La Debicke e… L’ultimo dei Santi

Marisa Salabelle
L’ultimo dei Santi
Tarka, 2019

Siamo alla fine degli anni 90 e da Pistoia, dove Marisa Salabelle aveva scelto di ambientare il suo primo giallo noir intriso di contraddizioni e di poesia, L’estate che ammazzarono Efisia Caddozzu, ci trasferiamo nel minuscolo borgo di Tetti, con la splendida natura dell’Appennino tosco emiliano che fa da cornice e domina la trama gialla. Trama in cui fanno la loro comparsa gli Elfi, l’eterogeneo gruppo di persone dette anche “movimento comunitario italiano”, che ha scelto di vivere nei boschi a contatto con la natura e in semi-isolamento dal resto dell’umanità. (Ci tengo a ricordare che Mario Cecchi fu tra i fondatori della Comunità degli Elfi, agli inizi degli anni ‘80, e ancora oggi, a più di trent’anni di distanza, la Comunità comprende più di una mezza dozzina di insediamenti sull’Appennino Pistoiese). Questi elfi non sono folletti ma donne, uomini e bambini che hanno scelto di creare delle comunità autosufficienti, si vestono con abiti a colori vivaci, portano sandali di cuoio fatti a mano e vivono di pastorizia, artigianato, agricoltura e raccolta dei prodotti che il bosco e la natura regalano. Ogni tanto gli elfi scendono, per scambiare o vendere al mercato alcuni manufatti artigianali. Non sono e non sono mai stati un pericolo per i montanari, ma anzi hanno rappresentato una risorsa per salvaguardare e curare parte dei territori degli Appennini che altrimenti sarebbero completamente abbandonati. Ormai da anni purtroppo tanti borghi dell’Appennino si sono vuotati, i giovani sono calati a valle per cercare lavoro o magari perché non accettano di vivere lontano dalle comodità cittadine e i pochi abitanti rimasti sono quasi tutti anziani.
L’ultimo dei Santi si svolge a Tetti, un minuscolo borgo montano. Solo d’estate Tetti sembra rivivere, quando tante famiglie con bambini scelgono di passare le vacanze in questo beato angolo di pace. Ma proprio in questo paesino tranquillo tre anziani fratelli, Romolo, Alvaro ed Ermanno Santi, sono morti a breve distanza uno dall’altro. Romolo ai primi di gennaio per un brutto scivolone sul ghiaccio, Alvaro il dieci luglio è ruzzolato da un’impalcatura e il ventinove luglio anche Ermanno si è ammazzato in un incidente di macchina, mentre scendeva per andare in banca a Pistoia. Il breve lasso di tempo e la tragica e fatale scadenza di questi “incidenti” ha fatto sì che la gente di Tetti e della vicine frazioni cominciasse a mormorare. La parola omicidi aveva cominciato a fare capolino prima sottovoce, timidamente, poi sempre più spesso. Ma chi mai potrebbe aver ucciso tre vecchi e perché? E anche la dinamica dell’ultimo “incidente”, in cui la macchina di Ermanno aveva tirato dritto fino a schiantarsi contro un castagno secolare, non era troppo chiara. Insomma qualcosa non quadra e anche gli inquirenti in città avevano cominciato a indagare. La palla passerà ai locali carabinieri capitanati dal maresciallo Borghi che si darà da fare coadiuvato da Mario, geometra del posto, e soprattutto da Saverio Giorgianni, giornalista della Nazione di Pistoia, già incontrato in L’estate che ammazzarono Efisia Caddozzu (caso in cui si era impegnato risolvendolo) che, per sua colpa, si troverà coinvolto in un quasi boccaccesco e complicato problema familiare, per la contemporanea presenza in vacanza nella zona di sua moglie con i due figli e dell’ex fidanzata. Ma deve darsi da fare e mettere da parte beghe e ripicche, il giornale preme per notizie e aggiornamenti. Non resta che aiutare Borghi a risolvere il lontano mistero che sta dietro la morte dei Santi. Che cosa avrà spinto l’omicida ad uccidere i tre fratelli ultrasettantenni? Ragioni economiche, ragioni di cuore? O solo una vendetta personale? Gli Elfi potrebbero essere implicati? Incuriosiscono le attente e calibrate descrizioni della vita e delle ripetitive quotidiane abitudini dei piccoli borghi italiani dove purtroppo, pian piano, la popolazione scompare.

Marisa Salabelle è nata a Cagliari il 22 aprile 1955 e vive a Pistoia dal 1965. È laureata in Storia all’Università di Firenze. Dal 1978 al 2016 ha insegnato nella scuola italiana. È una delle animatrici della libreria indipendente Les Bouquinistes di Pistoia. Nel 2015 ha pubblicato il suo romanzo d’esordio, L’estate che ammazzarono Efisia Caddozzu (Piemme), con cui ha ottenuto significativi riconoscimenti.

3 thoughts on “La Debicke e… L’ultimo dei Santi

  1. Pingback: Una recensione, una presentazione | marisa salabelle

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