La Debicke e… L’inaspettata eredità dell’ispettore Chopra

L’inaspettata eredità dell’ispettore ChopraL’inaspettata eredità dell’ispettore Chopra
di Vaseem Khan
Newton Compton, 2016

Per poter parlare di questo divertente e singolare giallo che ha conquistato i lettori inglesi bisogna subito precisare che il palcoscenico che accoglie le quasi incredibili avventure del pensionando ispettore Chopra e del suo baby elefante Ganesha è Mumbai (fino al 1995, Bombay), capitale dello stato del Maharashtra che, con i suoi oltre dodici milioni di abitanti, è la città più popolosa dell’India e la prima al mondo come densità. Con la periferia di Navi Mumbai e Thane, forma un agglomerato urbano di ben 21 milioni di abitanti, il che la fa la quinta più popolosa area metropolitana del pianeta. E in più, Mumbai ha un porto che movimenta quasi la metà del traffico merci marittimo del paese.
Una città brulicante di persone e cose, dove la corruzione e la povertà dilagano, ma anche il mondo dell’integerrimo Ispettore Chopra, che abita in un bell’appartamento del 15° piano nel quartiere della Colonia della Forza Aerea in una zona bene di Mumbai, facendo ogni giorno la spola con la stazione di Polizia nella quale lavora da vent’anni. Però, quando per colpa di un infarto viene spinto ad anticipare la pensione e proprio durante il suo ultimo giorno di lavoro (che per lui è una mezza tragedia), la madre di un annegato attacca lui e la polizia, gridando che non si indagherà sulla morte del ragazzo perché era un poveraccio, Chopra affronta il caso a caldo. Scopre che è in via di archiviazione come incidente ma lui, poco convinto, prova a smuovere le acque. Vorrebbe scoprire la verità.
A sera, al suo ritorno a casa da privato cittadino, trova la sua adorata moglie Poppy, vera forza della natura, impegnata in un acceso scontro verbale con la prepotente portavoce del condominio. Il motivo a contendere tra le due donne è l’arrivo di Ganesha, un elefantino di otto mesi, un cucciolo tremante e dall’aria denutrita (circa 200 Kg comunque) appena recapitato come pacco dono per Chopra. Il piccolo pachiderma, eredità di suo zio Bansi, è accompagnato da una misteriosa lettera che recita: accogli Ganesha e prenditi cura di lui perché, oibò… «questo non è un elefante qualunque».
Parte di qui l’avventura dell’accoppiata vincente poliziotto – baby elefante (la prima perché pare che ce ne siano altre in arrivo). L’ispettore Chopra, visto che il suo successore alla stazione di polizia ha chiuso il caso del giovane annegato, si incaponisce e comincia investigare da solo, ma contemporaneamente deve anche occuparsi di Ganesha che, sconsolato, rifiuta di mangiare e deperisce.
Chopra lo salverà dalla furia devastatrice del monsone, creando tra loro un indissolubile legame e in seguito, quando con le sue indagini si caccerà nei guai, sarà proprio l’elefantino a correre da lui per aiutarlo a sfuggire alla morte e a scoprire la verità.
Descrizioni straordinarie che ci portano a vivere e a muoverci, neppure fossimo degli habitués, nella fantasmagorica megalopoli indiana. Immagini di bellezza e di serenità, si contrappongono fortemente a un mondo marcio, disposto a tutto, anche a commettere atroci disumanità contro i bambini, dove nessuno e nulla appaiono immuni dalla corruzione.
Ben calibrata la presentazione corale dei diversi personaggi, ciascuno con le sue peculiari caratteristiche di umanità variegata e variopinta.
Appuntamento allora al secondo romanzo di Vaseem Khan per leggere della nuova vita e delle nuove avventure dell’ispettore Chopra & company, per assaggiare i piatti del ristorante “da Poppy” e per vedere all’opera l’agenzia investigativa “Baby Ganesh”! Avremo in tasca delle tavolette di cioccolato al latte, Cadbury Dairy Milk, dato che potrebbero farci comodo. E per un mondo che parla di reincarnazione, ci chiederemo anche: chi era Ganesha?

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