La Debicke e… La stanza segreta degli enigmi

Fabrizio Santi
La stanza segreta degli enigmi
Newton Compton, 2019

Tuscania, Alto Lazio. Giulio Salviati, lo scrittore detective protagonista di Fabrizio Santi, si è autoproclamato cavalier servente di Elena che con Arianna, amica e collaboratrice, è stata ingaggiata da Arnaldo Piermarini, ex professore universitario emerito di Filologia germanica e grande appassionato di arte. Il loro compito è quello di catalogare il contenuto della biblioteca privata della famiglia, situata in una vecchia e trascurata magione nobiliare settecentesca sperduta nella campagna sulle colline prospicienti ad Arlena di Castro. La vecchia dimora, a parte le librerie alle pareti cariche di volumi, è praticamente in disarmo. Mentre le due giovani donne si accingono ad affrontare il lavoro sollevando nuvole di polvere, Salviati, complice il caldo e l’ora pomeridiana del mese di giugno, sta per appisolarsi all’ombra di una vecchia quercia frondosa, quando un grido lo costringe ad alzarsi di scatto e a precipitarsi in casa. Arianna, scesa al pianterreno per cercare la borsa con il cellulare, accecata dalla penombra era stata aggredita alle spalle e colpita da uno sconosciuto. L’uomo, robusto e nerboruto a suo dire, si era poi dileguato di corsa passando dalla portafinestra in fondo al corridoio. Per lei come conseguenza solo un bello spavento, ma quella aggressione lascia spazio a molti interrogativi. Un ladro? E se era un ladro, cosa cercava in una casa disabitata? Qualcosa di nascosto tra questi scaffali colmi di testi tedeschi? Un libro? Probabile, e la mente sveglia e acuta di Giulio Salviati intuisce che il presunto ladro cercasse qualcosa del genere. Dopo frenetica ricerca salterà fuori una piccola collezione di manuali di indovinelli ed enigmi storici mai risolti. E, all’interno di uno di questi, Giulio Salviati scoprirà il testo di uno dei rompicapo più famosi al mondo: il celeberrimo “Indovinello del re” che, nel XVI secolo, aveva fatto quasi impazzire l’imperatore Rodolfo II, uno dei massimi cultori dell’esoterismo e dell’alchimia dei suoi tempi, che manteneva a corte una banda di pseudo maghi ed eruditi. La soluzione del cosiddetto “Indovinello del re” infatti sarebbe stata in grado di svelare il percorso da seguire per raggiungere la leggendaria “Camera di giada”, una camera segreta con le pareti ricoperte di giada, colma di tesori e scenario, si diceva, di favolosi fenomeni. Le voci sussurrano che fino a oggi solo pochissimi siano riusciti ad arrivare alla soluzione. Un bel mistero, anche perché nel frattempo il professor Piermarini, proprietario del maniero che contiene la biblioteca, è scomparso senza lasciare tracce. Ogni tentativo di mettersi in contatto con lui, anche attraverso la sua ex moglie e i suoi pochi amici e conoscenti, risulta vano. E oltre alla sua sparizione si inanellano una sequenza di strani fatti: sparatorie, omicidi, altre sparizioni che sembrerebbero non collegate tra loro e invece, secondo Salviati, hanno a che fare con i manuali e con certi dipinti che rimandano sempre a quel maledetto indovinello. Anche se teoricamente dovrebbe fare lo scrittore e stare tranquillamente seduto a tavolino, Giulio Salviati invece non riesce a stare alla larga dai pasticci. Persino stavolta, pur impelagato nella stesura di nuovo romanzo, si ritroverà invischiato in un rocambolesco intrigo che vorrà il suo coinvolgimento come detective, sconsigliato dall’amico poliziotto Restelli, costringendolo a mettersi all’opera per districare il mistero. Comincia così una rocambolesca avventura che lo porterà in viaggio per l’Italia, da Roma alla Toscana, fin su a Torino e nella laguna veneziana, e oltre i confini europei in compagnia di Elena e di Paolo, l’amico esperto informatico e… ben altro. Quali minacciosi pericoli si nascondono dietro quell’impossibile indovinello legato a una fiaba?
Un altro thriller esoterico ben congegnato per un enigma mai risolto. Ma esiste un vero senso per tutto questo? Un mistero che stavolta semina morte e ci lascia con una domanda senza risposta: esiste davvero la camera di giada?

Fabrizio Santi, insegnante d’inglese in un liceo scientifico di Roma, ha esordito come autore con il romanzo Il quadro maledetto. È diplomato in pianoforte al Conservatorio di Perugia e con la Newton Compton ha pubblicato Il settimo manoscritto, L’enigma della cattedrale sommersa e La stanza segreta degli enigmi.

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