La Debicke e… Il caso Demichellis

Il caso Demichellis
di Francisco Marin
Amazon, 2018
Traduzione di Alessio Vacca

Il tranquillo tran-tran primaverile di Ibiza è disturbato da tre furti avvenuti nel Quartiere Martinet. I furti sono stati commessi in appartamenti della zona residenziale, privi di allarme e abitati da donne sole. Il modus operandi è sempre lo stesso: il ladro si arrampica prima dell’alba fino alla porta finestra del secondo piano, la forza, addormentava le proprietarie con uno spray al cloroformio e dopo voilà, ripulisce le stanze di denaro e gioielli di valore, roba leggera e facile da trasportare. Ma il 2 maggio 2012, quando già la tranquilla vita dell’isola è stata sconvolta dal ferimento di un uomo colpito da tre colpi di pistola, poi deceduto in seguito alle lesioni, la musica cambia, e ci scappa un altro morto, anzi un’altra morta. Infatti in una casa in campagna, al chilometro 3 della carretera de Sant Josep, salta fuori il cadavere di Ana Lopez Demichellis, una bella donna di trentadue anni che lavorava come infermiera all’ospedale Can Misses. Il macabro ritrovamento spetterà alla sorella, Raquel – la famiglia da due giorni non riusciva a mettersi in contatto con la vittima – che entra in casa con la chiave e la trova al piano superiore abbandonata sul letto, ancora in uniforme… L’autopsia, oltre a evidenziare tracce di cloroformio, decreta che la morte è stata provocata da strangolamento. L’ora del decesso viene stimata tra le 15.00 e le 16.00. Le stanze in disordine, sono state saccheggiate e, nonostante che la casa della Demichelllis sia a ben sei chilometri dal quartiere di Cap Martinet, la Guardia Civil, date le modalità del delitto che lo accomunano ai furti, ipotizza che l’assassino sia il topo d’appartamento. Questi, Eduardo Ribas, un drogato arrestato a un blocco stradale, confessa i primi tre furti mentre nega di aver messo piede in casa Demichellis, poi in crisi di astinenza si piega. Raul Ballesteros, nominato suo avvocato d’ufficio, dubita della sua colpevolezza e cerca di tutelarlo: infatti il giorno dopo il suo cliente ritratta la confessione. Ma, nonostante la sua lunga e motivata difesa, sette mesi non può impedirne la condanna, basata sul convincimento della giuria della colpevolezza dell’accusato.
Ma proprio Raquel, la sorella di Ana Demichellis, ha notato diversi punti deboli nell’inchiesta. Si è resa conta che la Guardia Civil ha seguito un’unica pista per chiudere subito il caso e pertanto, poco convinta che il vero assassino stia scontando la pena, contatta l’avvocato Ballesteros, chiedendogli di appoggiarla in una nuova indagine privata. Per scoprire la verità, Raquel farà entrare in scena anche Alex Zarco, un suo vecchio e caro amico dei tempi di scuola, che ora lavoricchia sull’isola come investigatore privato. Sarà lui, con i suoi metodi quasi dilettanteschi, ma fiutando del marcio, a scoprire che l’ultimo paziente di Ana Demichellis, infermiera dell’unità di terapia intensiva dell’Ospedale Can Misses, era l’uomo vittima della sparatoria. Due crimini violenti su un’isola tranquilla come Ibiza, durante la stagione morta, potrebbero non essere un caso? Le indagini si allargano, cambiano direzione. Delitti e investigazioni si mischiano succosamente alle vite dei diversi personaggi in modo vivace e coinvolgente.

Il caso Demichellis ci fa conoscere un nuovo autore, Francisco Marin, che ha costruito una piacevole storia, ambientata in quell’isola di sogno che è Ibiza, mostrandoci però il suo volto meno conosciuto, quello invernale, quando i turisti sono lontani. Una storia che scorre bene, fluida e incalzante ma senza grande suspence, con desiderio di thriller ma a conti fatti, Marin sta facendo l’occhiolino al poliziesco classico e senza annoiare il lettore lo introduce con garbo nei complessi meandri della giustizia del suo paese, criticandone certi aspetti che creano distorsioni, e nella diversa apertura della mentalità iberica rispetto a quella di altri stati. Una storia che fa sfilare una sfilza di personaggi ben calibrati con i loro diversi aspetti personalità, pregi e difetti tangibilmente reali, anche se ogni tanto dipinge qualcuno con un tono volutamente macchiettistico. Però, alla fine, tirate le somme, i veri protagonisti del romanzo mi sembrano solo i due vecchi amici d’infanzia, un paio di straordinari e simpatici vitelloni quarantenni.

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