Amori nel fragore della metropoli (Le brevi di Valerio 362)

Furio Scarpelli
Amori nel fragore della metropoli
Sellerio Palermo, 2019

Roma. Primi anni ottanta. Il geometra “Ivano” vive con la mamma e le tre sorelle, fruttivendole in piazzetta delle Coppelle, lui disoccupato e viziato; il fidanzamento con un’attempata insegnante sconvolge gli assetti. Il tenero pescivendolo burino Bastiano s’innamora della spietata Erica e ne soffre per un po’, pur con “il tonno, la seppia e il maccarello”. Guglielmo e il “Sonato” Marcello s’incrociano al Centro di Igiene mentale, se ne vanno in giro con Anna, violenza ci cova.
Furio Scarpelli (Roma, 1919-2010) iniziò come illustratore di storie per bambini e caricaturista; divenne poi per decenni pietra miliare del cinema, magnifico sceneggiatore, inventore di storie ed estensore del copione; continuò a disegnare e, soprattutto, scrisse molte narrazioni non finalizzate alla realizzazione ottica. Nella postfazione della raccolta di tre racconti inediti Amori nel fragore della metropoli, il figlio Giacomo riassume lo splendido intreccio di situazioni comiche e sostanza tragica.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Inferno verde (Le brevi di Valerio 361)

Gert Nygårdshaug
Inferno verde
SEM Milano, 2020 (originale Mengele Zoo 1989)
Traduzione di Andrea Romanzi
Eco-thriller

Amazzonia. Anni Ottanta. Mino Aquiles Portoguesa ha sei anni e vive in un villaggio della foresta pluviale sudamericana. Si è specializzato nelle farfalle, trova con maestria quelle splendide, che saranno poi fissate con spilli e vendute in città. Il pericolo viene dall’arrivo di gente armata al servizio di una grande compagnia petrolifera interessata a sfruttare quel territorio. Un giorno, quando ormai ha dieci anni, torna in paese e lo trova distrutto e fumante, massacrati tutti gli abitanti compresi i genitori. Fugge solo, s’industria a sopravvivere, anni dopo diventa biologo e fonda il movimento Mariposa che terrorizza i poteri costituiti, complici dallo sviluppo insostenibile. Comincia un’altra storia.
Il poliedrico scrittore militante norvegese Gert Nygårdshaug (Tynset, 1946) fu inviato da un quotidiano in Amazzonia dopo l’assassinio di Chico Mendes, vi scrisse sopra pure un bel romanzo che risulta ancora attuale: basta pensare al triste recente omicidio di Homero Gómez González!

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Sulla scrittura (Le brevi di Valerio 360)

Charles Bukowski
Sulla scrittura
A cura di Abel Debritto
Traduzione di Simona Viciani
Guanda Milano, 2020 (orig. americano 2015)
Pag. 259 euro 18

L’ubriacone libertino creativo perseverante prolifico Heinrich Karl Charles Bukowski (Andernach, Germania, 1920 – Los Angeles, 1994) era malato di solitaria scrittura, realizzò arte in varie forme narrative per oltre cinquant’anni, in racconti, romanzi, poesie, perlopiù fiction. E in tante lettere destinate a specifici reali interlocutori (spesso famosi e autorevoli), a mano nel primo decennio (quello delle sbronze) tra il 1945 e 1954, poi in genere a macchina fino al 1993, spesso accompagnate da schizzi e illustrazioni. L’epistolario non era mai stato pubblicato, più di duemila pagine di corrispondenza inedite. L’editore italiano Guanda ha garantito l’uscita di gran parte delle opere e ora presenta la traduzione delle innumerevoli missive sul tema cruciale, Sulla scrittura (per chi cerca di essere pubblicato), una raccolta recente con editing ridotto al minimo, qualche bella foto, alcuni interessanti disegni e riproduzioni anastatiche.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Le transizioni (Le brevi di Valerio 359)

Pajtim Statovci
Le transizioni
Sellerio Palermo, 2020 (originale 2016)
Traduzione (dal finlandese) di Nicola Rainò
Romanzo

