Le gialle di Valerio/6: Antonio Manzini

non è stagioneAosta. Maggio 2014. Il Vicequestore Rocco Schiavone era nato a Trastevere nel 1966, entrato in polizia ateo e manesco, facile alla corruzione e all’investigazione, a donne e canne. La moglie Marina è morta da sei anni e lui ancora ci parla. Lo hanno trasferito in montagna per indisciplina. Naso a punta, occhi penetranti, alto e possente, gira sempre e solo con Clarks (già 10 paia), Loden, Volvo, pesante inflessione romanesca, sarcasmo e ottimo intuito investigativo. Lo troviamo a letto con Anna, ancor più bella dell’amica Nora. In ufficio lo avvisano di un incidente, due su un furgone sono capottati e morti sulla statale di notte, non sembra un suo caso, se non fosse per la targa rubata. E per la segreta sparizione della ricca studentessa Chiara Berguet. Storie di crimini vari s’intrecciano e, dal passato, qualcuno vuole vendicarsi di lui. Comincia a nevicare, il caso non sempre aiuterà gli amici e le amiche.
Ottimo anche il terzo romanzo seriale dell’attore regista sceneggiatore romano 51enne Antonio Manzini (Non è stagione, Sellerio 2015, pag. 319 euro 14), in terza quasi fissa (anche sulla rapita e su animali), in prima il dialogo del vedovo.

(recensione di Valerio Calzolaio)

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