Il Dio dei migranti (Le brevi di Valerio 346)

Maurizio Ambrosini, Paolo Naso e Claudio Paravati (a cura di)
Il Dio dei migranti. Pluralismo
Il Mulino Bologna, 2018

Da qui a là, da là a qui, sempre, ovunque. Siamo mescolati, meticci. Chi studia le religioni sa che dentro spazi geografici (ecosistemi umani) si ricompongono sincronicamente antichi paesaggi e un mosaico diacronico di culture e spiritualità. Un sociologo (Ambrosini), uno scienziato politico (Naso) e un filosofo (Paravati) hanno raccolto e introdotto tre importanti ricerche recenti sugli adattamenti delle esperienze religiose ai contesti nuovi: gli iman nelle moschee italiane, gli ortodossi rumeni immigrati, i volti del cristianesimo tra immigrati milanesi. Non si tratta di riconoscere burocraticamente Il Dio dei migranti, non si possono mettere filtri religiosi sui migranti, eventualmente “si tratta di riconoscere Dio nei migranti” (prefazione di Alberto Melloni): “sentire la voce dei Giona scaricati da un dag in forma di gommone che chiedono una conversione di giustizia che, nei sistemi politici democratici, può e deve diventare una politica di giustizia, di fraternità, di pace”.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Prima di noi (Le brevi di Valerio 345)

Giorgio Fontana
Prima di noi
Sellerio Palermo, 2020

Nordest e Milano. 1917-2012. Quasi un secolo, quattro generazioni nella storia d’Italia, dal fante Maurizio Sartori a cavallo di Caporetto al figlio Gabriele, ai nipoti, ai pronipoti di oggi. Lo sceneggiatore e docente creativo Giorgio Fontana (Saronno, 1981) prende spunto dai racconti orali, da diari e scritti del nonno Luigi (cui il libro è dedicato), friulani soldati e migrati nell’hinterland milanese, riferiti anche al bisnonno Giovanni per raccontare una densa magnifica saga familiare del Novecento Prima di noi, appassionati passionali cittadini resistenti, non eroi, segnati dal caos esterno, dai casi, da successi e sfortune, dagli errori, da qualche scelta. La narrazione è corale, in terza varia lungo undici periodi (con intervalli) che intrecciano i punti di vista dei singoli parenti nel peregrinare più o meno forzato dai monti alle valli, dalle campagne alle città, dai campi alle fabbriche, dal passato comune al presente incombente, emigranti e immigrati insieme, erranti.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Camminare (Le brevi di Valerio 344)

Stefano Catone
Camminare. Lungo i confini e oltre
People Gallarate, 2019

Fra ecosistemi e spazi. A piedi, quelle volte che è capitato. Lo scrittore editore Stefano Catone (Gallarate, 1986) narra circa 35 brevi storie di persone, luoghi, fenomeni, relazioni che si possono incontrare (o reincontrare) camminando, così distinti: confini, acqua, passaggi, vette, frontiere, rifugi, rotte. Soli o in compagnia, qualcuno c’era già passato e ne ha lasciato una traccia, condivisa o conflittuale, comunque raccontabile con semplicità ed emozione, a partire dalle fughe, dalle guerre, dalle persecuzioni. Molti sono gli spunti connessi alle nostre Alpi, di ieri e di oggi, ovviamente. Ma Camminare aiuta a comprendere meglio anche l’unico agglomerato urbano di El Paso – Ciudad Juárez, i Balcani, le linee che i cambiamenti climatici spostano sui monti e nelle valli, toponimia e cartografia. Oggi appare difficile che possa esistere un cammino non condiviso, anche se purtroppo si continuano a costruire muri e barriere.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Generazione desaparecida (Le brevi di Valerio 343)

Giordano Vecchietti
Generazione desaparecida. Storie di esili e ritorni di una generazione perduta nel Cile della dittatura militare
Ventura Senigallia, 2019
Romanzo

Cile e Italia. 1973-2019. Martedì 11 settembre 1973 alle 7 e 10 il 25enne Pepe-José sente gli elicotteri e si sveglia di soprassalto. Su richiesta esplicita del Partito, da un paio di settimane vive solo a Valparaiso, lontano dalla famiglia (genitori e tre sorelle). Ascoltando i canali radio trova solo musiche e marce militari, capisce che il golpe è iniziato, deve mettersi al sicuro, nella tasca del giaccone ha una pistola datagli da un caro compagno della scorta del Presidente. Il popolo di Unidad Popular lo aiuta, scappa.
Con acume, freddezza e ironia, Giordano Vecchietti (Ancona, 1959) racconta la storia di un cileno della Generazione desaparecida, uno di loro, uno di noi, che combatte per le sue idee contro la violenza della Storia, “il più grave affronto alla democrazia dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, con un governo rovesciato, i militari al potere, le deportazioni, le sparizioni di massa, le uccisioni” (Restuccia nella Prefazione), un romanzo bello e verosimile.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

