La Debicke e… La Regola delle Ombre

Giulio Leoni
La regola delle ombre
TEA, 2018

Torna meritatamente in libreria La regola delle ombre di Giulio Leoni, che stavolta lascia Dante per rendere protagonista della sua storia il grande Pico della Mirandola.
Pico della Mirandola conte di Concordia, fedele amico di Lorenzo de’ Medici (ebbe la, secondo me infausta, idea di fargli invitare a Firenze fra’ Gerolano Savonarola), ricordato ancora oggi per la sua prodigiosa memoria. Ma Pico della Mirandola aveva tante altre qualità: era un umanista, un filosofo. Intendeva arrivare a una sintesi tra le varie dottrine, non solo quelle di ispirazione cristiana e pagana, ma anche quelle di matrice ebraica e araba, senza escludere gli insegnamenti della filosofia medievale. A tal fine compose un documento articolato in 900 tesi che avrebbe dovuto essere discusso a Roma in un consesso tra dotti provenienti da tutto il mondo. La discussione, però, non avvenne, perché alcune delle sue tesi furono giudicate eretiche. Di fronte alle contestazioni, Pico cercò di dimostrare la validità delle proprie posizioni (soprattutto sulla magia e sulla cabala) scrivendo una dotta Apologia, ma la condanna sancita dal pontefice Innocenzo VIII lo costrinse a lasciare Roma.
Pico della Mirandola era conosciuto anche come grande spadaccino; tra i suoi mille interessi c’era anche la passione per l’Occulto e l’Occulto fa da padrone in La regola della Ombre. Infatti Simonetta Vespucci, giovane donna di leggendaria bellezza, celebrata dal Botticelli, sembra essere ritornata dall’Aldilà. Simonetta, vagheggiata in vita dallo stesso Signore di Firenze, forse è riuscita a valicare il Confine e sta camminando di nuovo su questa terra. Una voce serpeggia strisciante, pare addirittura che qualcuno l’abbia vista aggirarsi per Firenze e la sua tomba è vuota. Il Magnifico deve sapere la verità. Tanto più che la riapparizione di Simonetta ha coinciso con un misterioso delitto: la prima stamperia a lettere mobili di Firenze è stata divorata dalle fiamme e il cadavere dello stampatore ritrovato con la testa serrata nel torchio. Tutto lascia pensare che l’incendio sia doloso perché anche l’incisore, che lavorava nella stamperia, viene ritrovato morto in una taverna, pugnalato nella schiena. I due stavano lavorando a un libro, un’opera eccezionale, per farne dono al Signore di Firenze. E il Magnifico crede che possa trattarsi del misterioso volume ricevuto da suo nonno Cosimo da Leon Battista Alberti: la Regola delle ombre, l’ultimo volume dell’antico “Corpus Hermeticum”, nel quale forse si cela il segreto per far tornare le anime dal mondo dei morti. Ma è possibile che Simonetta Vespucci sia davvero tornata dal regno dei morti? Lorenzo de’ Medici affida l’indagine al giovane Pico della Mirandola. Per risolvere l’enigma, Pico deve raggiungere il cuore della Cristianità, Roma, e mettersi sulle tracce del celebre architetto Leon Battista Alberti. Suo malgrado il protagonista si troverà coinvolto in una serie di menzogne e spaventosi delitti in cui è implicato un pericoloso rivale, il cardinale Rodrigo Borgia. Non ancora papa, il potentissimo religioso aragonese sta tessendo la trama della sua ascesa. Vuole la tiara pontificia per sé e un regno per i suoi figli.
Il punto di maggiore forza di La regola delle ombre sta nella colta abilità di Leoni di catapultare il lettore in uno dei più movimentati e complicati contesti storici del passato. Un contesto fatto di corruzioni e intrighi, in un perenne vortice di lotte intestine tra famiglie e casate; il palcoscenico è una Roma fatta di splendide rovine antiche, palazzi signorili, vicoli intricati e stanze sotterranee sconosciute nelle quali si nasconde ancora il sapere esoterico. Un contesto dove, per riuscire a sbrogliare l’intricata matassa, sarà costretta a muoversi e operare la figura del giovane Pico, con i suoi dubbi, i suoi pensieri e le sue angosce ma anche e soprattutto con la lucidità della sua mente in grado di ricordare e catalogare ogni dettaglio. In questa storia si cela una Roma segreta, quella immensa dell’età classica, depredata delle sue ricchezze per erigere i nuovi monumenti della Cristianità. Ma questa città nascosta, sempre silenziosamente presente, riaffiora con prepotenza dal passato, intrecciandosi con certi misteri che lasciano attonito l’essere umano. In un carosello di situazione, affrontando persino l’anarchia del carnevale romano, Giulio Leoni ci trasporta in un mondo temporale in cui tutto appare possibile, anche la folle idea che la più bella delle donne sia ritornata dall’Aldilà per allontanare le ultime ombre del Medioevo, liberando l’uomo dalle sue ataviche paure.

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.