La Debicke e… Ieri ha chiamato Claire Moren

ieri-ha-chiamato-claire-morenIeri ha chiamato Claire Moren
di Giuseppe Aloe
Perrone, 2016

Una trama gialla, volta a smascherare l’atroce trappola che ha incastrato e imprigionato per diciassette anni l’innocente protagonista della storia per un delitto mai commesso. Un buonismo colpevole, una difesa che faceva acqua da tutte le parti e che ignorava le sincere e disperate dichiarazioni d’innocenza dell’accusato.
Tutta la storia, tenue ma coinvolgente, si regge quasi in un magico equilibrio sul filo del rasoio, dove quella che poi sarebbe la verità fa capolino dalle prime pagine, velata artatamente, nell’interessante e peculiare opera di Giuseppe Aloe. Opera scritta in prima persona, anche i dialoghi con brevi frasi e punteggiatura minimale con le considerazioni, i soliloqui del protagonista che ingannano, tessono l’intreccio, trascinano e intrigano il lettore.
Le vicende di un quasi nessuno oggi, un tempo scrittore di successo in rampa di lancio per arrivare sempre più in alto, crescono e s’ingigantiscono durante la narrazione rivelando pian piano le sensazioni, le angosce e i dubbi e soprattutto i ricordi legati alle disgrazie di questo nuovo colui che si confida alla disperata ricerca di se stesso e della sua vera verità.
La morta, la bella, l’amorale e ambigua donna uccisa, colei per la quale nutriva una immensa e quasi insana passione ma che aveva deciso di troncare il loro rapporto e che gli aveva solo accordato un ultimo amplesso in un motel, fu ritrovata strangolata dopo il loro appuntamento. Tutti gli indizi, anzi le prove, erano contro di lui, e lo condannarono implacabilmente a diciassette interminabili anni di carcere.
Alla fine della pena, fugge dalla metropoli e si rifugia su un’isoletta di un arcipelago (dato il contesto del romanzo e l’uso di cognomi anglosassoni, siamo negli States, parrebbe una delle tante sul Long Island Sound, braccio di mare compreso tra le coste del Connecticut e del New York State). Un’isoletta luogo di vacanze estive dove, data la sua totale innocenza, il nostro uomo comincerà a ripercorrere e ricostruire la sua storia giudiziaria. Suo pilastro e determinante sostegno in questa indagine che mira a una voluta rinascita morale sarà un vecchio signore, suo vicino di casa sull’isola, che sta braccando da anni un criminale nazista.
Struttura da giallo classico, con delitto passionale, un presunto colpevole e le successive indagini chiarificatrici. Una storia semplice ma resa senz’altro più interessante dal point of view del protagonista in presa diretta con il suo lettore
Esperimento, riuscito a mio vedere e molto interessante da assaporare, andando avanti quasi senza respiro fino alla fine.

Giuseppe Aloe nasce a Cosenza nel 1962. Lavora con il professore Franco Cordero, presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Sempre a Roma fonda il circolo culturale de I Barbitonsori, da questa esperienza esce il volume Libromastro. Pubblica insieme a Cristiano Spila il libro di racconti Geographyca – due storie siciliane. Si trasferisce a Milano per lavoro. Nel 2005 pubblica, per la Giulio Perrone Editore, il volume di racconti Non pensare all’uomo nero…dormi. Sempre con la Giulio Perrone Editore ha pubblicato nel 2009 Non è successo niente, nel 2010 Lo splendore dei discorsi, nel 2011 La logica del desiderio, con il quale è stato finalista al Premio Strega 2012.

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