La Debicke e… Tarocchi magici e cavallereschi

Marcello Simoni
Tarocchi magici e cavallereschi
Add, 2019

Tutti conoscono La Chanson de Roland (o Canzone di Rolando o Orlando), che risale alla seconda metà dell’XI secolo, la celebre chanson de geste del ciclo carolingio considerata dagli studiosi tra le opere più significative della letteratura medievale francese. Come ogni opera di natura epica, La Chanson de Roland prende spunto da un grande fatto storico, la battaglia di Roncisvalle, datata 15 agosto 778, quando la retroguardia dell’esercito di Carlo Magno, comandata dal paladino Rolando prefetto della Marca di Bretagna, dal conte palatino Anselmo (figlio di Roberto I di Hesbaye) e dal siniscalco Eggihardo (o Aggiardo), di ritorno da una vittoriosa spedizione in Spagna, fu attaccata e annientata dai vasconi (baschi, ma nella riscrittura epica trasformati in saraceni). Storica menzogna giustificata dal clima culturale dei tempi in cui fu scritta l’opera: nell’XI secolo, infatti, si era in piena epoca della “Reconquista”.
Ma quale fu mai la vera storia di Rolando?
Proviamo a scoprirlo affiancando nella sua immaginifica cavalcata indietro nel tempo Marcello Simoni, che ha deciso di raccontarcela con Tarocchi magici e cavallereschi, illustrati con sapienza da Gabriele Pini. E dunque infiliamoci con lui in una polverosa biblioteca, una specie di labirinto, e all’improvviso entriamo in una stanza semibuia dietro a Simoni che si aggira sognando la fortunosa scoperta di un codice raro o di un cimelio appartenente agli albori del Medioevo. O forse in caccia di un suggerimento per una futura storia? Ma un rumore di legno, un forte cigolare, lo spinge ad avanzare e, mentre i suoi occhi si abituano all’oscurità, verso l’angolo più buio, dove regnano sporcizia e ragnatele, vede… uno sbalorditivo e donchisciottesco uomo, uno stravagante personaggio che si dondola in sella a un cavallo di legno. È il vescovo Turpino, o meglio l’evanescente fantasma dell’autore della Historia Karoli Magni et Rotholandi. In un’atmosfera di stupore e sogno, prende avvio un dialogo surreale nel tentativo di ricostruire la ‘verità’ sulla figura di Rolando (Orlando), tra storia, mito e letteratura.
Marcello Simoni, forte della sua cultura e di una sempre creativa ed esplosiva fantasia, ci regala stavolta una favola che rimescola ad arte le carte in gioco e scatena l’immaginazione dei lettori. Nello specifico, crea uno zodiaco suddiviso in un’ardita serie di dodici tarocchi inseriti all’inizio di ogni nuovo capitolo. Fiabeschi tarocchi che, scoprendosi uno dopo l’altro, si trasformano in un caleidoscopico fil rouge denso di interpretazioni. Dodici capitoli che si aprono con le dodici figure appese sul ligneo scudo di Turpino: Carlo Magno, la città di Pamplona, il cavallo Vegliantino, Rolando, il gigante Ferraù, Angelica e altri. Personaggi chiave della storia di Rolando, protagonisti di vicende riviste nei secoli attraverso un’epopea filtrata da Turpino al Tasso, all’Ariosto, al Boiardo e al Pulci, che si sono incarnati in carte simili agli arcani di un mazzo di tarocchi: il re, il cavaliere, il mago, la dama, il moro, il gigante, il traditore. Un perfetto fil rouge che, rifacendosi ai tanti e memorabili virgulti letterari delle opere medievali, rinascimentali e più recenti, legati alla storia del più celebre paladino, ci regala un ardito confronto con la formidabile e leggendaria interpretazione della storia di Rolando o meglio di Rotholando, nata dalla fertile vena del vescovo Turpino.
Altri fantasmi si presenteranno per intervenire nella lunga discussione con lo scrittore, una folta schiera, tra cui emergono il grande Italo Calvino, lo storico carolingio Eginardo, Turoldo (il monaco a cui la tradizione attribuisce la Chanson de Roland), e ciascuno di loro dirà la sua.
Marcello Simoni aveva annunciato un suo ritorno al saggio, ma questo è un saggio speciale, diverso, una magica fiaba che rispecchia un surreale dialogo illustrato, tra l’autore e il vescovo Turpino su Rolando e Carlo Magno.
Un saggio che rimanda: «…alle radici della nostra storia e del nostro immaginario». Ma badate bene: non è cosa da poco la perfezione di una lingua che Marcello usa con destrezza, scrivendo ogni parola e ogni frase per accarezzare, senza artificiosi compiacimenti, la mente del lettore. Simoni sa farlo bene, le sue pagine che ci regalano riflessione e sorriso, scorrono via intense e impetuose come una folata di vento, ricreando il vero piacere della lettura.
Marcello Simoni è uno dei più noti e amati scrittori italiani. Ex archeologo e bibliotecario, laureato in Lettere, ha pubblicato diversi romanzi e saggi storici di grandissimo successo; con Il mercante di libri maledetti, romanzo d’esordio, è stato per oltre un anno in testa alle classifiche e ha vinto il 60° Premio Bancarella.

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