La Debicke e… Milano rovente

Alessandro Bastasi
Milano rovente. L’estate feroce del commissario Ferrazza
Fratelli Frilli, 2019

Tornano in scena il commissario Ferrazza e l’ispettore Ceolin detto ‘Ndemo tosi, stavolta in veste di poco più che testimoni. In pratica sono stati ufficialmente estromessi da un caso, una storia torbida, ambigua che li coinvolge e li bastona perché vede sotto accusa uno dei ragazzi della loro squadra. E perché il caso è in mano ai loro amici/nemici, i carabinieri, che, dopo essersi leccati le ferite per il colpo basso ricevuto da Ferrazza e i suoi, hanno il dente avvelenato nei loro confronti (la difficile e pericolosa inchiesta di Ferrazza aveva portato all’incriminazione di elementi dell’Arma stessa nel caso del precedente romanzo Notturno metropolitano). Adesso un facoltoso imprenditore, Enea Bentivoglio, uomo dal passato di faccendiere, viene trovato cadavere in un boschetto di Rogoredo, noto alla polizia come fiorente mercato di smercio di droga e quindi di ritrovo per tossicodipendenti. Salterà presto fuori che Bentivoglio ha condotto per anni remunerativi e poco puliti affari con l’Unione Sovietica ai tempi di Gorbacev e, nel turbolento momento della successione, è riuscito a tagliare la corda da Mosca appena in tempo per evitare condanne e prigione. Con i proventi della sua illecita attività oggi, poco più che sessantenne, è titolare di una fiorente azienda addetta al riciclo di rifiuti. Del suo omicidio viene accusato Vittorio Gugliaro, agente della Polizia giudiziaria in forza al commissariato dello stesso Ferrazza. La pistola che ha ucciso Bentivoglio è sua, la prova del guanto di paraffina dimostra che il poliziotto ha sparato e la delega per le indagini viene assegnata al capitano dei carabinieri Francesco Calabrese. Vittorio Gugliaro, ritrovato sul luogo a terra, incosciente e massacrato a sprangate, nega tuttavia ogni addebito. Si era recato a Rogoredo per ritrovare Sara, la ragazza che ama, una ex drogata che negli ultimi giorni sembrava essere ricaduta nelle grinfie degli spacciatori. Ma la sua posizione è molto difficile e pesante da chiarire. Per Calabrese e i media, Gugliaro è il perfetto colpevole: era andato a Rogoredo per vendicare la fidanzata. Ma Ferrazza e Ceolin credono invece che Gugliaro sia estraneo al delitto. Qualcuno ha voluto incastrarlo e la sua unica grave colpa è essersi recato sul posto con l’arma di ordinanza. Costretti da ordini superiori a tenersi ufficialmente fuori dai giochi, Ferrazza sollecita per sé le ferie e si attiva in un’indagine parallela coadiuvato dall’ispettore Ceolin e dal detective privato ed ex carabiniere Romano Montanari, loro debitore per averlo tirato fuori da guai seri. Un trio che dovrà muoversi con le pinze, indagando ciascuno per suo conto, cercando di evitare ostacoli e trabocchetti messi sulla loro strada da quella sporca storia e soprattutto di non pestare i piedi al capitano Calabrese. Nell’indagare, approfondendo ogni possibile pista, i tre detective per amicizia si imbatteranno in una brutta storia di traffici illeciti di rifiuti, con stretti legami a larghi flussi internazionali di stupefacenti, in cui sono coinvolti Manlio Tripodi, ufficialmente stimato imprenditore ma in realtà legato a filo stretto con la ‘ndrangheta e una misteriosa russa, Julia Litvinova, vecchia conoscenza di Bentivoglio dei tempi d’oro a Mosca, arrivata da pochi mesi in Italia con il figlio Ivan. In appoggio alle ricerche si unirà di nascosto anche il maresciallo dei carabinieri Iginio “Joe” Callegari, convinto dell’innocenza di Vittorio Gugliaro. Sarà un’indagine difficile, faticosa, complessa e condotta sul filo del rasoio. Un’indagine che dovrà fronteggiare ostacoli, colpi di scena e inattese verità da portare avanti in una accecante Milano agostana bagnata da un torrido caldo tropicale che annebbia ogni facoltà. In una Milano che a ogni passo mostra il rovescio della medaglia dello sfolgorio delle luci, il suo lato oscuro, il peggiore, e che rivela il progressivo scivolare verso il male. Una Milano che giorno dopo giorno comincia ad assomigliare sempre più a un mostruoso girone infernale. Come se non bastasse, il trio Ferrazza, Ceolin e Montanari dovrà anche dribblare gli insormontabili paletti messi dagli agenti dei Servizi. Cosa c’è dietro a tutta la storia?
Un caso duro e talmente coinvolgente che rischia di alterare il bellissimo rapporto tra Daniele Ferrazza e la sua compagna, l’anchor woman della TV Laura Barbieri, portandoli a un passo dalla rottura. Una ingiusta rottura che rischierebbe di privare Ferrazza anche dell’affetto e del tepore di una famiglia. Qualcosa per lui sconosciuto finora, con il suo perenne randagismo e menefreghismo da uomo solitario, ma che potrebbe finalmente ancorarlo a nuove importanti certezze di vita.

Si può definire Milano rovente un giallo di polso ma anche un noir di denuncia, con un’indagine che sviscera a fondo tanti aspetti belli e brutti del mondo nel quale viviamo. Ma siamo in grado di dare delle risposte almeno a qualcuna delle giuste domande che pone?

Alessandro Bastasi è nato a Treviso nel 1949. Il suo primo romanzo La fossa comune, pubblicato nel 2008, è ambientato nella capitale russa. In seguito ha pubblicato i romanzi La gabbia criminale (2010), Città contro (2012), La scelta di Lazzaro (2014), Era la Milano da bere (2016), Morte a San Siro (2017) e Notturno metropolitano (2018), gli ultimi tre con Fratelli Frilli Editori. Suoi racconti sono presenti in varie antologie e siti letterari.

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