Una ragazza si suicida in un appartamento del centro di Roma. Chiara Maffei era una giovane donna problematica, appena tornata nell’appartamento (che divideva con una coinquilina) dopo il ricovero in una clinica specializzata in malattie nervose. Il quadro sembra coerente con l’impulso a togliersi la vita, ma ricostruendo la vicenda qualcosa non torna…
Verità imperfette è un progetto a più voci reso possibile dall’editore Del Vecchio e curato da Luigi De Pascalis, che lo definisce “una jam-session”.
Alcuni degli autori non sono nuovi a questo genere di operazioni: c’era un precedente, Delitto capitale, pubblicato da un editore che poi ha chiuso.
Verità imperfette invece prende le mosse da un articolo di cronaca su una ragazza anoressica che è stata curata in modo sbagliato: ognuno dei dodici autori ha raccontato questo episodio in 4 righe, assumendo il punto di vista di un diverso personaggio; il curatore ha organizzato la sequenza e gli scrittori hanno iniziato a scrivere. Quando sono emersi nuovi personaggi, la jam-session ha funzionato da sé in modo stupefacente. Ciascuno ha scritto ciò che gli sembrava opportuno, nel rispetto della cornice generale e del lavoro degli altri.
Risultato ancor più stupefacente se si considera che non tutti gli autori si conoscono “de visu” (vivono infatti in Toscana, nel Lazio e chissà dove altro) e sono diversissimi tra loro: a scrittori affermati si affianca un’esordiente, Maria Bellucci, e Luigi Cecchi, noto soprattutto per la striscia Drizzit.
Tra un capitolo e l’altro ci sono degli articoli di giornale (a firma del giornalista Marco Rubini, ossia De Pascalis) che raccordano le storie tra loro.
Ogni personaggio ha la “sua” voce e gli autori si sono ripartiti i personaggi in base alle loro peculiari sensibilità. Maurizio De Giovanni intepreta la morta, Roberto Riccardi un maresciallo dei carabinieri, Nicola Verde un personaggio abietto che trova una redenzione finale, Massimo Mongai un verboso e coltissimo anatomopatologo…
Si tratta di dieci racconti diversi che hanno trovato una coerenza grazie allo spirito di squadra di un gruppo di seri professionisti.
Il volume è dedicato A Luigi Bernardi, che avrebbe voluto essere con noi e non ha potuto. Luigi avrebbe dovuto scrivere il capitolo sulla magistrata, che doveva chiamarsi Claudia Martelli, poi è diventata Antonia Monanni in omaggio a un personaggio di Bernardi (e il suo capitolo è stato scritto da Luigi De Pascalis). Di Bernardi c’è anche un (riuscitissimo) cameo nel racconto di Nicola Verde.
Il romanzo è stato presentato a Roma in aprile (nella foto sopra, da sinistra verso destra: l’editore Del Vecchio, Luigi De Pascalis e Nicola Verde).
Alla fine del volume, “istruzioni per l’uso” a cura dell’editore.
Lettura molto piacevole.