“Cosa resta di noi” di Giampaolo Simi

cosa resta di noiNe ha già parlato (bene) Valerio Calzolaio, ma l’ultimo romanzo di Giampaolo Simi merita qualche rigo anche da parte mia.
Cosa resta di noi (Sellerio, 2015) è, finora, uno dei romanzi migliori usciti quest’anno.
La storia – senza voler svelare troppo – è quella di una coppia alle prese con una maternità ferocemente cercata e implacabilmente negata dalla Natura. Le conseguenze, unite a una sana dose di coincidenze, saranno tremende per i protagonisti. I protagonisti, appunto, sono un punto di forza del romanzo: una moglie terribilmente egoista, un marito ciecamente innamorato, una terza donna sfortunata.

Giampaolo Simi approda a Sellerio con un romanzo che potrebbe fare molta strada. Cosa resta di noi è un noir maturo, scanzonato, doloroso. Sullo sfondo di una Versilia invernale (cosa c’è di più triste del mare d’inverno e degli stabilimenti chiusi…?), colpita da un’improvvisa nevicata, si muovono personaggi complessi intrappolati in una vicenda che sfugge al loro controllo.
Il romanzo è dedicato a Luigi Bernardi, di cui sis ente ancora forte la mancanza.
C’è poi un aspetto a cui, invecchiando, presto sempre più attenzione. Giampaolo Simi è una gran brava persona. E questo, per me, inizia ad avere una certa importanza. Sono convinta che la buona letteratura, quella che restituisce la realtà attraverso un’analisi attenta e sensibile, sia frutto non solo di tecnica narrativa, ma anche di spessore umano. A imparare la tecnica sono buoni (quasi) tutti; a essere persone decenti oggi riescono in pochi. E Simi ci riesce.
Per questo, e perché ha scritto un gran bel romanzo, gli auguro il sucesso che merita.
E solo in virtù di questo gli perdono il seguente feroce dialogo tra il giovane bagnino Diego (prima voce) e Edo il Narratore (seconda voce) a proposito di Anna, la Terza Donna:

«Quanto avrà? Quarantadue… quarantatré? Ha la fede?»
«No. Ma come minimo ha nell’iPod tutta la discografia di Laura Pausini e ha prenotato una crociera autunnale per single. Me la vedo che balla sul tavolo alle cene fra amiche divorziate, deluse dagli uomini o in pre-menopausa. Sai che divertimento».

Salve, sono Alessandra, ho 43 anni, non ho la fede e non faccio niente di quanto scritto sopra. Capito, Giampaolo? 🙂

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