La ruga del cretino
Andrea Vitali e Massimo Picozzi
Garzanti 2015
Giallo storico
Bellano (Lecco). Agosto 1893. La carina 16enne Birce Diotti è la terza figlia di Serpe e Arcadio, perpetua del rettore e sagrestano del santuario di Lezzeno. Le più grandi Astasia e Veritiera sono già a servizio, lei è proprio strana: ha occhi azzurri, una voglia blu sulla guancia sinistra e incomprensibili confusi comportamenti. La Serpe sente che la bionda Giuditta Carvasana non ha più la perpetua e cerca aiuto domestico a Villa Alba, chiacchierato edificio acquistato un anno prima dall’amato amante Cressogno, proprietario e direttore del teatro di Como. Andrà Birce per dare una mano. A Torino, nel frattempo, vengono uccise due donne inermi, lasciando sul posto foglietti con segni matematici, ci sono un esecutore e una guida. Se ne occupa anche il barbuto discusso geniale psichiatra e antropologo Cesare Lombroso, con la figlia Gina e l’assistente Ottolenghi. Lombroso è attratto dallo spiritismo e amico della medium Eusapia, presto ospite a Villa Alba (sponda orientale del lago di Como), non solo lì accadranno cose importanti.
I coetanei lombardi affermati 59enni Andrea Vitali e Massimo Picozzi hanno scritto insieme un romanzo di successo, più divertimento che trama, più storia e geografia che genere, più amata ambientazione che sottile empatia, mescolando la creatività letteraria del primo alla competente criminologia del secondo.
Sono 147 brevi capitoletti fino al precario epilogo di fine settembre, in terza varia sui molteplici coprotagonisti. Le vittime risultano una fioraia, una cameriera e poi una suora. Interessanti i riferimenti ai testi storici su amore, piacere, felicità, infantilismo genitale studiati da fisionomisti, degenerazionisti e alienisti di fine Ottocento. Segnalo la seduta spiritica a sette nella sala da tè della villa, da pagina 257. Il titolo fa riferimento alle rughe che pare appaiano sul volto di chi si scopre o viene scoperto un poco “cretino” (o “cretina”). Musica d’epoca: Puccini, Bellini e Mozart. Mitica la frittata della Birce con tenerissime ortiche novelle.
(Articolo di Valerio Calzolaio)