La Debicke e… Il ragazzo sul ponte

Il ragazzo sul ponte
di M.R. Carey
Newton Compton, 2018

Sono passati dieci anni da quando una misteriosa e incontrollabile epidemia, provocata da un fungo che invade e modifica le cellule cerebrali, ha cominciato a contagiare la maggior parte degli abitanti del pianeta trasformandoli in hungries, mostri carnivori privi di raziocinio, assetati di sangue e che si nutrono indifferentemente di animali e di esseri umani. Gli hungries non hanno coscienza, né attività cerebrale. L’ipotesi alternativa sarebbe anche più inquietante: “sarebbero cerebralmente attivi ma incapaci di comandare i propri arti a causa del patogeno che infetta il loro sistema nervoso centrale. E chissà cosa provano, se qualcosa provano, in tale condizione. Un solo loro morso è sufficiente a trasmettere il contagio trasformando gli uomini in zombies. Ciò che resta dell’umanità è suddivisa tra alcune fortezze inespugnabili protette da giganteschi carri armati, gestite da una cosiddetta dittatura illuminata alla testa dell’esercito superstite e gli junker, gruppi di predatori senza pietà che a bordo di mezzi blindati protetti da armi pesanti, assaltano, depredano e uccidono, praticando persino l’antropofagia, tutto quanto trovano sul loro cammino. Il potere per così dire ufficiale tenta da anni di organizzare delle squadre di ricerca formate da scienziati che avrebbero per scopo di individuare una qualsivoglia cura o vaccino per contrastare il morbo.
Queste sono le premesse di Il ragazzo sul ponte, un thriller sovrannaturale frutto della fertile penna di M.R. Carey, che poi si rivela il prequel del celebre La ragazza che sapeva troppo, che ha ottenuto gran successo internazionale anche per un’indovinata e coinvolgente rilettura cinematografica. Ma torniamo a Il ragazzo sul ponte. Questo ragazzo, che dà il titolo alla storia, sarebbe Stephen Greaves, un quindicenne geniale ma autistico (stenta a relazionarsi con le altre persone, evita il contatto umano, tipico della sindrome di Asperger) che affronta ogni genere di sfida con interesse sia per la meccanica che per la conoscenza. Ma nonostante questo, o forse proprio per questo, la scienziata Samrina Khan, che l’ha salvato da piccolo e conosce il suo altissimo potenziale intellettivo – Greaves infatti ha inventato un gel in grado di neutralizzare gli odori e permettere di sfuggire all’olfatto degli hungries – gli è affezionata e riesce a mantenere un fattivo rapporto con lui. E proprio lei, che lavora per la squadra scientifica della fortezza, ha deciso di includerlo nel programma che prevede un viaggio pericolosissimo verso in nord dell’Inghilterra, per ricuperare campioni del fungo piazzati in posti diversi per clima e tipologia territoriale, nell’intento di garantire al genere umano una speranza. Altro scopo di questa pericolosa missione è prelevare campioni dagli hungries per tentare di sintetizzare una cura per gli umani infetti e far fronte all’epidemia. La loro spedizione, che durerà mesi, li costringerà a vivere pigiati uno sull’altro, come sardine, a bordo del Rosalind Franklin, un laboratorio mobile, un immenso carro armato blindato da trasporto. L’equipaggio della Rosalind è composto da sei membri dell’esercito incaricati delle sicurezza e della protezione e dall’equipe di ricercatori. Tra i due gruppi nasceranno inevitabilmente, con il tempo e le difficoltà, attriti e frizioni, anche normali, data la forzata convivenza ma che finiranno per scontrarsi anche con importanti scelte di natura etica che in alcuni casi si riveleranno pericolosamente fatali. Visto che, se abbiamo letto La ragazza che sapeva troppo, ricordiamo che la Rosalind Franklin è stata trovata abbandonata, nutriamo poche illusioni sull’infelice destino del suo equipaggio. O forse qualcuno potrebbe essere sopravvissuto abbastanza a lungo da riuscire a conoscere Melanie, l’eroina della La ragazza che sapeva troppo, e la sua coraggiosa insegnante? Fantascienza, fantasy o un plausibile angosciante futuro da non augurarsi?

Mike Carey (nato nel 1959), conosciuto anche con lo pseudonimo M. R. Carey, è uno scrittore britannico di fumetti, romanzi e film. È internazionalmente famoso soprattutto per aver scritto il romanzo La ragazza che sapeva troppo.

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