La Debicke e… Cospirazione Medici

Barbara Frale
Cospirazione Medici
Newton Compton, 2019

A Firenze, domenica 26 aprile 1478, durante una funzione in Santa Maria del Fiore celebrata dal diciassettenne cardinale Riario, Francesco de’ Pazzi e Bernardo Bandini Baroncelli uccisero Giuliano de’ Medici e cercarono di fare lo stesso con Lorenzo. Non era la prima volta che i congiurati si preparavano a tentare il colpaccio di quella che i posteri definirono La congiura dei Pazzi. Il giorno prima, infatti, sabato 25, avevano premeditato di far servire cibi avvelenati ai due fratelli, in occasione di un ricevimento a Villa Medici di Fiesole per festeggiare la recentissima nomina cardinalizia di Raffaele Riario. Ma l’assenza di Giuliano, ammalato, fece saltare il piano. Che fu rimandato al pranzo di domenica, dopo la Messa solenne in Duomo. Giuliano, non ancora ristabilito, fece sapere che prevedeva di intervenire alla messa, ma non al pranzo… non potendo rimandare ancora, i cospiratori decisero di uccidere i due fratelli nel duomo, durante la funzione. A quel punto, però, Montesecco, l’assassino precettato dai Pazzi, rifiutò di colpire a morte su suolo consacrato e la patata bollente di uccidere Lorenzo passò a Stefano da Bagnone e Antonio Maffei da Volterra, poco esperti d’armi. Per essere sicuri della presenza del malaticcio Giuliano, Bernardo Bandini e Francesco de’ Pazzi andarono a prenderlo. E tra Palazzo Medici e Santa Maria del Fiore (cento metri neppure), abbracciarono Giuliano per controllare che non portasse una cotta di ferro sotto le vesti. Quel giorno poi Giuliano non portava neppure la spada… Arrivarono in Duomo a Messa già iniziata. All’elevazione, mentre tutti erano inginocchiati con il capo chino in preghiera, si scatenò il massacro: Bernardo Bandini e Francesco Pazzi si avventarono furiosamente su Giuliano con i pugnali e continuarono a colpirlo anche quando ormai era a terra, morto in una pozza di sangue. Lorenzo, invece, ferito solo leggermente, coperto dagli amici (Francesco Nori sacrificò la sua vita per lui) riuscì a sfuggire agli attentatori chiudendosi in Sagrestia. L’attentato riuscito a metà scatenò un bagno di sangue. La vendetta di Lorenzo, appoggiato dai fiorentini, che si strinsero attorno ai Medici, fu spietata. I congiurati, braccati dal popolo, furono catturati, linciati, torturati, impiccati e i loro corpi smembrati e gettati in Arno. Tutti i componenti della famiglia Pazzi furono banditi da Firenze. Da quel giorno si cancellò anche il loro nome sui documenti ufficiali e tutti gli stemmi della famiglia vennero smantellati. La città, che la grandezza medicea aveva esaltato come splendida culla del Rinascimento, per lunghe settimane vide solo colare sangue per le strade.
Oppresso dal dolore e dal rimorso, Lorenzo de’ Medici è costretto a interrogarsi sul perché, le cause e i mandanti di quell’orrendo delitto. Perché solo Giuliano è morto? Certo i congiurati volevano decapitare la famiglia Medici, e lui deve la salvezza a un colpo di fortuna o all’imperizia dei suoi mancati uccisori, ma in fin dei conti i Pazzi hanno colpito Giuliano e solo lui è morto. Quali colpe aveva commesso? Lorenzo era il primogenito, Giuliano aveva vissuto sempre in secondo piano, più una pedina da giocare nei piani curiali, matrimoniali ed economici della famiglia che un vero capo. Ma la falce del destino ha colpito cieca e implacabile. Lorenzo non può fare a meno di colpevolizzarsi, rammentando i minacciosi avvertimenti trascurati, gli attacchi verbali in comune, le torve espressioni dei nemici assassini: Francesco Salviati, roso dall’astio; Jacopo de’ Pazzi, assetato di vendetta; Antonio Maffei da Volterra, spinto da odio viscerale e istinto di rivalsa nei suoi confronti. Ma dietro di loro quante altre invidie e quanti turpi inganni. Misteriose e influenti figure guidate dall’alto che miravano alla distruzione della potenza Medici. Ma avrebbe potuto esserci altro dietro la morte del fratello? Una causa incidentale? Una pericolosa passione amorosa avrebbe potuto provocare la sua tragica sorte?

Barbara Frale, che dopo In nome dei Medici torna a scrivere della celebre famiglia fiorentina, sposa questa versione. Azzardata, non comprovata ma certo plausibile e succulenta da raccontare. La Frale si focalizza sul carattere di Giuliano, forse in preda alla frustrazione per aver dovuto vivere sotto la protettiva ombra del fratello e della famiglia tutta. Sviscerato e analizzato a fondo, a livello umano: Giuliano, dopo aver perso Simonetta Vespucci, l’amore della sua vita, morta di tisi a ventitré anni, si sarebbe perdutamente invaghito della cugina Semiramide Appiani, che le assomigliava. Dimentico dell’amante Fioretta Gorini che stava per dargli un figlio (il futuro Clemente VII), la voleva a ogni costo. Prima di morire, Giuliano stava per sposarla e la ragazza gli avrebbe portato una cospicua dote, fatta anche di ambite miniere di allume… Barbara Frale insiste in questa chiave di lettura, raccontando in dettaglio una travagliata serie di eventi che portano al sanguinoso epilogo. Si avvale di una accurata ricostruzione ambientale, descrivendo intrighi di palazzo, giochi, tornei, sfarzose corti, complotti clandestini, subdole tenzoni spose del tradimento. Un pizzico di esoterismo non guasta mai e rende ancor più fumosa l’atmosfera. Ma il recensore deve dire la sua: la tesi di Barbara Frale è suggestiva, ma noi sappiamo che il potere è una belva feroce e crudele che convoglia a sé, come una calamita, i peggiori istinti umani e il potere dei Medici faceva gola a molti. L’amore invece, anche se prevaricatore, ossessivo e crudele è in grado sì di far molto male ma non potrebbe bastare da solo a scatenare un crudele eccidio che mirasse a impadronirsi di una stato e governarlo.

Barbara Frale è una nota storica del Medioevo. Autrice di varie monografie, ha partecipato a trasmissioni televisive e documentari storici. Ha curato la consulenza storica per la serie I Medici. Masters of Florence in onda sulla RAI ed è autrice, insieme a Franco Cardini, del saggio La Congiura, sui Pazzi. La Newton Compton ha pubblicato con successo I sotterranei di Notre-Dame, In nome dei Medici. Il romanzo di Lorenzo il Magnifico, Cospirazione Medici e il saggio I grandi imperi del Medioevo.

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