La Debicke e… La scrittrice del mistero

La scrittrice del mistero
di Alice Basso
Garzanti, 2018

Come descrivereste, voi, Alice Basso, esperta mamma di Vani Sarca? Se diceste intelligente, intuitiva, eccentrica, incorreggibile dissacrante fonte di battute a fuoco d’artificio e pozzo infinito dell’humour, mi trovereste completamente d’accordo. Anzi con questo suo ultimo libro direi che Alice Basso si è anche divertita ad alzare il tiro e, con l’abilità di una giocoliera da circo, ha regalato a tutti i personaggi una marcia in più sulla strada della vis comica. Non sbaglia affatto il commissario Berganza, ormai smascherato come ufficiale e ben accetto corteggiatore della “nostra eroina”, quando dichiara: «È così che funziona con te, Vani? Uno crede di stare con una defilata, solitaria ghostwriter che passa la sua esistenza a scribacchiare davanti a un computer, e invece si ritrova bombardato da colpi di scena come in un incrocio fra Goldfinger e Peyton Place? Perché a me va benissimo, eh. Basta saperlo. Ho una certa età, devo arrivarci preparato, agli shock.» Si ride, si ride di nuovo e si apprezzano con piacere le battute e, stavolta, quasi a ogni pagina persino colpi di scena. Come Alice Basso sia arrivata a concepire il profilo isterico/trumpiano di Henry Dark mi ricolma di rispettosa ammirazione, con il capo e datore di lavoro di Vani Sarca, Enrico Fuschi boss delle Edizioni Erica, che si esalta nella sua scia americaneggiante. La squadra poi dei poliziotti “pulcini” di Berganza è sicuramente dotata di una grossa marcia in più. Ma stavolta la nostra Vani non sembra più troppo asociale e un tocchetto di rosa noir migliora, ancora se possibile, la pietanza già raffinata che ci viene proposta. L’ingresso dell’insopportabile sorella Lara, costellata di flash back da sbellicarsi, si trasforma in un nuovo atout. La cuoca ereditiera Irma fa sempre la sua bella figura e persino la quindicenne Morgana si fa in quattro sbattendo gli occhioni bistrati. Insomma una bella rimpatriata con qualche punto in più, tra cui bisogna citare, non ultimo, il fascino e l’affettuoso e sano pragmatismo del saggio commissario Romeo Berganza.
E comunque ecco di nuovo a beneficio dei lettori Vani Sarca in La scrittrice del mistero e la sua nuova avventura, quarto romanzo di un’indovinata serie di genere… imprecisato. Direi “genere cocktail” con tocchi cromatici che virano al giallo, ma se si va a guardare le regole degli anni Trenta, senza le stigmate del giallo classico, facevamo già cenno almeno in questa puntata (pardon romanzo) a qualche tocchetto rosa, ma con la minacciosa ombra del nero che tenta di farsi strada con aggiunta, che non guasta a mo’ di angostura, di sfumatura psicologica. Et voila il mixer, il tutto poi sublimato dagli irrinunciabili toni e battute di un irriverente spirito, spesso iperbolico, che funziona alla grande. Il lettore in realtà io credo sia sedotto, più che dalla trama, dalla frizzante atmosfera della storia e va avanti, crogiolandosi nei suasivi ed esilaranti lacci della prosa dell’autrice. Un mondo tuttavia che trascende dal divertimento puro e semplice perché il mondo di Alice Basso è sempre pieno di idee e denso di input intellettivi e suggestivi con riferimenti letterari che fanno presa. In La scrittrice del mistero Vani Sarca, la sua e nostra eroina, si troverà tra capo e collo tante, troppe complicazioni: la stesura di un nuovo libro, un best thriller su commissione, la soluzione di un minaccioso pasticcio che coinvolge l’ex fidanzato Riccardo Santi, alcuni problemi più o meno seri collegati a suoi cari, famiglia e amici e una finestra che si sta aprendo sul suo futuro… Ma ora basta spoilerare, ho già detto troppo. Se ne volete sapere di più andatevelo a leggere. Io mi tappo la bocca, la palla passa a voi. Che ho detto? Avanti, marsh!

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