in archivio dal loro capo Farci per risolvere dei classici cold case, delitti insoluti di due ragazze non identificate negli anni 1975 e 1986, dopo che è scomparsa un’altra ragazza. L’altro aspetto del libro riguarda il culto della Dea Madre ancora vivo in Barbagia. E il killer ritorna a colpire in una società dove il vecchio si scontra con il nuovo…

Infine per chi ama il giallo classico ecco pronto L’eredità di Mrs Westaway di Ruth Ware, Corbaccio 2019.
Ci sono tutti gli ingredienti per un ritorno ai tempi d’oro degli anni Trenta: una grande tenuta isolata “La Fattoria delle gazze” nella campagna di Cornovaglia; una vecchia signora che lascia un cospicuo testamento; una famiglia che nasconde terribili segreti; una governante scorbutica che sembra sapere tutto; una nipote che non è una nipote (giuro) chiamata per la lettura del testamento; la neve che blocca inesorabilmente ogni uscita. Mistero, pericolo, paura e molti colpi di scena. Proprio un classico…

A ruota (gialla) libera – Le lunghine di Fabio Lotti

Così, come mi frulla per la testa. Spunti di lettura, scrittori, sensazioni, emozioni, satirette per sorridere insieme…
Un saluto al Camillerone glielo voglio proprio mandare. E un ringraziamento per i suoi libri, per la sua persona e il modo garbato e ironico di proporsi. Così come al De Crescenzone che ricordo con simpatia. Ciao, ragazzi!

Vanno di moda le sette. Quella dell’Illuminato in La gemma del Cardinale de’ Medici, TEA 2019, di Patrizia Debicke (vedere qui) e quella degli incappucciati in La profezia degli incappucciati di Roberto Mistretta, Il Giallo Mondadori 2019, con il commissario Saverio Bonanno già beccato in Il canto dell’upupa, Frilli 2018, sul quale avevo scritto “…lasciato dalla moglie vive con la madre donna Alfonsina, la figlia Vanessa e il cane Ringhio. Si sposta con macchina Punto (un po’ di pubblicità alla Fiat fa sempre bene). Abitudinario. Caffè in casa e poi al bar “Excelsior” (ma non lasciatevi ingannare dal nome). Fuma in continuazione, ottima forchetta, risultato la pancia. Ogni tanto arriva la tristezza quando affiorano ricordi della scuola, il tempo non passava mai e pensava a suo padre sempre più lontano. O ricordi di sua moglie che un giorno se ne era andata via con il trapezista di un circo famoso. Simpatia per l’assistente sociale Rosalia. Anzi, più che simpatia “Rosalia Santacroce era una di quelle donne che facevano ribollire il sangue”” eccetera eccetera. Ora se la deve vedere con un caso particolare. Nel corso di una celebrazione il governatore Nofrio Falsaperla di una confraternita secolare muore sotto il peso del baiardo a forma di croce incollato sulla schiena. Sembra una disgrazia, una semplice disgrazia. Morte accidentale. Invece… un foglio di quaderno strappato per il maresciallo dei carabinieri di Villabosco “Nun fu disgrazia maresciallo! Nofriuzzo lo ammazzarono!”… Ma ci ritornerò sopra.
Continuando sul filo delle sette, tutto sembra ruotare attorno a quella misteriosa del Culto del Sole Nero frequentata da uomini potenti in La notte non esiste di Angelo Petrella, Marsilio 2019. Abbiamo anche Pizzica amara di Gabriella Genisi, Rizzoli 2019, dove ciò che lega i vari casi drammatici di morte è un tatuaggio sul corpo, una semplice croce greca gemmata. A questo si aggiunge una serie di fatti precedenti, incredibili e inquietanti: “Carcasse di animali avvolte in drappi scuri, ossa mescolate a cera di candele, persino un paio di taniche di una roba maleodorante che sembrava sangue”, ragazzini, seguaci di Marilyn Manson, ipnotizzati dal rock satanico, che sgozzano una coetanea in un rituale, due ragazze e un ragazzo che si tolgono la vita. Dal colloquio, duro e struggente, con una “macara”, una strega, vengono poi fuori feste, festini, riti di iniziazione sessuale in una masseria, a cui partecipano “imprenditori, magistrati, giornalisti, politici di vario colore e ruolo”, pure un cardinale, un vescovo, un ministro della Repubblica, sottosegretari, emiri, banchieri, primari, dirigenti di azienda…
