Autore Andrea Camilleri
Titolo La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta
Editore Sellerio
Anno 2016
Pagine 321
Prezzo 14 euro
Vigàta. 1862-1950. Chiariamolo, Vigàta si legge ma non si visita. È una città immaginaria siciliana, ispirata a Porto Empedocle (per il solo nome anche alla vicina Licata) nell’altrettanto immaginaria provincia di Montelusa (Agrigento), in cui sono ambientate le indagini del commissario Salvo Montalbano e altri romanzi o racconti storici di Andrea Camilleri, che in quel territorio nacque e si istruì.
Gli otto deliziosi racconti raccolti in La cappella di famiglia e altre storie di Vigàta sono stati scritti negli ultimi quindici anni, un paio già pubblicati in allegato alla rivista “Stilos” nel 2010, con il solito linguaggio inventato e mutevole e frequenti richiami a Pirandello (nelle cui novelle Agrigento talora diventava Montelusa). Il non uso dei toponimi reali ha varie motivazioni, una riguarda i crimini: Porto Empedocle ha diciottomila abitanti e “non può sostenere un numero eccessivo di delitti, manco fosse Chicago ai tempi del proibizionismo”. Eventi strani tanti, però!
(Recensione di Valerio Calzolaio)