La Debicke e… Quasi innocente

Paolo Pinna Perpaglia
Quasi innocente
Newton Compton, 2019

Torna in libreria Paolo Pinna Perpaglia con un secondo legal thriller che potremmo definire in salsa sarda. Caratteristiche: falsi connotati da giallo classico leggero, e invece intelligente novità delle scelte di indagine mischiate a un narrare preciso, netto ma con il forte e l’amaro in bocca, che pare sia una della principali caratteristiche della sua terra, fatta di gente di scorza dura, tutta di un pezzo con uno stravagante e omertoso senso dell’onore non riconducibile alle leggi scritte. Una peculiare qualità dei Sardi e della Sardegna, che salta all’occhio con prepotenza attraverso anni e anni di tradizione e che arricchisce il romanzo di tangibile umanità.
L’autore si serve della realtà dei fatti e, spiegandoci alcune motivazioni psicologiche dei suoi personaggi, riesce a farci provare una speciale empatia che travalica persino la giustizia dei tribunali, a farci accettare quanto sia “giusto” quello che si “deve” fare di fronte a un torto troppo grande.
Borore, piccolo paese della Sardegna al margine di tutto, è stato sconvolto da due spietati e brutali omicidi. Un killer invisibile, silenzioso e ferale, è penetrato abilmente nelle due case, ha drogato e immobilizzato le vittime poi, dopo aver catturato le mogli, ha coperto loro la testa con un cappuccio nero, legandole e facendo in modo che, riuscendo a sciogliere le corde per liberarsi, facessero scattare il grilletto di un fucile che ha sparato contro il volto dei rispettivi mariti, uccidendoli. Giuseppe Nonnis e Mariano Spada sono morti così, sotto lo sguardo sconvolto delle loro donne. Il duplice efferato omicidio fa balzare Borore al centro del mondo guadagnandogli le prime pagine dei giornali locali e no. Per questo motivo Antonella Demelas, brava e famosa avvocato penalista, coinvolta nella faccenda dal suggerimento di una sua vecchia conoscenza (anche nostra, sì ma non ve lo dico, dovrete leggere) ha affrontato il viaggio da Cagliari, la città in cui vive e lavora abitualmente, per raggiungere la regione del Marghine, nell’entroterra isolano. La famiglia Cherchi vuole affidarle il non facile incarico di assumere la difesa del figlio d Roberto, tra i maggiori sospettati dei due omicidi. O meglio, l’unico vero sospettato per i due omicidi. Ciò nondimeno la sua unica colpa – secondo i genitori – sarebbe quella di essere un ragazzo “strano”, diverso dagli altri della sua età: di poche parole, gran lavoratore, solitario. L’avvocato Solinas, decisamente incuriosita, si accollerà il doppio compito di difensore togato e di investigatrice per portare avanti un’indagine che si rivelerà piena di trabocchetti perché, in un paesino, le ruggini e le maldicenze non fanno che depistare le ricerche. E dovrà mettere in campo il suo istinto, la capacità di immedesimarsi nel caso e nella mentalità delle persone, perseverando con testardaggine per riuscire a sbrogliare la matassa. Come se non bastasse, non sarà aiutata dal suo strano cliente, inafferrabile, evanescente peggio di un fantasma: un diciottenne con una sua etica particolare, un colpevole che potrebbe essere innocente o magari un innocente che invece è quasi colpevole.
Racchiuso nelle pagine del romanzo c’è un giallo nel giallo, travestito da diario infantile, nascosto, o meglio scavato dentro la copertina cartonata di una raccolta di Reader’s Digest. Un diario che, pagina dopo pagina, fa tornare alla luce un mistero del passato regalando al lettore due storie in una, e tutte e due con lo stesso identico sapore dolce amaro.
Alla fine, anche e soprattutto per la tenacia della brava penalista, tutte le domande troveranno risposta, e le colpe verranno imparzialmente assegnate, in un piccolo universo aspro ma vero, fatto di mare, di terra e vento, dove nessuno è innocente, ma esistono solo diversi gradi di colpevolezza.
In Quasi innocente Paolo Pinna Parpaglia ha ricostruito con affetto filiale tutti i gesti, la mentalità e i “sapori”, in senso lato, della Sardegna. Della Sardegna, e della sua gente, ha dipinto un ritratto parlante che riproduce i personaggi del suo libro: fieri, aspri, forti, silenziosi, legati alle radici, alle consuetudini e chiusi verso quei forestieri che di loro non sanno nulla e forse nulla potranno capire.
Paolo Pinna Perpaglia è nato nel 1974. Laureato in Giurisprudenza, svolge la professione forense dal 2005. Vive a Cagliari. Con Newton Compton ha già pubblicato Quasi colpevole.

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