Le gialle di Valerio/41: Morozzi

lo specchio neroGianluca Morozzi
Lo specchio nero
Guanda, 2015
Giallo

Bologna. 7-15 luglio 2014. Il 43enne Walter Pioggia, molto alto e magro dall’aria stralunata, ha avuto infanzia e adolescenza pesanti e insostenibili, ne ha parlato e ancora ne parla ai quattro successivi psicanalisti. Nel 1996 scrisse un bel romanzo autobiografico di successo (“L’uovo del mondo”, poi riedito e divenuto anche atto unico teatrale), ora è un affermato abitudinario direttore editoriale ed editor: vive tra manoscritti da pubblicare (o meno) e libri editi da promuovere, molti i gialli e i noir. La sua piccola importante casa editrice è attentamente diretta dall’affascinante severa 70enne Jennifer, soprannominata Vedova Nera, americana trasferitasi in Italia per amore del colto e ricco Ruggero Bandini (marito ormai defunto). Una notte, non si capisce come, Walter si trova con un coltello insanguinato in mano, accanto al letto in cui giace una commessa 28enne sgozzata, dentro una stanza con la porta chiusa dall’interno, nella vasca del bagno cieco (porta chiusa dall’esterno) c’è un impiegato 35enne  accoltellato. Impossibile. Scappa, butta nel laghetto gli indizi, prova a riprendere la vita normale, ripensa al terribile passato, qualcuno lo marca stretto.

Il bolognese Gianluca Morozzi (1971) è autore vivace e prolifico, musicista, chitarrista e gran tifoso rossoblù. Copertina, incipit e spiegazioni finali non rendono bene la qualità del nuovo bel romanzo, grazie a uno stile divertente e scoppiettante è anche un competente notevole “divertissement” sul genere letterario e sul mondo dell’editoria. Alterna una terza persona quasi fissa sul presente e la prima che narra quel traumatico passato poi dato alle stampe, in corsivo raramente c’è il frustrato colpevole. Per amorevole invidiabile caso Isabel Gori, snella atletica abbronzata, occhi nocciola, zigomi alti, naso piccolo, seno generoso, ha scritto un bel libro su un’infanzia difficile, “Lo specchio nero”, con Virginia e gli Oltrenauti, per Walter significherà molto. Il titolo è un po’ il simbolo del genere giallo, testi disseminati di specchietti per le allodole. Innumerevoli sinossi e incipit di romanzi, da scartare ma significativi per la storia narrata. Musica soprattutto degli immortali antichi gruppi pop rock (anche i Genesis di “Nursery Cryme” del 1971).

(Articolo di Valerio Calzolaio)

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.