La Debicke e… L’essenza della colpa

Novelli&Zarini
L’essenza della colpa
Fratelli Frilli, 2018

L’essenza della colpa è il terzo capitolo della trilogia, targata Novelli&Zarini, di cui è protagonista Michele Astengo. Gli anni passano anche per lui e i fili bianchi nella barba aumentano.
Ex poliziotto ed ex marito, riciclatosi dignitosamente in investigatore privato, gode di un ufficio di rappresentanza nel palazzo Doria Danovaro, ereditato alla morte di un generoso vecchio zio senza discendenti diretti. Palazzo avito, sede di prestigio ma per il resto cinghia stretta. Astengo condivide l’ufficio, arredato in puro stile Ikea ma dominato da fastosi stucchi d’epoca, con la bella Dalia, braccio destro e segretaria. Rapporto così così, diciamo burrascoso, certo non migliorato dal recente dono di compleanno fatto da Astengo a Dalia: una scatola di cioccolatini scaduti. Lei insiste eroicamente, vorrebbe riuscire a sgretolare la dura scorza del capo, magari alleggerire la sua solitudine, imbastire una relazione, ma lui giorno dopo giorno la respinge senza pietà. Preferisce vivacchiare. Si barcamena seguendo coppie fedifraghe e accettando l’incarico di ansiosi parenti che tentano di riportare sulla retta strada qualche pecora nera, o grigia, di buona famiglia. Incarichi di poco succo, non da cardiopalma, casi banali, poco gravosi, in realtà spesso noiosi e malpagati, ma che servono lo stesso in qualche modo a far quadrare il suo risicato bilancio. Vedi anche: piccoli giochi di ricatto, qualche controversia economica da appianare per il meglio. Insomma calma quasi piatta per una vita volutamente priva di inutili complicazioni, anche quelle, le più rischiose, di cuore.
Ma una telefonata sta per dare una sterzata violenta alla sua pigra e svogliata esistenza perché chi chiama, Arcangelo Argentero, è un possibile cliente che conta, qualcuno a cui è bene rispondere, dire sissignore e magari accettare educatamente il suo cortese invito. Arcangelo Argentero è un naso: tradotto per chi non sa, il più formidabile artefice e produttore di profumi, non a suo nome ma per conto terzi. Tutte le fashion più famose si servono del suo istinto quasi sovrannaturale di creatore. Per il resto di lui si sa poco, la discrezione pare sia tra le sue qualità, e per provare a inquadrarlo un tantino, prima di incontrarlo a tu per tu, Astengo è costretto a fare le capriole. Anche il magnifico palazzo storico di proprietà, in cui Argentero risiede, è un simbolo della sua riservatezza. Nessun nome, uno splendido appartamento all’attico e una cortese persona di servizio che lo introduce e l’accompagna dal padrone, un distinto signore di circa ottanta anni, vestito con raffinatezza, chioma bianca curatissimo ma con tutta evidenza non in perfetta salute.
Arcangelo Argentero ha chiamato Astengo perché vuole il suo aiuto. Un’indagine non ordinaria. L’incarico anche se un po’ strano, in realtà non ha niente di anormale, pare comprensibile, a conti fatti umano. Chiarire dei dubbi: Astengo ci riflette poi, con un certo distacco, accetta, comincia ad approfondire, ad alzare le antenne che segnalano rosso e allora la faccenda si complica. Ma ha fatto una promessa e il suo maledetto senso dell’onore è un gravoso fardello.
E così il nostro si trova proiettato in un’indagine, sul filo del rasoio, con una storia legata al florido impero familiare, che a conti fatti magari non è più tanto florido né tanto familiare. Una strana famiglia, un padre molto ingombrante, due fratelli molto diversi, uno impegnato, l’altro immaginifico, e una madre che vive in una clinica di lusso per pazienti depressi. Michele Astengo va a frugare nei pasticci degli Argentero e finisce con il trovarsi nel bel mezzo di un gioco più grande di lui, preso di mira, coinvolto in un qualcosa di talmente pericoloso da rischiare vita.
La sua lente mette a fuoco morti sospette, sotto l’egida di poteri forti. Ma Astengo si sente punto nell’orgoglio. Deve sbrogliare il caso e, sfidando il pericolo, va dritto per la sua strada. E meno male che mantiene ancora rapporti di collaborazione con i vecchi colleghi. Quelli tosti che si affannano ogni giorni per strada alle prese con casi sempre più complicati da affrontare, quindi ha ancora qualche “santo” nella polizia. Ambientazione principale è Genova. Una breve puntata napoletana serve solo a regalare un brivido in più alla narrazione, mentre la Genova di Astengo, bella, intensa, affascinante e colorita quanto basta, se aggredita può assumere le torbide sfumature della paura.
Personaggio emblematico nella narrazione è il “cinese”, il dirimpettaio che ogni giorno vede attraverso la finestra del suo ufficio. Astengo non sa quale sia la sua occupazione, vorrebbe a ogni costo trovargli una connotazione precisa: vede un manager circondato da materiali elettronici, sempre incollato agli schermi dei suoi computer (un hacker?), un uomo che segue ritmi lavorativi paragonabili a quelli di un incrollabile robot. Pensa che niente e nessuno probabilmente potrebbe riuscire a distoglierlo dal suo lavoro. Una scelta di mentalità e di vita agli antipodi da tutte quelle fatte da Michele Astengo…

Andrea Novelli e Gianpaolo Zarini dopo Acque torbide e La superba illusione ritornano con il terzo episodio dedicato al detective Michele Astengo. Novelli&Zarini hanno scritto tre romanzi di grande successo per Marsilio: Soluzione finale (2005), Per esclusione (2008), pubblicato anche ne Il Giallo Mondadori e Il paziente zero (2011). Hanno pubblicato per Feltrinelli la trilogia Manticora (2015), per Araba Fenice l’antologia Gli insoliti casi del professor Augusto Salbertrand (2013), editata in Germania per Chichili. Molti i racconti per innumerevoli antologie tra cui: Anime nere reloaded -(Oscar Mondadori), Medicina Oscura (Giallo Mondadori), Bad Prisma (Mondadori), Nero Liguria (Perrone), Ribelli (Robin), Genova criminale (Novecento), Una finestra sul noir (Fratelli Frilli Editori). Tra gli ultimi lavori, la partecipazione alla saga spin-off di The Tube (creata da Franco Forte), The Tube Nomads ideata da Alan D. Altieri, considerata dagli appassionati del genere il The Walking Dead letterario in digitale, con l’episodio Shockwave, per Delos Books. Per saperne di più sui loro lavori: www.novellizarini.it

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