Spiluzzicando qua e là tra i libri della casa editrice Polillo 2019 non mi lascerei sfuggire Gli omicidi di Beacon Hill di Roger Scarlett, pseudonimo di due donne americane benestanti. Siamo a Boston dove avvengono alcuni omicidi narrati in prima persona dall’avvocato Underwood, amico dell’ispettore Norton Kane. Tutto gira intorno alla famiglia Sutton di Beacon Hill. Ovvero al suo capofamiglia Fred sposato con due figli. Sposato ma non fedele che se la spassa con una donna bellissima dell’alta società. Ora sono tutti riuniti nella sua casa, compreso l’amico avvocato. Chiaro che succederà qualcosa di grave e prevedibile, ovvero l’assassinio del nostro Fred ucciso, sembra, proprio dalla sua fascinosa amante. Ma se anche questa venisse a sua volta fatta fuori?…
Sempre della stessa casa editrice sto leggendo Com’è morto il baronetto? di H.H. Stanners, dove ritrovo anche i miei amati scacchi. Addirittura proprio all’inizio “Dereck Furniss scrollò la scatola per far cadere i pezzi degli scacchi che poi cominciò a disporre sulla scacchiera”. Giocherà con il professor Harding durante la festa ad Astonbury che celebra il giorno dell’incoronazione del re Giorgio VI. Naturalmente abbiamo subito una morte sospetta, più precisamente del baronetto Jabez Bellamby trovato stecchito nella sua cava di gesso. Per l’ispettore Marriot si tratta di suicidio ma non è tutto così chiaro e sarà il professor Harding, mi sembra di capire, a risolvere l’intricato mistero scritto davvero con bella efficacia. Ma anche su questo ci risentiremo.
Mi pare interessante Nero a Milano di Romano De Marco, Piemme 2019, che ha creato la coppia del commissario Luca Betti e dell’investigatore Marco Tanzi giunti ormai al terzo libro della serie. Una coppia davvero problematica: il primo in crisi psicologica addirittura costretto a seguire le sedute di uno psicoterapeuta, a lasciare il suo caso e seguirne un altro, ovvero quello di due cadaveri carbonizzati in una villetta abbandonata; il secondo, anch’egli con la testa mica tanto a posto, deve ritrovare il figlio ribelle di una ricca signora che potrebbe essersi messo a fare il barbone proprio quando un killer sta uccidendo questa povera gente a colpi di rasoio. Naturalmente, come da copione, le due storie si incroceranno in una Milano decisamente cattiva, mettendo a nudo certe caratteristiche della società. Soprattutto il problema della miseria e dell’emarginazione.
Tra i Gialli Mondadori di quest’anno da tenere presente Morte di un dottore di D.M. Devine.
Vita tranquilla e ordinata nella cittadina di Silbridge vicino a Glasgow. Tranquilla e ordinata si fa per dire che, dietro il volto angelico dell’apparenza, si nascondono tutte le possibili malvagità dell’uomo. A tirarle fuori soprattutto la classica donna fatale adescatrice sposata con il dottor Henderson dopo il tentativo fallito di sfondare sul grande schermo. Ma con loro abita anche il bel giovane socio Alan Turner e allora qualcosa di particolare dovrà accadere… E qualcosa accade. Henderson viene trovato morto asfissiato nel suo salotto proprio dalla cara mogliettina. Sarà lei l’assassina come pensano tutti? O si tratta solo di un incidente, come pensa l’ispettore Munro? Ma i morti ammazzati continuano… Occhio al ritmo lento della narrazione che può indurvi all’abbiocco.

