La Debicke e… Lo stupore della notte

Piergiorgio Pulixi
Lo stupore della notte
Rizzoli, 2018

Il Commissario Rosa Lopez, che al suo lavoro ha sacrificato tutta la vita e che è a capo dell’Unità Speciale Antiterrorismo di Milano, da dodici anni ha lasciato la Calabria, dove si era lungamente battuta nella guerra alle cosche, pagando di persona – coinvolta allo spasimo nella ricerca di giustizia (e vendetta) dopo la morte dell’uomo che amava, suo superiore, anche lui poliziotto – e lasciando dietro di sé l’amicizia e l’imperitura fedeltà dei collaboratori. Minacce e proiettili infilati nella cassetta delle lettere sono il prezzo da pagare per una carriera combattuta sul filo del rasoio e che l’ha condotta ai vertici, senza contare l’angoscioso strazio per il suo ultimo compagno, in coma irreversibile, rimasto vittima di un attentato. Prezzo a cui bisogna aggiungere la coatta imposizione di legami con i deus ex machina del Lovers Hotel, luogo che non esiste, dove tutto e peggio di tutto può accadere in nome di certi “diritti”.
Una minaccia gravissima incombe su Milano La più perfida delle menti criminali ha ordito un machiavellico piano di morte: cellule di giovani italiani musulmani radicalizzati stanno preparando un attentato per cancellare centinaia di “cani infedeli”. Dietro l’attentato c’è la diabolica benedizione del Maestro, lo sconosciuto e imprendibile capo della jihad che predica la guerra santa. Per provare a fermarlo, Rosa Lopez dovrà affrontare in un’orrenda e sporca spirale di ricatti, ritorsioni e tradimenti.
Ma al previsto attentato, occultati attraverso tante e imperscrutabili scatole cinesi, sono collegabili anche fatti e intenzioni molto più pericolosi di quanto si possa immaginare. Spionaggio, controspionaggio, connivenze interne ed esterne, crudeli violenze, si mischiano freneticamente in una brutta storia dalla quale nulla e nessuno uscirà pulito. Anche perché i mezzi per arrivare alla verità sono sempre gli stessi, utilizzati dal terrorismo e da ogni sporca guerra. Si scoprirà un complesso e inquietante legame tra criminalità organizzata, terrorismo jihadistico, CIA e altre temute agenzie di intelligence. Un intricato ginepraio in cui i sentimenti privati si fondono con gli interessi geopolitici manipolandoli e lasciandosi manipolare tanto da trasformarsi in schegge impazzite. Con i fabbricanti d’armi, tra cui gli italiani non sono secondi a nessuno, a battersi per i loro sporchi interessi in cima alla barricata.
Piergiorgio Pulixi ha scelto un argomento sensibile e rischioso per le sue implicazioni anche passionali e l’ha fatto con un libro forte, che si legge tutto d’un fiato, senza paure e con dovizia di particolari, denunciando avvenimenti, fatti e persone con il suo raccontare senza peli sulla lingua. Grande ed encomiabile la sua abilità nell’attualizzare i temi trattati (con descrizioni che rimandano a scene troppo volte viste in tv e che proprio per questo assumono maggior sapore di verosimiglianza e servono anche a trasmettere tanto di più di quanto lui dica. E che ci costringe a riflettere su una domanda ben precisa: senza considerare l’eccezionale lavoro di prevenzione degli apparati di Sicurezza italiani, c’è qualche altro motivo per cui l’Italia è uno dei pochissimi paesi europei in cui non si sono verificati attentati di stampo jihadista?
Con la sua logica risposta: che la motivazione sia legata a una connessione o pace armata con la criminalità organizzata italiana?
Pulixi sembra godere di privilegiate fonti confidenziali che gli consentono addentrarsi nei lati oscuri delle strutture italiane di pubblica sicurezza, tanto che nel suo romanzo mischia con rara bravura realtà, documentazione e finzione letteraria. È quasi impossibile capire dove finisca la prima e dove cominci l’ultima. Per farlo usa come privilegiato palcoscenico una Milano buia, cupa, spesso irriconoscibile ma forse solo perché si chiudono gli occhi per non cogliere quell’atmosfera troppo simile a quella delle banlieu parigine, della grigia ghetto/periferia belga e che si rivela il tipico esempio di metropoli vittima di certe esasperazione occidentali.
Una Milano raccontata con minuziosa precisione, coprotagonista del romanzo, segnata dalla droga pesante, dove in strade e quartieri infuriano incontrollabili gang di latinos, con i milanesi e i turisti pronti a trasformarsi in potenziali bersagli sul mirino di un kalashnikov. Rosa Lopez è una cacciatrice (o forse meglio un cacciatore, in certi momenti la sua femminilità si appiattisce talmente da far dimenticare il suo sesso), un mix di tanti e forti personaggi femminili conosciuti, una roccia di donna, dura, piagata da sentimenti profondamente tarati dai sensi di colpa, ma che invece di indebolirla e bruciarle l’anima, ne fanno una lucida macchina da guerra. Un thriller senza limiti, Lo stupore della notte, duro e crudo, che non usa filtri nel raccontare. Una trama spigolosa, quasi tagliata con l’accetta, a metà tra la spy story e il noir, ma anche una drammatica commedia umana, in cui la vita della protagonista ha dovuto, deve e dovrà annullarsi nel dovere, nel sacrificio e nello spirito di servizio. La fortissima caratterizzazione e l’amarezza morale materiale che Piergiorgio Pulixi regala alla sua protagonista e alla sua squadra tutta, non può che farci sentire e ricordare, anche se necessariamente la fiction narrativa può averlo costretto ad alzare l’asticella di alcuni toni, l’immenso debito che ogni stato e cittadino ha nei confronti di chi è preposto a salvaguardare la sua incolumità. Ma qual è la realtà che vivono questi nostri misconosciuti paladini dal volto sempre coperto? E quanto noi, i loro protetti, le potenziali vittime di ogni premeditato atto, siamo pronti ad affrontare in nome della sicurezza? Cosa e quanto siamo disposti ad accettare? Anche la brutale e feroce verità che il loro impegno impone?

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