Acqua (Le brevi di Valerio 352)

Ugo Leone
Acqua
Doppiavoce Napoli, 2020

Pianeta Terra. Da circa 4,5 miliardi di anni. Ne siamo fatti al 70 per cento, è il principale alimento quotidiano, condiziona in vario modo le giornate di ogni sapiens (e di ogni altro fattore biotico), ne parlano tutti e ne scrivono quasi tutti, non poteva mancare nella collana La parola alle parole: Acqua. Se ne occupa uno dei docenti di politiche ambientali più competenti ed esperti d’Italia, Ugo Leone (Napoli, 1940), che si sofferma su cose e argomenti cruciali ma di minore diffusione. Parte dall’inizio, dalla formula chimica e dalla storia della vita, poi affronta inframezzando citazioni letterarie e scientifiche: il ciclo dell’acqua, la biodiversità nella distribuzione, i fiumi e i mari, gli inquinamenti, reali dinamiche e pericoli di indisponibilità, l’umano problema della mancata adduzione, l’idropolitica globale e locale, le infrastrutture e le dighe, l’acqua dal sole, il ghiaccio in un bicchiere. Non a caso, la dedica è “in ricordo di Giorgio Nebbia”.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Profughi del clima (Le brevi di Valerio 351)

Francesca Santolini
Profughi del clima. Chi sono, da dove vengono, dove andranno
Rubbettino Soveria Mannelli, 2019

Ecosistemi invivibili. Prima, ora e ancora. Ormai da decenni i “Profughi del clima” sono più dei rifugiati politici e le migrazioni originate da problemi ambientali la maggioranza delle migrazioni forzate. La giornalista esperta di questioni climatiche Francesca Santolini (Roma, 1977) riassume in un agile godibile volume informazioni e prospettive sul nesso tra effetti dei cambiamenti climatici antropici e fuga più o meno lenta di umani dai luoghi di nascita. Gli ecosistemi presi in esame sono significativi: Sahel, Bangladesh, aree secche, aree costiere, Alaska, Kiribati e le 43 isole-Stato, Siria, l’intera Africa. La narrazione è giornalistica divulgativa, niente note, citazioni di libri e testimonianze di esperti come intercalare del testo, nodi giuridici e scenari futuri per sollecitare piena consapevolezza e azioni coerenti. Talora lo stile provoca qualche superficialità terminologica e comparativa. Ottima prefazione di Marco Impagliazzo, postfazione di Giampiero Massolo.

(Recensione Valerio Calzolaio)

Storia dell’Adriatico (Le brevi di Valerio 350)

Egidio Ivetic
Storia dell’Adriatico. Un mare e la sua civiltà
Il Mulino Bologna, 2019

Il mare orientale del Mediterraneo nella tettonica delle placche e fra ecosistemi umani. Per capire un mare occorre affrontare tre livelli e i connessi ecosistemi: elemento liquido, costa, territori gravitanti. L’Adriatico (dall’agglomerato umano meridionale di “Adria”) risulta il corridoio che unisce geologicamente tre continenti, storicamente Oriente e Occidente. 12.000 anni fa la pianura arrivava alle acque di fronte agli attuali Abruzzo e Dalmazia, poi cambiò. Il bravo storico Egidio Ivetic (Pola, 1965) racconta splendidamente una Storia dell’Adriatico come mare chiuso di rotte e passaggi, traffici e migrazioni, conflitti e mescolanze. La narrazione è cronologica, pur essendo alta l’attenzione per le diversità geografiche e i cambiamenti climatici. Ricchi gli apparati di note e bibliografico. Poi una sintesi dei periodi e delle date cruciali (soprattutto dai primi insediamenti greci fino al 2017 del Montenegro nella NATO), carte, toponimi e indice dei nomi (non di argomenti).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

La notte della svastica (Le brevi di Valerio 349)

Katharine Burdekin
La notte della svastica
Sellerio Palermo, 2020 (orig. inglese 1937, prima ed. it. Editori Riuniti 1993)
Traduzione di Alfonso Geraci
Con una nota finale di Domenico Gallo

