La Debicke e… Quando il cielo era il mare e le nuvole balene

Guido Conti
Quando il cielo era il mare e le nuvole balene
Giunti, 2018

Quando il cielo era il mare e le nuvole balene è un puntuale e commovente romanzo storico di vocazione epica e popolare e, contemporaneamente, una struggente favola dolce-amara, ferita dall’amaro sfregio di tante realtà. Ma chi mai ha detto che tutte le favole debbano essere solo consolatrici?
Una colta e raffinata ambientazione bucolica, anteguerra, con il suoi lenti ritmi governati dalle bestie e non dalle macchine, la città che sembra lontana mille miglia. Il Po domina incontrastato, signore e padrone delle esistenze, un dio buono che dona vita e prosperità ma che può anche trasformarsi, con il liquido incontrollabile inferno dell’alluvione, in diavolo sterminatore e ricoprire d’acqua tutto quello che per secoli aveva generosamente ceduto agli uomini.
Bruno vive in una grande corte a ridosso dell’argine del fiume Po, con nonno Ercole, socialista che legge e scrive molto e conosce tanti segreti, e nonna Ida, che sa curare i malanni, guarire le storte e placare i demoni dei cani.
Nonno Ercole racconta all’unico nipote molte favole, come quella in cui la pianura padana era il fondo del mare e le balene volavano nel cielo dove oggi si rincorrono le nuvole. Bruno non ci crede, ma il nonno lo porta a cercare le conchiglie fossili che si trovano lungo il greto di un torrente e gli dimostra di dire la verità. Così era nella preistoria.
In questo romanzo di formazione Guido Conti narra l’evoluzione mentale, psicologica e fisica di Bruno, il nascere interiore delle sue emozioni, dei suoi sentimenti. Ci spiega il perché di certi desideri, dei progetti sognati, delle rinunce, delle azioni conseguenti alla speranza, alla gioia, alla paura, alla sofferenza, alla angosciante disillusione. Un poetico avvio diviso fra favola e realtà con Bruno bambino, che poi diventa grande lasciandosi alle spalle l’infanzia (la situazione di equilibrio iniziale dove regnava una serena ma pacifica povertà contadina). La guerra è ancora lontana e Bruno cresce affascinato dalle storie che vive o che sente raccontare nella corte: la dolorosa esperienza del Peppo che si è incattivito dopo essere tornato cieco dalla prima guerra mondiale; l’orso che balla e il suo domatore; quella del suo amico e vicino Millemosche (che non ama lavarsi e vive di monellerie), che riceve in chiesa il meraviglioso dono di saper trattare i cavalli. Poi un giorno, attraversando i campi, arriva un uomo che trascina una valigia: è l’Americano, il padre assente da troppi anni, andato lontano per il dolore della morte della moglie. Padre di Bruno e figlio creduto morto da Ercole e Ida, i genitori che gli hanno persino messo la lapide al cimitero. L’Americano è l’ambiguo e sfuggente eroe che segnerà per sempre l’adolescenza del ragazzo e la vita di tutti loro.
Bruno vive tra sorprese e scoperte, immerso in una natura spesso crudele, dove secondo suo nonna gli animali possono trasformarsi in messaggeri di gioie e disgrazie. Tra le magiche nebbie del Po conoscerà anche Vera, una ragazzina sveglia e intraprendente, sfollata in cascina con la madre e per lei proverà le prime pulsioni di un sentimento che non sa ancora definire. Bruno dovrà vivere anche i duri momenti di una dimensione più conflittuale con l’ambiente che lo circonda, attraverso le lotte contadine, il fascismo, l’arrivo della guerra, i partigiani. Ma la guerra cambierà tutto: regole morali e comportamentali con la famiglia, gli amici e il mondo adulto in generale, con le razzie e la fame sempre in agguato. L’avvicinarsi degli alleati, i continui bombardamenti, l’arrivo dei tedeschi lungo il Po, il fortunoso sfollamento organizzato dall’Americano che milita con l’esercito di liberazione, il trauma della separazione e la sopravvivenza ma il senso di nostalgia lontani da casa. Poi le lotte e i continui pericoli che costellano il dopoguerra in un paese che non ha ancora ritrovato una bussola da seguire. Dove la barbarie fa dimenticare ogni sentimento umano. Tempi orrendi fatti di scontri, barbare uccisioni efferate, incontenibili e inutili vendette. Bruno, diventato grande, andrà a cercare i ricordi di un’infanzia vissuta intensamente: la sua predisposizione a sognare, a innamorarsi con l’irrequietezza tipica dell’età, lo porterà compiere nuove esperienze. L’incontro con una giovane donna, Betty, affascinante e seducente, lo metterà di fronte al distacco dalla fanciullezza ma anche a tante verità difficili da accettare. E la morte, pronta a colpire con la falce, non fa sconti a nessuno. Costretto ad affrontare distacchi e perdite, Bruno dovrà riuscire a emanciparsi concretamente e psicologicamente dalla famiglia e a progettare il proprio futuro.
Un bel romanzo profondo, intenso, che affonda le sue radici nelle esperienze di vita e in quel magico realismo emiliano che ha sempre accompagnato la scrittura di Guido Conti.

Guido Conti è nato nel 1965 a Parma, dove vive e lavora. Ha pubblicato numerosi romanzi e saggi, l’ultimo dei quali è Scrivere con i grandi, (Bur Rizzoli, 2016) Ha pubblicato i suoi primi racconti nell’antologia Papergang, la terza raccolta degli Under 25 curata da Tondelli. Il successo di critica e di pubblico gli è arrivato grazie a una raccolta di racconti, Il coccodrillo sull’altare, edito da Guanda nel 1998, in cui ci presenta, come anche in Un medico all’Opera (2003), il gran teatro di fatiche e stramberie che è cresciuto intorno al Po e nella campagna emiliana. Ha pubblicato anche i romanzi I cieli di vetro (1999), finalista al Premio Campiello, II taglio della lingua (2000), Il tramonto sulla pianura (2005), La palla contro il muro (Guanda, 2007). Molto attivo in campo culturale, ha dato vita a Parma alla rivista “Palazzo Sanvitale” e alla casa editrice MUP (Monte Università Parma). Con il suo lavoro critico sta riscoprendo testi inediti e rari degli scrittori padani del Novecento, da Guareschi a Zavattini di cui, per Guanda, ha curato, con un’ampia introduzione, gli scritti giovanili, dispersi in quotidiani e riviste. Ha pubblicato anche Giovannino Guareschi. Biografia di uno scrittore (Rizzoli, 2008) e La profezia di Cittastella (Mondadori, 2016). La storia di Nilou è stata tradotta in molte lingue e ha un seguito, Nilou e i giorni meravigliosi dell’Africa e Nilou e le avventure del coraggioso Hadì.
Quando il cielo era il mare e le nuvole balene è il suo primo romanzo con Giunti.

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