A ruota (gialla) libera – Le lunghine di Fabio Lotti

Così, come mi frulla per la testa. Spunti di lettura, scrittori, sensazioni, emozioni, satirette per sorridere insieme

Mi butto velocemente sui detective e sui poliziotti, uomini o donne, gay e lesbiche. Parto da un giallo degli anni Settanta, ovvero Scomparso – Dave Brandstetter mysteries di Joseph Hansen. E mi immagino la sorpresa, se non lo shock, dei lettori americani di quei tempi (oggi farebbe sorridere). Il protagonista stesso, Dave Brandstetter, come da titolo è gay. Tra l’altro sfortunato perché ha perso il compagno della sua vita per un tumore. Ma non è il solo gay del racconto, a partire dalla sua amica Madge, lesbica che si relaziona con ragazzine più giovani. Il pregio dell’autore sta nell’aver trattato i personaggi omosessuali come tutti gli altri. E oggi si becca un discreto successo anche nel nostro paese.
Sandra Scoppettone, nome italiano ma pura figlia di New York, per prima ha creato Lauren Laurano, una detective privata ex agente federale di trentacinque anni, che non arriva al metro e sessanta ma carina lo stesso, con la fobia per gli insetti e un istintivo ribrezzo per il sangue. Va pazza per la cioccolata e le altre ragazze. Vive con la compagna Kip, psicoanalista. Una lesbica dichiarata, come la stessa autrice. Ha pubblicato diversi libri negli anni Novanta. Ricordo. tra gli altri, Tutto quel che è tuo è mio dove deve indagare su uno stupro che vede come vittima la bella Lake Huron, la cui famiglia nasconde inconfessabili segreti e intrighi. Brividoso ma anche divertente come nello stile della scrittrice.
Ricordo pure la Saz Martin di Stella Duffy (protagonista di Carne fresca, Marsilio 2006) e la Vanessa Tullera che viene apertamente dichiarata anche nel titolo Bloody art. Il ritorno della lesbocommissaria di Pablo Echaurren, Editore Fernandel 2006. Tanto per citarne solo un paio sulle quali ho già scritto.
Passando di palo in frasca, per rispettare il titolo della rubrica, ora mi butto, invece, sul sorriso tra i morti ammazzati. Non c’è problema, basta beccarsi un libro di Donald Westlake, che il Signore lo abbia in gloria. Tutti conoscono il ladro sfortunato e pasticcione Dortmunder che ne combina di tutti i colori. Meno conosciuto, ma non per questo meno irresistibile, Fred Fitch. Ecco come si presenta “E così a trentun anni, ma dimostrandone cinquanta, sono un semirecluso e uno scapolo incallito, afflitto da tutti i disturbi dovuti alla mia professione sedentaria. Spalle rotonde, occhiali rotondi, stomaco rotondo e fronte rotonda”. Quando uno nasce broccolo, insomma fesso, non c’è niente da fare. Diverrà l’oggetto preferito di tutti gli imbroglioni di questo mondo. Bidonate su bidonate come da titolo Un bidone di guai, Mondadori 2013. Il libro è un variopinto scenario di risate, partendo dall’imbranato personaggio e continuando con altri strambi come Wilkins, l’inquilino del secondo piano che ha scritto un resoconto delle campagne di Giulio Cesare con l’aggiunta dell’aviazione. Titolo “Veni, Vidi, Vici grazie alla potenza aerea” da pubblicare, è ovvio, con il finanziamento del nostro Fred. A seguire situazioni e battute da gag irresistibili (qualcuna anche meno).
Se non siete attratti da Westlake c’è la coppia perfetta Hap e Leonard di Joe R. Lansdale a farvi allargare la bocca. Ricordo Sotto un cielo cremisi, Fanucci 2009, tanto per darvi un’idea. I due, già detto, si chiamano Hap e Leonard (a cui muore un armadillo). Poi c’è Marvin e poi c’è Gadget sua nipote. Che deve essere liberata dalle grinfie di uno spacciatore e ricondotta fra le braccia del nonno. Conclusione botte da orbi, un cane che se ne vola dalla finestra, una pistolettata in una gamba e un bel po’ di cocaina che va a finire nel cesso. Fine della partita e inizio di un’altra un po’ più dura. Con gli amici degli amici e un paio di poliziotti che di poliziotto hanno solo l’uniforme. Se poi ci si mette di mezzo anche l’FBI, un pentito di Mafia e un killer killer (Vacilla Ride) di quelli duri duri siamo tutti. Di rinforzo Tonto e Jim Bob. Non manca certo il movimento (anche lungo il fiume), corse, salti, ancora legnate a go-go, sparatorie inframmezzate da momenti di amore (vedi Hap e Brett), ricordi di storie brutali (Tonto) dove il Destino è barbaro e cieco e una realtà che più nuda e cruda non si può. Prosa frizzante, veloce, ironica, leggera, costellata di battute e invenzioni rare che molto hanno a che vedere con il sesso e il turpiloquio. Eccone una tanto per dare un’idea “Tanedrue perse i sensi più in fretta di un ottantenne asmatico che s’incula una pecora in un fienile senza un briciolo d’aria”. Essendo anch’io asmatico, anche se non ancora ottantenne, il paragone mi si è presentato di una efficacia sbalorditiva.
Altrimenti basta andare dalle parti di Nero Wolfe per farci quattro risate. Va bene, se non risate, almeno quattro sorrisi. Su questo non ci piove. La coppia Nero Wolfe e Archie Goodwin è stata programmata proprio per metterci di buonumore. Anche per trovare gli assassini, certo, ma per noi lettori spesso in secondo piano. Un grazie a Rex Stout è il minimo.
Ultimamente letti con ampia soddisfazione molti racconti di Georges Simenon che ha creato un dottorino detective niente male nella veste di Jean Dollent, ben lontano dal più noto Maigret (Per esempio Il fiuto del dottor Jean e altri racconti, Adelphi 2019). Un personaggio davvero singolare. Si innamora facilmente, battibecca con la polizia, pensa, riflette, rimugina, si immedesima nei personaggi, li sviscera, cerca “di farli vivere, di animarli nel loro scenario” fino all’accendersi della lampadina, fino a scoprire il “dettaglio” che gli permetterà di risolvere l’ambaradan. Ironia sparsa dovunque in questi gustosi e arguti racconti. E noi lettori siamo lì che cerchiamo di capire e, magari, superare nella deduzione degli eventi il nostro simpatico e stravagante dottor Jean. Consigliatissimi, soprattutto dopo aver inghiottito a fatica uno dei millanta mallopponi che ti restano sullo stomaco.

A voi che siete giunti fin qui… Buon Ferragosto!