L’inglese Katharine Penelope Cade Burdekin (1896-1963) è una scrittrice finora poco conosciuta in Italia. Pubblicò dieci romanzi per una casa editrice socialista tra il 1922 e il 1940, poi non trovò più un editore (per altri sei) e un altro libro uscì postumo nel 1989 per una casa editrice femminista, tutti esplicitamente antifascisti e contrari alla morale convenzionale.
Dopo i primi, dal 1934 scelse uno pseudonimo maschile, Murray Constantine, col quale anche La notte della svastica fu firmato, ambientato settecento anni dopo il trionfo del Nazismo in un pianeta dominato da due imperi, il tedesco e il giapponese, in piena Guerra Fredda, quando il nuovo Credo aveva deificato Hitler.
Eppure uscì prima del 1940 e della seconda guerra mondiale!
Ammoniva sul conflitto fra dittatura e verità, fra superstizione e scienza, oltre che sui nessi fra violenza e sessualità maschile, fra totalitarismo e sessismo.
Una rimarchevole meritoria riscoperta, utile la biobibliografia in fondo.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Villa Cozza (Le brevi di Valerio 348)

Letizia Carducci
Villa Cozza. Parco urbano e bene comune
Simple Macerata , 2019

Macerata. Ieri ora domani. Il centro storico del capoluogo provinciale marchigiano Macerata (circa 41.000 abitanti) è medievale, su un colle circondato da mura cinquecentesche. Intorno ha altre colline fra i crinali che declinano verso i fiumi a nord e sud. Su uno dei colli si è sviluppato un grande quartiere popolare, Santa Lucia, in prossimità dell’ospedale provinciale e del cimitero comunale. Sul punto più alto convergono alcune strutture sanitarie di cura e ricovero con (al centro) una grande bella villa antica. All’intera area l’enogastronoma (laureata in Scienze Politiche con tesi sull’Urbanistica) Letizia Carducci (San Ginesio, 1965) ha ora dedicato un interessante volume, Villa Cozza, distinto in quattro parti: la storia del costruito e delle connesse vicende sociali; la descrizione dei valori (anche in prospettiva) dell’ecosistema parco sempreverde; la raccolta di scritti e contributi di altri esperti; una ricca appendice di fonti, mappe, ulteriori interviste e bibliografia.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

L’animale più pericoloso (Le brevi di Valerio 347)

Luca D’Andrea
L’animale più pericoloso
Einaudi Torino, 2019

San Candido, Alta Pusteria, Alto Adige. L’aprile scorso. L’ansiosa 13enne Dora Holler scompare e tutti si mettono a cercarla, ha le trecce ed è ecologista (grazie a molte letture e documentari) proprio come Greta Thunberg. Sembra volesse salvare il nido di una lince, in pericolo con i suoi cuccioli; è fuggita con un adulto conosciuto su Internet, Gert; hanno tutti paura di cosa potrebbe esserle accaduto e scoprono che, in realtà, l’intera comunità è circondata da altri incubi, vendicatori solitari e lotte di potere. Perdersi è facile. Gli animali più pericolosi sono quelli feriti, lo sa anche il tormentato capitano dei locali carabinieri Viktor Martini (sotto processo a Roma).
I diciassette capitoli del nuovo ben ritmato romanzo dello scrittore (recente vincitore del Premio Scerbanenco) Luca D’Andrea (Bolzano, 1979), L’animale più pericoloso erano stato pubblicati da Repubblica ad agosto 2019 (ogni giorno ventimila battute), ottimamente illustrati da Iacurci. Arriva ora in volume.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Il Dio dei migranti (Le brevi di Valerio 346)

Maurizio Ambrosini, Paolo Naso e Claudio Paravati (a cura di)
Il Dio dei migranti. Pluralismo
Il Mulino Bologna, 2018

Da qui a là, da là a qui, sempre, ovunque. Siamo mescolati, meticci. Chi studia le religioni sa che dentro spazi geografici (ecosistemi umani) si ricompongono sincronicamente antichi paesaggi e un mosaico diacronico di culture e spiritualità. Un sociologo (Ambrosini), uno scienziato politico (Naso) e un filosofo (Paravati) hanno raccolto e introdotto tre importanti ricerche recenti sugli adattamenti delle esperienze religiose ai contesti nuovi: gli iman nelle moschee italiane, gli ortodossi rumeni immigrati, i volti del cristianesimo tra immigrati milanesi. Non si tratta di riconoscere burocraticamente Il Dio dei migranti, non si possono mettere filtri religiosi sui migranti, eventualmente “si tratta di riconoscere Dio nei migranti” (prefazione di Alberto Melloni): “sentire la voce dei Giona scaricati da un dag in forma di gommone che chiedono una conversione di giustizia che, nei sistemi politici democratici, può e deve diventare una politica di giustizia, di fraternità, di pace”.

(Recensione di Valerio Calzolaio)