La Debicke e… Mazzo e rubamazzo (con un pizzico di Mendicante)

Matrimonio tra blues e giallo per Mazzo e rubamazzo di Roberto Centazzo, in coppia con Mendicante, ultimo album di Enrico Santacatterina…

Infatti non solo la canzone Christmas Blues è inserita in Mazzo e rubamazzo, ultima fatica letteraria di Roberto Centazzo, scrittore e giallista doc (creatore e padre degli inarrestabili poliziotti in pensione del team-trio Minestrina in brodo), ma Roberto Centazzo ha collaborato con Enrico Santacatterina scrivendo tutti i testi delle canzoni di Mendicante. Dal giorno dell’uscita di Mazzo e rubamazzo l’album di Santacatterina è stato abbinato al tour promozionale di presentazione in tutte le librerie e negozi. E naturalmente i brani del cd diventeranno pilastro portante della colonna sonora del programma radiofonico «Noir is Rock» con Centazzo sempre in pista. L’album Mendicante ha una genesi inusuale, nata da un fortuito scambio di idee sui social network tra il musicista e lo scrittore. A giugno 2018 Roberto Centazzo pubblica sulla sua pagina Facebook il testo di Christmas Blues, per stuzzicare la curiosità dei suoi lettori in attesa dell’uscita di Mazzo e rubamazzo (pubblicato a gennaio 2019). Enrico Santacatterina, che aveva incontrato lo scrittore solo una volta per pochi minuti, anni prima, viene conquistato dal testo e decide di musicarlo. Il risultato è coinvolgente, funziona ed entusiasma gli autori. Nasce così, si potrebbe dire quasi per caso, il primo rapporto professionale tra i due artisti, che si piacciono e, immaginando di potersi completare a vicenda, allargano la loro collaborazione alla realizzazione di un album in comune. Roberto Centazzo mette a punto i testi per 12 brani musicali con Enrico Santacatterina che da parte sua ha ben chiara la strada da seguire: il ritorno al suo amato blues. Il risultato di questo lavoro fatto a distanza è l’album Mendicante. Un album intriso di blues e rock blues, con testi in italiano e un mood decisamente accattivante e “batti piede”. Un album di canzoni blues, con testi che presentano svariati livelli di interpretazione e significato, musicalmente molto intenso con la chitarra di Santacatterina volutamente mai virtuosistica. Un album che Enrico Santacatterina ha scelto di realizzare da solo, componendo musicalmente tutti i dodici brani, suonando e registrando tutti gli strumenti nel suo studio, con il solo aiuto del fratello Carlo Santacatterina all’organo Hammond. Album prodotto e distribuito da Azzurra Music Mendicante è disponibile nei negozi e in streaming sulle varie piattaforme web.
A questo punto però, visto che si parla di un album che ha saputo realizzare un eccellente mix tra musica e scrittura, si impone una breve sintesi di Mazzo e rubamazzo. Per uno stupido errore informatico/burocratico della Prefettura, che per i nostri eroi assumerà contorni quasi drammatici, il bonifico delle sudate pensioni sul conto corrente di Semolino, Kukident e Maalox è stato bloccato. E si può facilmente immaginare quali possano diventare i tempi tecnici per rimettere in sesto la faccenda. I tre ex poliziotti, orfani all’improvviso di quell’entrata per loro vitale, si trovano economicamente nelle peste e, per racimolare qualche euro, scaraventati in un mondo per loro sconosciuto. Il mondo scomodo e insicuro di chi si arrangia per mettere insieme il pranzo con la cena. In quel «ventre molle» di Genova, però, non si muovono solo delinquenti e poveri diavoli, ci sono ben altri giri. Gente di denaro che gravita e rimesta sporco nello stesso campo d’azione: speculatori, costruttori, uomini d’affari ed esponenti politici. I nostri tre eroi si rendono presto conto che è in atto uno sporco piano: approfittare delle paure di scontri etnici, della delinquenza virale in crescita e del locale degrado degli edifici del centro storico. Il loro intento è: comprarli per un tozzo di pane, far traslocare chi ci abita per poi ristrutturarli in appartamenti di lusso e rivenderli cari, guadagnandoci alla grande. E non basta. Il brutto piano si allarga fino a rasentare la truffa. Le banche infatti, che sanno chi sono i padroni degli immobili, li plagiano, convincendoli a investire i loro magri risparmi in operazioni a rischio, investimenti spazzatura insomma. A quel punto per quei poveretti rimasti al verde, l’unica via percorribile sarà vendere. Tuttavia quando un prete, don Parodi, l’economo della diocesi, viene trovato morto in dubbie circostanze, la Procura apre un’inchiesta. Saltano fuori tante speculazioni immobiliari, troppe!, realizzate da una società che ha tra gli azionisti un’impresa edile in odore di mafia e ohimè… l’Istituto diocesano per il sostentamento del clero. Si suppone anche un possibile giro di riciclaggio, ma va dimostrato. Tutto poi sarebbe avallato dalla banca, coinvolta nell’affare, che copre la società con canali agevolati di credito. Insomma, come Davide contro Golia, abbiamo tre poliziotti in pensione contro quattro poteri forti (mafia, politica, Chiesa e banche). Una battaglia impari? Ma Kukident, Maalox e Semolino, coinvolgendo tutto il quartiere, riusciranno a mettere i bastoni tra le ruote agli speculatori e fregarli. In attesa del prossimo “Minestrina” non ci resta che andare all’azzeccato colpo di scena finale.

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