La Debicke e… Chi ha ucciso mia sorella

Julia Heaberlin
Chi ha ucciso mia sorella
Newton Compton, 2018

Chi ha ucciso mia sorella è un thriller uscito dalla penna di Julia Heaberlin, l’autrice di Gli occhi neri di Susan. Un thriller in cui realtà e fantasia s’incontrano, s’incrociano e si scambiano di continuo, partendo da una drammatica scelta personale. La scelta di Grace, una giovane donna che, a prezzo delle sua felicità, ha deciso di avere un unico scopo della vita: trovare chi ha ucciso la sorella Rachel, maggiore di sette anni. Grace non ha mai accettato la scomparsa di Rachel, una mostruosa perdita che ha sfasciato e distrutto moralmente la loro famiglia. La sua ferrea convinzione è che Rachel sia stata vittima di un assassino seriale, che sia stata sequestrata e uccisa. E la sua morte sia stata orchestrata gelidamente da qualcuno che poi ha fatto sparire il cadavere. Un serial killer al quale forse ora lei può dare un nome, un assassino che forse può farle ritrovare una tomba sulla quale piangere ma… Negli anni, Grace ha progettato una “caccia alla verità”, pianificata a tavolino in modo talmente accurato da diventare maniacale. Grace ha pensato a questo momento da quando aveva solo dieci anni quando Rachel è scomparsa. Ossessivamente, metodicamente, ha immaginato ogni dettaglio, ogni via di fuga e ogni possibile scenario. Ha previsto documenti falsi, contanti per pagare senza lasciare tracce ed esatte mete da raggiungere. E ora è quasi certa che l’uomo che ha rapito e ucciso sua sorella sia seduto in macchina, sul sedile del passeggero, proprio accanto a lei. Per averlo con lei, si è spacciata per la figlia di un uomo ammalato, il vecchio Carl Louis Feldman, che un tempo era un famoso fotografo, prima di essere accusato, processato e poi assolto per l’omicidio di una giovane donna. Poi, colpito da demenza senile, era stato ricoverato in una casa protetta fino a quando Grace, fingendosi una figlia mai riconosciuta, si è presentata e ha convinto i responsabili a lasciarlo partire con lei per una vacanza di dieci giorni. Un giro in macchina per il Texas, nei luoghi dei presunti crimini, usando le tante straordinarie foto che lui aveva scattato, nella speranza di far riaffiorare i suoi ricordi.

Ma la storia, che comincia come un rischioso gioco con la morte, pagina dopo pagina si trasforma in qualcosa di diverso. Non prevedibile, forse. Carl è davvero afflitto da demenza senile? Grace, standogli accanto, deve affrontare giorno dopo giorno nuovi dubbi, insicurezze e paure, e anche strane novità che le suscitano una serie di interrogativi. In Carl scopre un uomo intelligente, intrigante e spesso molto divertente. Quando la testa funziona, le sue azioni e i suoi ragionamenti ne fanno un compagno piacevole e dunque Grace deve stare in guardia, perché probabilmente l’uomo possiede doti che possono trasformarlo in un nemico molto pericoloso. Ma Grace è molto determinata. Vuole che chi ha ucciso Rachel paghi e pensa che quel qualcuno sia Carl. E allora, nonostante i rischi, deve riuscire a ricostruire i presunti crimini da lui commessi, rifacendosi agli indizi reperibili sulle sue fotografie. Sperando che ne ricordi qualcuno e che confessi. Perché quello è l’unico modo per scoprire cosa è successo veramente a sua sorella Rachel. Ma chi è davvero Carl Louis Feldman? Ha veramente ucciso Rachel? E le altre donne per le quali è stato sospettato? È un impostore o solo un uomo senza più un passato? Un grandissimo artista o un pazzo? O, magari, a essere pazza è lei, Grace, seduta al posto di guida mentre racconta, in prima persona, la loro storia…

Una trama avvincente per un romanzo che si legge tutto d’un fiato. Mi spiace solo che lo splendido titolo originale Paper Ghost (Fantasma di carta) sia diventato nella traduzione italiana Chi ha ucciso mia sorella, ma capisco le ragioni del marketing.

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