La Debicke e… La diabolica setta

Mario Leoncini e Fabio Lotti
La diabolica setta di Caissa. Scacchi e sesso
Prisma, 2006

Dopo Partita a scacchi con il morto e Chi ha ucciso il campione del mondo? Scacchi e crimine, tornano i maestri (di scacchi) Fabio Lotti e Mario Leoncini con un nuovo libro che mischia, con intelligenza e senso dell’humour, scrittura, creatività e ricerca.
Si parte dalla terza avventura del commissario Marco Tanzini di Siena, coadiuvato dal suo vice, il pingue Manganelli e male accudito ohimé (rivolta domestica?) dalla sua governante Giulia. Stavolta Fabio Lotti ci regala una storia un po’ particolare, anzi molto particolare, una godibile parodia del giallo del momento, basato solo su una marea di indizi, l’ossessivo intervento della scientifica, e gratificato dalla presenza del sesso a ogni costo e dall’affacciarsi sullo scenario della storia di sette più o meno sataniche. La cronaca narra che a Rosia, un piccolo paese vicino a Siena, Assunta, la bidella trova il Preside della scuola Media nel suo ufficio con il cranio sfondato da un cavallo di marmo. La bidella era stata convocata in presidenza da una strana telefonata mentre in sala professori si teneva l’assemblea o riunione del consiglio, in assenza del Capo dell’Istituto che era rimasto rintanato nel sua stanza. L’arma del delitto è un pesante cavallo di marmo posto sulla scrivania, sbattuto più volte sul cranio del dirigente scolastico. E l’assassino o gli assassini si sono sbizzarriti a cucirgli gli occhi con un filo rosso di seta. Perché direte? L’assassino/i avevano lasciato anche, appoggiata sul tavolo, una scacchiera con al centro la regina Bianca, per terra un orecchino d’oro con, come pendente, un satiro che suona il piffero. E sul pavimento sporco di sangue risaltavano le impronte di scarpe di diversa misura: una il 48, l’altra il 33. Come mai? I possibili indiziati del delitto sono i tre insegnanti che, durante l’assemblea, si sono alzati per andare in bagno, passando per il corridoio dove si trova la presidenza, più o meno nel momento dell’omicidio. Tanzini passa la palla ai tecnici della scientifica e aspetta lumi per muoversi. Il giorno dopo però anche il professor Bafio Tolti, che per primo si era precipitato sul luogo del delitto, mentre corre in macchina a Siena per incontrare il commissario, dopo avergli telefonato di aver ricordato di qualcosa di interessante, muore in uno strano incidente stradale. Cattivo funzionamento dei freni? La faccenda si complica. Cosa voleva dire Tolti? Non resta che interrogare i tre indiziati. Le voci pettegole riferiscono a Manganelli che il preside aveva tendenze ambigue, insomma si comportava da gallo ma anche da gallina. Torniamo agli indiziati: la professoressa concupita dal preside, ma che gli aveva detto di no, ha anche il vizietto della cleptomania; la seconda professoressa, la procace rossa che si era congiunta carnalmente con il defunto, è una vera ninfomane e il terzo sospetto, il professorino di lettere, è gay: la gelosia gli avrebbe dato motivo di uccidere, ma negava tutto. Insomma per ognuno di loro una marea di circostanze, ma nessuna certezza e la scoperta che intorno al delitto potrebbe ruotare la fanatica setta degli adoratori di Caissa i cui adepti portano un marchio indelebile, una piccola scacchiera con un diavolo nero al centro – simile a quella rivenuta accanto al cadavere – tatuata, a mo’ di stigmate, in una parte intima (sul pene insomma). Scenario qualche volta cupo, quasi gotico, ma con personaggi di disarmante attualità L’ironico commissario Tanzini sempre in baruffa con il suo braccio destro Manganelli, stupido ma non troppo, che formano una ‘squadra’ tutta da scoprire, questa volta resa più stuzzicante da alcune scene ‘hard’; la fauna scacchistica del Cral del Monte dei Paschi di Siena; il gentil sesso all’arrembaggio, sempre disponibile per l’adescamento e la trucida infilata. Poi, se questo non bastasse, c’è anche un intervento in diretta dell’autore, coinvolto in un godibile gioco di specchi che lo vede impegnato in più ruoli, richiamato all’ordine dal commissario che, in un botta e risposta, difende la sua scelta di essere ricorso ad un linguaggio più sboccato e a scene di sesso. Un caravanserraglio di grande vivacità e presa emotiva fino ad arrivare a un inimmaginabile finale.
Nella seconda parte Mario Leoncini, vicepresidente della federazione scacchistica italiana (che ha curato anche negli altri due libri in materia la parte della ricerca storica sugli scacchi al femminile), parte dalle tenebre del basso Medioevo. E spaziando dall’universo arabo, più in particolare in Mille e una notte una schiava brava giocatrice viene pagata diecimila denari, si arriva in Europa dove sulla scacchiera fa la sua comparsa la Regina al posto del Visir. Gioco soprattutto di corte citato nel Decamerone, nelle leggende su Tristano e Isotta, Lancillotto e Ginevra, prese forma nei secoli anche come una specie di rappresentazione di amor cortese e servi a Giovanna II di Napoli per portarsi a letto Sergianni Caracciolo. Ritroviamo l’amore e gli scacchi nei dipinti d’epoca, in seguito al cinema, con i grandi protagonisti del novecento e il fenomeno delle sorelle Polgar. Ci furono i campionati femminili. Insomma Leoncini fa di tutto per arrivare a spiegare meglio il connubio scacchi-sesso. E nella parte che tratta con dovizia di causa di Scacchi ed erotismo, voglio evidenziare in particolare il capitolo che parla di Giochi erotici, dotato anche di una esplicita serie di fotografie. Capitolo che presenta una vera chicca dedicata ai raffinati appassionati, gli Erotic Chess Set: trentadue pezzi che si rifanno ad alcune posizioni del kamasutra. Questi set, prodotti artigianalmente in Inghilterra, sono di gran pregio ma di costo “elevatuccio” (vanno dai duecento ai quindicimila euro secondo i materiali, addirittura ci sono anche in oro che pesano fino a 12 chili), ma i collezionisti dovrebbero provvedere lo stesso (dimenticavo, il libro cita anche gli indirizzi dei produttori). Un acuto divertissement offerto ai lettori del libro, per metà thriller e per il resto saporosa antologia da Mario Leoncini, elegante studioso della cultura scacchistica e profondo conoscitore dello scacchismo femminile. Non perdetevelo. Approfittatene.

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