Tirana, Roma, Madrid, New York, Helsinki, Durazzo. 1990-2003. Bujar è un bell’albanese povero che perde il padre da bambino. Con l’arrivo dell’adolescenza, non sa se rimanere maschio o diventare femmina, alternando opzioni e propositi. Tenta il suicidio. Ne parla con l’amico omosessuale Agim, se la prendono con le politiche nazionaliste di Tirana e le convenzionali imposizioni sociali, scappano da clandestini attraverso l’Adriatico. Cammina come il padre, si muove come la madre. Lo troviamo 22enne a Roma nel 1998 a narrare passato (1990-1992), presente ed evoluzione della sua vita. Alla fine sceglie la Finlandia, affascinando sempre, da donna uomini, da uomo donne, di ogni età e condizione. Uno splendido romanzo sull’identità, Le transizioni, passaggi di genere, pelle, nome, nazionalità per il colto giovanissimo autore, già osannato e premiato ovunque, Pajtim Statovci (Kosovo, 1990), cresciuto a Helsinki dove si trasferì la famiglia (in fuga dalla guerra) quando lui aveva due anni.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Tre (Le brevi di Valerio 358)

Dror Mishani
Tre
Edizioni e/o, 2020 (originale 2018, Shalosh)
Traduzione dall’ebraico di Alessandra Shomroni
Noir

Holon (Israele) e Bucarest. Da fine marzo. Orna, insegnante di liceo sulla quarantina, abbandonata col figlio Eran dal marito Ronen, e il 42enne avvocato Ghil si conoscono su un sito d’incontri per divorziati e qualche giorno dopo s’incontrano in un caffè di Tel Aviv. Progressivamente inizia una relazione. Lui la invita a Bucarest. In parallelo, Ghil conosce Emilia, una badante lettone che gli chiede consulenza sul permesso di soggiorno; dopo un po’ anche a lei propone un viaggio insieme. Mesi dopo Ella, la terza donna che Ghil incontra, cercherà da lui qualcosa di diverso. Tre è il nuovo bel romanzo del bravo scrittore israeliano Dror Mishani (Holon, 1975), distinto in parti cronologiche ma intrecciate, narrate in terza fissa sulle tre donne. Qui abbandona la premiata serie dell’ispettore Avi Avraham (in parte presentata in italiano da Guanda, adattata anche per il cinema) e indaga pensieri femminili alle prese con la complicata quotidianità e con un maschio criminale.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

L’apprendista (Le brevi di Valerio 357)

Gian Mario Villalta
L’apprendista
Sem Milano, 2020

La chiesa di un paesino del Nordest, non lontano da Pordenone. Il maggio di poco tempo fa. Tilio gestisce le candele e le relative offerte appuntando un quadernone a quadretti, controlla che siano ordinati i cinque libretti per ogni banco e che funzioni la malandata caldaia. Fredi fa il sacrestano, serve messa e tifa Inter. Sono anziani. Fra una funzione e l’altra (spesso soli con don Livio o don Luigi o don Lorenzo), tra un funerale e l’altro, bevono insieme dal termos riempito (un giorno per uno) con sette parti di caffè e tre di vodka. Pensano e dialogano molto fra sé e sé; se sono insieme poi parlano di tutto e commentano ogni notizia; si raccontano storie di vita e di donne, le proprie e quelle dei compaesani, o di parenti vicini e lontani. Con il bel romanzo L’apprendista l’insegnante, poeta e scrittore Gian Mario Villalta (Visinale di Pasiano, 1959) prosegue il proprio intenso percorso negli ecosistemi di pochi umani, con garbo e cortesia.

(Recensione di Valerio Calzolaio)

Per la sola colpa di esser nati (Le brevi di Valerio 356)

People (collettivo di scrittura)
Per la sola colpa di esser nati. Perché serve la Commissione Segre
People (casa editrice), 2020

Questi recenti anni in Italia. Nel momento in cui discriminazioni diverse e messaggi d’odio sembrano saldarsi in un unico disegno politico, cinque attivi protagonisti della nascita della nuova casa editrice People, Silvia Antonelli Sergio Bontempelli Stefano Catone Giuseppe Civati Francesco Foti (scienze, competenze, età e caratteri diversi), firmano collettivamente una disamina storica e sociale di antisemitismo e razzismo, Per la sola colpa di esser nati. L’introduzione è comune, seguono cinque capitoli per approfondire singoli aspetti (con brevi note e mini bibliografie in fondo a ciascuno): i persistenti atteggiamenti antiebraici in Europa, il razzismo degli antisemiti ottocenteschi (pure anti-immigrati), una selezione di fatti discriminatori degli ultimi quattro anni 2016-2019, lo stato dell’arte rispetto alla mozione per l’istituzione della Commissione straordinaria proposta da Liliana Segre nel giugno 2019, le esperienze di contrasto dell’hate speech in Francia e Germania.

(Recensione di Valerio Calzolaio)