La Debicke e… Nucleus

Rory Clements
Nucleus

La Corte editore, 2019

1939: con i venti della Seconda guerra mondiale girati a tempesta, il professor Tom Wilde sta rientrando in Inghilterra dagli Stati Uniti dove, nel corso di un tour di conferenze per promuovere il suo libro, ha incontrato il presidente Roosevelt, che gli ha affidato un inatteso incarico. Wilde infatti dovrebbe approfittare della sua amicizia con Geoff Lancing, brillante professore di fisica di Cambridge, per tenere sott’occhio i progressi degli scienziati del Cavendish, l’affollato laboratorio dell’università dove tante menti geniali stanno lavorando alla fissione dell’atomo. Una grande scoperta che potrebbe cambiare le sorti del mondo intero e da cui potrebbero dipendere gli esiti dell’imminente guerra: la possibile creazione di una superbomba.
E, sempre avvalendosi dei buoni uffici di Lancing, entrare nel giro del miliardario americano Milt Hardiman, proprietario della Old Hall, fantasmagorica magione tardo elisabettiana. Ciò nondimeno Wilde, appena arrivato a Cambridge, si ritroverà a dover ospitare un famoso fisico, fatto fuggire dal campo di concentramento di Dachau e scoprirà che Lydia, la sua fidanzata, si è imbarcata in una rischiosa missione: andare a Berlino con la speranza di reperire le tracce di un bambino scomparso durante uno dei Kindertransport organizzati dai quaccheri per permettere a bambini ebrei di lasciare la Germania per fuggire in Gran Bretagna e salvarsi dalla persecuzione nazista.
Ma quando uno dei migliori scienziati del Cavendish sarà ritrovato barbaramente assassinato dopo una gran festa, Tom Wilde volente o nolente sarà di nuovo coinvolto in un intrigo internazionale che spazia da Cambridge a Berlino e dagli Stati Uniti all’Irlanda, con l’arduo compito di tentare di evitare una spaventosa minaccia mondiale, e che potrebbe essere senza via d’uscita.
Mentre anche l’IRA, con i suoi continui, fragorosi attentati, ha messo sotto attacco l’Inghilterra, Tom Wilde ormai in pista dovrà scoprire su chi appoggiarsi e di chi potersi veramente fidare… Riuscirà a farlo prima che sia troppo tardi?
Si affollano all’orizzonte le nubi nere di una guerra che ormai tutti pensano inevitabile, l’incertezza del presente si confronta pericolosamente con il desiderio di minimizzare, di divertirsi. In Inghilterra si va a Newmarket ad assistere alle corse dei cavalli, ci si presenta ai balli con la maschera a gas, quasi che usandola per gioco si fosse in grado di esorcizzare il rischio di doversene servire davvero. Assistiamo al quotidiano ritmo di vita e di corsi a Cambridge, dove tanti giovani che oggi studiano dovranno affrontare un futuro che li vedrà marciare in divisa.
Contemporaneamente in Germania siamo i muti testimoni delle indicibili e crescenti pene degli ebrei, vittime di uno stato che ogni giorno promulga nuove leggi per sterminarli. Le sofferenze di quei poveretti in speranzosa attesa in file interminabili di fronte all’ambasciata inglese per un improbabile visto, con i figli bambini caricati sui treni con la speranza che almeno possano trovare accoglienza e rifugio in un altro paese. La minaccia, la paura tangibile, la tensione e il disagio che serpeggia che si respira. Il mostruoso odio scaturito dalla mente di un folle.
In America, invece, nella beata sicurezza della lontananza, si cerca di arrivare per primi a disporre dei malefici segreti dell’arma letale.
In Nucleus di Rory Clements il vero palcoscenico del romanzo è la storia alle soglie della Seconda guerra mondiale, con la frenetica corsa degli stati agli armamenti. Un thriller complesso, mai scontato, in cui ogni pedina che entra in campo gioca il suo ruolo, non solo nella risoluzione della vicenda, ma anche in quella che diventerà storia mondiale. Al centro della trama, la conquista della fissione nucleare, una della più grandi scoperte del XX secolo, se usata per scopi non pacifici, da sfruttare per spaventosi scopi bellici. Questa è la verità alla base di Nucleus, perché se il romanzo è un’opera di fantasia, la Germania aveva già ottenuto la fissione e nel 1939 iniziò a tutti gli effetti il suo programma nucleare.
Ogni tanto mi viene il sospetto che solo gli inglesi, che più l’hanno vissuta sulla loro pelle e forse ormai immagazzinata nel DNA, sono in grado di ricreare l’atmosfera che si respirava nel 1939, alle soglie della Seconda guerra mondiale e capaci di scriverne facendoci rivivere le sensazioni e l’incertezza di quei tempi di angosciante attesa. E naturalmente Rory Clements, ex giornalista, non mi smentisce; inoltre, in virtù della sua preparazione come formidabile autore di thriller storici inseriti nel XVI secolo, con Nucleus riprende il percorso storico avventuroso intrapreso tre anni prima con Corpus, primo capitolo della trilogia, e anche stavolta mette in scena come protagonista Tom Wilde, lo stimato docente americano di Cambridge che scrive romanzi ambientati in epoca Tudor. E Tom Wilde non riuscirà a tenersi fuori dai giochi, sarà messo a confronto con rivali pericolosi, coinvolto in una nuova intrigante e avventurosa spy story. Ritroviamo i nazisti, ma anche l’IRA, le suggestioni di ricchi americani di destra, e in una girandola di colpi di scena i buoni e i cattivi si affrontano in una storia dove a conti fatti nessuno è quello che appare, dove la vita di ciascuno è in continuo pericolo e in cui tutti sono costretti a nascondere segreti, a dissimulare e nascondere la verità. Con una palpabile tensione in aumento pagina dopo pagina, Clements porta avanti una trama complicata che si potrebbe definire corale, densa di avvenimenti, di personaggi, sempre districandosi con abilità e senza lasciare niente al caso. Insomma un thriller storico coinvolgente, molto veloce e che vola verso un azzeccato finale. Un thriller che talvolta ci richiama modi e tempi cari ad altri celebri autori tra cui il suo super connazionale Ken Follett. Un romanzo che lascia il segno, molto coinvolgente da leggere.

