666 Park Avenue

Mentre American Horror Story – Asylum continua a darmi enormi soddisfazioni (alla fine della quinta puntata mi sono chiesta con raccapriccio quali altre idee perverse avranno partorito le menti degli sceneggiatori per arrivare alla fine della stagione), ho iniziato a guardare 666 Park Avenue, serie “diversamente horror”.

Nel senso che gli ingredienti dell’horror classico ci sono tutti (fantasmi, mostri, premonizioni, omicidi, il tutto in un palazzo gotico a cui sovrintende un mefistofelico Terry O’Quinn),  ma c’è anche un filone thriller (Gavin Doran è buono o cattivo? Che progetti ha per Henry Martin e Jane Van Veen, la giovane coppia di provinciali a cui è stato offerto un posto nello splendido palazzo?), il tutto avvolto da una patina glam che ricorda molto L’Avvocato del Diavolo. Donne bellissime, uomini affascinanti, party lussuosi, fiumi di dollari…

In ogni puntata c’è una storia autoconclusiva che riguarda uno degli inquilini del palazzo, mentre la vicenda che dà corpo alla serie si arricchisce di nuovi dettagli (come detto sopra, il mistero riguarda soprattutto la coppia naif Henry-Jane e l’impeccabile Gavin). Rimane ancora apertissimo l’interrogativo su “cosa”: cosa succederà?

Nel complesso 666 Park Avenue non fa paura, ma avvince. Consigliato a chi non ama lo splatter.

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