L’arpa e l’ombra (Le brevi di Valerio 342)

Alejo Carpentier
L’arpa e l’ombra
Traduzione di Linda Verna
Sellerio Palermo, 2020 (orig. 1979)
Con una nota di Angelo Morino

Europa e Americhe. Dopo il 1492. Alejo Carpentier (Losanna, 1904 – Parigi, 1980) è stato giornalista, musicologo e grandissimo scrittore cubano. Crebbe a l’Avana, Cuba è sempre stata la sua patria, identificandosi con i valori afrocubani e poi della rivoluzione castrista. Non tutta la sua enorme produzione letteraria è stata tradotta in italiano e Sellerio sta opportunamente recuperando il meglio. Questo originale romanzo storico, El arpa y la sombra del 1979 (un anno prima della morte), già pubblicato da Editori Riuniti (1981) ed Einaudi (1993), suggerisce ai non europei di riappropriarsi di parte della loro vicenda: parla dei continenti e dei popoli ai lati dell’Atlantico per il tramite del buon Cristoforo Colombo (quasi una biografia, comunque senza agiografia), un navigatore che sapeva che le terre a ovest erano già state raggiunte, che aveva interessi economici e che non meritava la beatificazione cristiana proposta nell’Ottocento da papa Pio IX e Leone XIII (poi non concessa).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Il treno per Istanbul (Le brevi di Valerio 341)

Graham Greene
Il treno per Istanbul
Sellerio Palermo, 2019 (orig. 1932, Stamboul Train)
Traduzione di Alessandro Carrera

Un aprile fra le due guerre. Dal Belgio alla Turchia: Ostenda-Colonia-Vienna-Subotica-Belgrado-Costantinopoli. Scesi dal traghetto della Manica altri passeggeri salgono a bordo del treno tutto pieno che, dopo tre notti, giungerà alla destinazione lontana migliaia di chilometri. Fra gli altri l’ebreo giovane ricco commerciante Myatt in viaggio d’affari, la minuta povera ballerina Coral in cerca della scrittura in un tabarin, il misterioso dottor Czinner rivoluzionario sognatore comunista, una cinica giornalista a caccia di scoop, un furbo ladro attento alle possibili prede, un’umanità “spaventata, insicura, dubbiosa, tragica e dolente” (come scrive Manzini in premessa).
Con la cura (e la postfazione) di Domenico Scarpa, dal 2019 Sellerio sta ripubblicando meritoriamente (con nuova traduzione) il grande scrittore inglese Graham Greene (1904-1991); continua con il quarto, scritto a 28 anni con l’esplicito obiettivo (riuscito) di piacere al grande pubblico, Il treno per Istanbul.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Quanti (Le brevi di Valerio 340)

Giorgio Immirzi
Quanti. La teoria fisica più sconcertante del Novecento
Doppiavoce Napoli, 2019

Pensiero scientifico. Da un secolo circa. La teoria dei quanti e la relatività sono le grandi invenzioni della fisica del Novecento. La seconda è uscita tutta dalla mente di Albert Einstein (1879-1955), la prima ha molti padri, fisici di straordinaria originalità e intelligenza (fra i quali lo stesso Einstein), spesso in polemica fra loro. Il dibattito ha riguardato più l’interpretazione che le applicazioni: la teoria funziona e si applica con successo a una grande varietà di fenomeni. Il fisico teorico Giorgio Immirzi racconta come si è sviluppata la Teoria dei “Quanti” nel contesto della fisica del secolo scorso. Parte dal 1900, dal “corpo nero” di Max Planck, dalla scatola che contiene una radiazione elettromagnetica con una fessura da cui può uscire ed entrare. Seguono i fotoni e il principio di indeterminazione, atomi e molecole, onde e probabilità, fino a Schrödinger e al fenomeno di correlazione fra le particelle (entaglement), divenuto cruciale nell’ultimo trentennio.

(Recensione di Valerio Calzolaio)