Report Atipico della quinta edizione di Grado Giallo, 5-6-7 ottobre 2012.

Testo e foto di Maurizio Testa

Ore 16.30, un venerdì, caldo, un po’ umido. Lungomare di Grado, tensostruttura con vista sull’Adriatico. Oltre un centinaio di sedie, un palco. Il professor Guagnini dell’Università di Trieste, deus ex-machina della manifestazione. Giacca, camicia, pantaloni e scarpe nere, apre le danze. Parla lui, parla il sindaco. È l’apertura ufficiale del festival, di ogni festival.
Ma dopo neanche mezz’ora Guagnini spara le sue prime cartucce e il calibro non è di quelli piccoli. La prima scarica, soprattutto, fa diverse vittime. Giulio Leoni, Loriano Macchiavelli, Valerio Varesi. Tre colpi netti, tre tiri precisi che centrano il tema del Giallo e il romanzo storico. Da tre… posizioni di tiro, tre spari che colpiscono il pubblico.
Guagnini non perdona. Di colpo ci riporta alla realtà della cronaca. Ad imbracciare un’arma è Andrea Villani. Meglio, il suo Luciano Lutring il solista del mitra. Il rapinatore romantico e il suo cantore fanno diverse vittime in platea. Poi il KGB non avrebbe fatto meglio di Fabrizio Canciani (15 anni come inviato Rai in Russia), quanto ad instillare dubbi, sospetti, diffidenze… Infine l’arrivo del direttore del Giallo Mondadori, Segretissimo e Urania, il “temuto” Franco Forte stende tutti. Grande, massiccio e un po’ luciferino, sprigiona fumi sulfurei sul giallo, il nero e l’editoria. Miasmi letali che annientano la platea del venerdì pomeriggio, ormai già decimata. Ma Guagnini è sempre lì, con il suo sorriso beffardo e gentile che promette sfracelli per il giorno dopo.

Il sabato mattina continua un caldo innaturale per ottobre. Una Grado deserta, un cielo plumbeo, un’aria di sconcertante tranquillità. Nella tensostruttura vista mare è la volta dei morti viventi.  Arrivano echi di discorsi su Simenon, un treno in corsa folle tra la letteratura e il giallo che si è lasciato dietro centinaia e centinaia di titoli, storie  drammatiche, destini tragici, il tutto affumicato dalla pipa di Maigret. Poi Tabucchi. Ricordato per la sua sanguigna e surreale narrativa, ma anche, da Paolo Flores d’Arcais, per il suo impegno politico. Sono entrambi morti. Ma tutti e due ben vivi nella nostra mente e non solo.
Il professor Guagnini è sempre l’eminenza grigia che in questo sabato mattina ha quasi graziato il suo pubblico, pregustando la carneficina del pomeriggio. Comincia Tullio Avoledo che con i suoi noir ride e scherza con il pubblico, ma sono risate sataniche che introducono Massimo Carlotto che picchia duro con l’impegno sociale della sua letteratura. Il pubblico, accorso numeroso, rimane come tramortito dalla gragnuola di colpi. Massimo non guarda in faccia a nessuno e le canta chiare a tutti. Di male in peggio… il pomeriggio finisce con il “terribile” Costantini e il suo Tu sei il male, che fa scappare i superstiti di questo pomeriggio infernale. Chi si rifugia nelle premiazioni, al cinema Cristallo, ove un rabbonito Franco Forte consegna il Premio Tedeschi a Carlo Parri, per il romanzo Il metodo Cardosa e l’onnipresente Guagnini il Premio Grado Giallo ad Aldo Selleri per il racconto La pistola nello zaino. Altri assistono ad Amore Noir, tranquillizzante (ma non troppo) show di Loriano (Loriano chi? Ma Macchiavelli, che domande…!), Franco Insalaco e Roberto Menabò.  Ma quando a notte fonda si torna in albergo le lunghe ombre dell’oscura tensostruttura si allungano minacciose per le strade di Grado. La notte è calda, ma i brividi salgono su per la schiena.

E siamo a domenica. Il pubblico folto e numeroso del dì di festa viene subito raggelato dai delitti di casa loro. Crimini a Nord-est, raccontati da scrittori e autori del nord-est, storie terribili e vicine. Poi, come se non fosse bastato, segue Nero 13. Giallo a Nordest, altre nefandezze, tutte nei dintorni, tutte di vicini di casa che seminano panico e paura tra il pubblico. Guagnini gongola. Ha centrato il suo obiettivo. Ma alla fine, alla domenica pomeriggio, arrivano i nostri… Con Professione detective ci rassicurano i Carabinieri con il Colonello Riccardi e poi il comandante dei RIS di Messina, il Tenente Colonello Schiavone, un sospiro di sollievo… sapere come siamo protetti e come funzionano le eccellenze della pubblica sicurezza. Anche se i racconti del medico legale Clara Zuch e  del criminologo Balloni, soprattutto quando si parla di serial-killer, rimettono in circolo l’adrenalina e fanno partire nuovi brividi.
Cosa vi aspettavate? Questo è Grado Giallo… bellezze.

**

Maurizio Testa è giornalista e scrittore. È stato il direttore responsabile de Il Falcone Maltese, la prima rivista italiana interamente dedicata al genere. Dopo due Dizionari Atipici del Giallo (2009 e 2010) gestisce la pagina FB Dizionario Atipico del Giallo on-line. Cura il blog Simenon-Simenon

5 Comments

    1. Il Dizionario Atipico adesso è su FaceBook (purtroppo non riesco a linkare la pagina da qua, lo faccio appena posso), ma certo non è la stessa cosa…
      Era una bella inziativa ma ha sofferto della miopia imprenditoriale italica (e della ferma risoluzione di rivolgersi solo ad editori seri, ovviamente).

      Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.