Le gialle di Valerio/25: Pandiani

più sporco della neveEnrico Pandiani
Più sporco della neve
Rizzoli 2015
Noir

Torino. Il nevoso inverno scorso. Zara Zarina Bosdaves e François Fanfan Kenguela si amano. Lei è alta e bionda, snella e avvenente, quasi 40enne; dopo un ventennio in polizia nel Nordest ora fa da “private eye”, ottime tecniche di aikido e di scasso; la figlia Valia studia a Londra, il padre anziano ex antiquario Angiolo vive al piano di sopra della casetta che hanno acquistato. Lui è un marcantonio nero, africano colto e intelligente, a lungo ha vissuto a Parigi ai bordi dell’illegalità, ora gestisce il bel locale Cosmopolite (comprato con euro Bosdaves). Vengono risucchiati da parallele vicende pericolose e vanno in crisi. Zara rischia la vita per salvare la ricca bella antiquaria Anna Baldini dall’uxoricidio; poi la cliente la indirizza verso un altro incarico: la scomparsa di un trafficone che forse ha avuto fra le mani qualcosa di prezioso; i pericoli aumentano. François cerca di aiutare un vecchio amico algerino a ostacolare un giro di permessi di soggiorno falsi (a 3000 euro ciascuno, corruzione inclusa) dopo che una loro conoscente è stata massacrata, deve ricominciare a giocare col fuoco.

Enrico Pandiani ha via via affinato un originale stile noir e torna con la sua fortunata protagonista, l’investigatrice privata trasferita nella capitale piemontese alla guida di una iQ, sempre affamata di Pinguini. Linda copertina con alberi del Monginevro, poco di genere. Il titolo fa riferimento agli incontri nei due casi, gente sporca, come il personaggio che più colpisce, il truce e apatico torturatore Remo: fa continui videogiochi sul Nintendo e riflette solo sull’essere messo a terra. Risulta più simpatico il drone sballottato che usa Pietro, collaboratore avvocato dell’agenzia. La narrazione è in terza varia, quasi fissa e alternata sulle due separate vicende degli innamorati, il sesso li aiuta, si fanno consolare. Emerge una notevole cultura del vino, sia per l’enoteca di Saluzzo (insegna del 1862), sia per le sontuose degustazioni (il Pelaverga del Castello di Verduno, oppure il Ghemme abbinato al rognone), pur se non mancano birra etiope e Vat 69. Zara ascolta soprattutto Mark Lanegan e Aimee Mann.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

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