Le gialle di Valerio/94: Arosio e Maimone

non-mi-dire-chi-seiErica Arosio e Giorgio Maimone
Non mi dire chi sei. Il caso Giuditta
Tea, 2016
Pagine 351
Noir storico

Milano e Vedano Olona (tre chiese, una stazione, un cimitero, una manciata di case). Primavera-autunno 1962. Marlon ha appena compiuto 42 anni, Greta sta per compierne 37. Si trovano a indagare su una bella ragazza scomparsa incappata in un intrigo epocale e son guai. Mario Longoni, ex partigiano, ex pugile e comunista ha maturato un gran fiuto di detective, ormai socio dell’avvocatessa penalista di successo. Greta Morandi, folti capelli rossi e lentiggini ovunque, intelligente affascinante colta, aveva un ricco padre fascista, mangia poco e gira in bicicletta. Vive un intenso amore con l’avventuriero giramondo Tom Dubini e si accompagna talora con il nobile sposato avvocato 35enne Stefano Solbiati, di pelo rosso e di padre destrorso anche lui. È Virginia Valsecchi, la contessa madre di Stefano, a voler ritrovare una certa Giuditta Broggi di Vedano Olona, una 21enne che lavorava a Milano da due anni come commessa in una merceria, sparita nel nulla da qualche settimana. Marlon parte per la provincia, Greta “scuficchia” un poco in città. Tracce ce ne son poche, sembra possa essere viva. Il fatto è che morti e crimini le girano intorno, c’è di mezzo la Triade, primi passi dell’operazione Stay-behind poi divenuta torbidamente nota come Gladio. Marlon si fa aiutare da vecchi e nuovi amici, rischia più volte la vita e non finisce lì.

Seconda storia di genere per il duo di giornalisti milanesi Erica Arosio (da “Gioia”) e Giorgio Maimone (dal “Sole 24 ore”), in terza al presente alternata sui due investigatori (in diretta i flussi di pensieri di lei), in prima e corsivo il diario di Giuditta, ogni tanto qualche dialogo fra i cattivi. Il titolo è connesso alle origini e alla personalità della scomparsa, sono meno scontate di quel che dicono. I sottofondi politico, storico e culturale sono descritti nei cruciali particolari. Ognuno degli oltre sessanta capitoli (a parte i brevi brani del diario) ha un verso di canzone circa dell’epoca, pur se Marlon preferisce il jazz di Dave Brubeck e di Miles Davis (sta arrivando pure Dylan). Greta e Stefano vanno spesso al cinema prima che a letto. In via Cerva poi la radio è sempre accesa, imprescindibile l’appuntamento con “Anacleto, il gasista” di Franco Parenti. E, soprattutto, aleggia l’attivismo energetico di Enrico Mattei, fino al tragico epilogo con i servizi protagonisti. Un vino schietto e sincero non manca mai, quello del contadino, uno Spanna del 1958, il Chianti, il Raboso e via degustando. Segnalo per Marlon (e non solo) l’impossibile abitudine alla bellezza, a pag. 83. E il compianto amico Mario Dondero, a pag. 138. Segnalo purtroppo altresì una pagina saltata, due 305 e nessuna 205.

(Articolo di Valerio Calzolaio)

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