Rory Clements: autore inglese, dopo una carriera da giornalista che lo ha visto collaborare con testate nazionali come il Daily Mail e l’Evening Standard, si è dedicato a tempo pieno alla scrittura. Fin da subito, i suoi thriller storici ambientati nel XVI secolo sono diventati dei bestseller in Gran Bretagna, con gran successo di pubblico e critica che si è ripetuto anche all’estero con la ripubblicazione in oltre dieci Paesi. Accostato a grandi autori come Robert Harris e John Le Carré, in Italia ha già pubblicato con Piemme il thriller Il persecutore e con La Corte Editore Corpus, il primo capitolo della serie che vede protagonista Tom Wilde.

Nota dell’autore: due dei personaggi di Nucleus, Bertha Bracey e Frank Foley, sono eroi realmente esistiti che hanno salvato migliaia di vite, ma i loro nomi sono stati dimenticati dalla storia. Immagino che, camminando per strada, avresti serie difficoltà a incontrare anche una sola persona in grado di dirti chi fosse Bertha Bracey, membro della Società degli Amici (i quaccheri), che dopo la Prima guerra mondiale si dedicò al volontariato in Germania sfamando migliaia di bambini poveri. Nel novembre 1938, dopo i terribili eventi della notte dei cristalli, Bertha fu tra coloro che convinsero un governo inglese inizialmente riluttante, a ospitare 10.000 bambini ebreo-tedeschi non accompagnati e a fornire loro un rifugio. Nei successivi dieci mesi, lavorò ininterrottamente per organizzare i cosiddetti Kindertransport, assicurandosi che ogni bambino trovasse una casa e una scuola in Gran Bretagna. Anche Frank Foley salvò la vita di migliaia di ebrei. Il suo ruolo ufficiale era quello di Agente Controllo Passaporti per la Gran Bretagna a Berlino, ma si dà il caso che fosse anche a capo della base dell’MI6 e la migliore spia inglese a Berlino. Concesse il visto a moltissimi ebrei ansiosi di lasciare la Germania, infrangendo tutte le regole, spesso basandosi su tenui motivazioni.

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