La Debicke e… Delitto in alto mare

Alessandra Carnevali
Delitto in alto mare
Newton Compton, 2019

Ricordate Assassinio sull’Orient Express e Assassinio sul Nilo, con l’indimenticabile Hercule Poirot? Alessandra Carnevali, giallista di scuola classica, sembra voler tornare alle atmosfere anglosassoni care ad Agatha Christie ma trasferite in una specie di inferno galleggiante, un’oasi di orge e trasgressioni culinarie e prosecchiane di una crociera di quasilusso alla scoperta del Sol Levante (traduco: Giappone) a bordo del mostro Seastar che porta circa quattromila passeggeri più l’equipaggio.
Dalla prima trilogia del commissario Adalgisa Calligaris, che avevamo lasciata fresca di matrimonio, è passata abbastanza acqua sotto i ponti e oggi la nostra torna in libreria con un’indagine particolare. Non c’è più il borgo umbro di Rivorosso, ma una esotica (e splendida) location dall’altra parte del mappamondo. In “Delitto in alto mare”, infatti, Adalgisa Calligaris è in vacanza per festeggiare le “nozze di stagno” (dieci anni) in Giappone a bordo della gigantesca nave da crociera. Oddio, per dirla tutta il nostro Poirot in gonnella era piuttosto reticente a festeggiare in grande. Lei è una dura, un po’ brusca, che preferisce sempre la semplicità ai lussi. Ma l’entusiasmo di sua madre e l’insistenza di suo marito, il goffo ma amabilissimo magistrato Gualtiero Fontanella dagli “inutili occhi azzurri”, l’hanno convinta ad affrontare tutte le incombenze e noie legate a un volo aereo transoceanico. Durante il volo da Roma a Tokyo, Adalgisa conosce Bianca, una karateka quattordicenne che fa parte di una squadra di otto giovani atleti partiti in viaggio premio che, per coincidenza, comprende anche la crociera sulla Seastar. Quel soggiorno + crociera, pacchetto decisamente costoso, avrebbe dovuto essere un periodo solo di relax, ma non appena Adalgisa comincia a farsi catturare dall’atmosfera vacanziera, suo malgrado sarà costretta a rimettersi i panni del commissario e risfoderare il fiuto investigativo, accompagnato dal suo proverbiale caratteraccio, per via della sparizione di una giovane passeggera diciassettenne. Scomparsa notata dopo una lunga sosta della nave per fare un’escursione a Maizuru, nell’isola di Hoingo. Ottavia Ferrari, karateka come Bianca, era la sua compagna di cabina. L’ultima volta è stata vista nel corridoio a tarda notte. Poi più nulla. E poiché la sua cruise card non è stata registrata in uscita, è possibile che sia ancora a bordo. Sulla nave Adalgisa si troverà a lavorare senza i fidati collaboratori di Rivorosso, muovendosi a tentoni in un ambiente esotico e a lei completamente estraneo, con il solo maldestro appoggio della vecchia stravagante amica Paris Picchio, assunta dagli armatori come promoter ufficiale delle crociere e che per sua fortuna ha accesso dappertutto, e il supporto morale del suo bravo compagno di vita, il magistrato Gualtiero Fontanella.
Insomma, da Rivorosso siamo proiettati in una antica e suggestiva meta ricca di fascino, storia millenaria e diversità. Ci godiamo lo scenario di un bel Giappone turistico da cartolina!
Alessandra Carnevali si è lanciata arditamente in descrizioni tentatrici che stuzzicano, mettendo addosso la voglia di partire e ha messo insieme un indovinato ventaglio orientaleggiante di personaggi ben caratterizzati, sia umanamente che psicologicamente, facili da inquadrare e ricordare.
Ma torniamo al romanzo. Un giallo non può mai definirsi tale senza un mistero. E soprattutto se, come in questo caso, ci viene servito su un piatto d’argento un classico giallo deduttivo, basato sugli interrogatori, le incongruenze e gli indizi che mettono in moto il cervello. Dopo il giusto numero di capitoli (tantini, ho notato) per far sprofondare il lettore nella narrazione e far salire in scena la vittima e gli attori del dramma cartaceo, la nostra protagonista viene piazzata davanti a un astruso rompicapo, una sfida che, volente o nolente, la intriga e la coinvolge, perché Adalgisa Calligaris non può fare a meno di investigare. Fa parte della sua natura. Ma se la giovane vittima chiede giustizia, intorno alla sua morte regna l’opacità delle bugie e della nebbia. Ripicche, segreti, misteri, bugie, ma lei, il commissario, saprà avvalersi del suo intuito e di occasionali ma validi assistenti che l’aiuteranno a distinguere il bene dal male. Amori incrociati, tradimento, gelosia, quando il movente è guidato dai cattivi istinti legati al possesso carnale tutto è possibile, e quindi, mentre la crociera continua a dividersi tra navigazione ed escursioni a terra, molte domande troveranno svariate risposte, costringendo la nostra brava commissario a shakerare le ipotesi, fino all’illuminazione con accusa finale al colpevole, corredata dalla riunione di tutti i sospetti convocati artamente in un salotto della nave, (vedi metodologia di Agatha Christie con Hercule Poirot).
Alessandra Carnevali è nata a Orvieto ed è laureata in Lingue. Ha partecipato, in veste di autrice, al Festival di Sanremo 2002 con il brano All’infinito eseguito da Andrea Febo. Nel 2007 è stata la prima blogger accreditata al Festival di Sanremo. Ha curato il blog Festival, sulla musica italiana e Sanremo, per il network Blogosfere. Si occupa di promozione web per eventi e artisti emergenti. La Newton Compton ha pubblicato Uno strano caso per il commissario Calligaris, libro vincitore del Premio il mio esordio nel 2016, Il giallo di Villa Ravelli e Il giallo di Palazzo Corsetti.

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