L’etica del parcheggio abusivo di Elisabetta Bucciarelli

etica del parcheggio abusivoChe poi uno pensa “parcheggiatore” e subito fa l’equazione “ignorante”. Niente di più sbagliato. A Milano, vicino alla vecchia quercia che sta per essere abbattuta per lasciare spazio a un parcheggio sotterraneo, c’è il Mario, parcheggiatore abusivo che sovrintende alle linee blu. Sovrintende, perché per parcheggiare non basta pagare il gratta-e-sosta: bisogna meritarsela. Mario sottopone gli automobilisti a test verbali di un certo spessore: a che serve avere la macchina nuova fiammante se non si sa cos’è un palindromo?
Le richieste di Mario – come scopre l’Ispettore giunto sul posto a seguito di una chiamata – snervano il Bancario che ogni mattina deve raggiungere l’ufficio con il macchinone-benefit, lasciano impassibile la Bellezza Ordinaria (con la Smart d’ordinanza), stuzzicano la fantasia e le voglie di Olga, costumista teatrale con la passione del cibo, aprono una competizione all’ultimo verso (meglio, all’ultimo mesostico) con il SUVman tracheotomizzato.

In questa favola urbana, delicata e ricca di metafore (per usare un termine che piacerebbe al Mario, che usava le parole con una cura speciale), Elisabetta Bucciarelli torna al teatro in modalità uditiva e racconta il paradosso di una società sempre più ricca e sempre meno colta. Una fiaba che ruota intorno alle parole e all’importanza di saperle usare, partendo dalla semplice conoscenza del significato e arrivando al modo in cui le parole stesse condizionano la descrizione del mondo e di conseguenza le nostre esistenze. Sei Mondo o Nascondino, azzardi o stai nel tuo cantuccio, o sei between? “Dimmi come parli e ti dirò chi sei”.

L’etica del parcheggio abusivo nasce come audiodramma nell’ambito del progetto curato da Fonderia Mercury. La prima teatrale è stata il 11 gennaio a Milano (Teatro Elfo Puccini). Adesso Feltrinelli ha pubblicato l’ebook e a fine marzo è prevista l’uscita in brossura.

locandina etica parcheggio abusivo

4 Comments

  1. Quante cose vere che leggo in questo post, io, per dirne una, che posseggo una vecchia e scassata automobile, so benissimo che il palindromo è il circuito automobilistico di Palinuro 🙂
    Scherzi a parte, faccio tanti auguri ad Elisabetta per questo lavoro, che già dal titolo mi pare valga la pena leggere. Aspetto l’uscita su carta e lo faccio mio.

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