Il Maestro delle Ombre di Donato Carrisi

il-maestro-delle-ombreDonato Carrisi
Il Maestro delle Ombre
Longanesi, 2016

Roma, in un momento imprecisato. Il maltempo ha danneggiato una centrale elettrica creando un sovraccarico sulle altre. È necessario programmare un blackout d’emergenza di 24 ore per risolvere il guasto. Niente luce, niente telefoni. Le forze dell’ordine sono allertate: in quelle 24 ore di blackout, di totale isolamento dal mondo, può accadere di tutto. L’ispettore Vitali, a capo dell’ufficio statistiche su crimine e criminalità, deve monitorare la situazione dalla sala dell’unità di crisi della Polizia. Qua viene portata la fotorilevatrice Sandra Vega: sebbene ormai presti servizio all’ufficio passaporti, la poliziotta è considerata ancora la migliore, l’unica a cui possa essere chiesto di analizzare il video di un efferato omicidio rinvenuto in un cellulare smarrito – o forse appositamente abbandonato – in un taxi. Ma è veramente questo, il motivo per chiamare in servizio Sandra? Fermare un serial killer violento?
Nel frattempo Marcus (già visto in Il Tribunale delle Anime, nel 2011), dopo essersi liberato da una trappola mortale, riceve un incarico: il vescovo Gorda è morto, nel suo appartamente in Vaticano, in modo “sconveniente”; a Marcus tocca fare pulizia sulla scena del decesso per fugare le ombre che intaccherebbero la memoria dell’alto prelato. Ma sulla scena Marcus rinviene degli elementi che lo inducono a pensare che il prelato possa essere stato ucciso dallo stesso uomo che ha tentato di intrappolare Marcus. Al centro la scomparsa di un bambino: Tobia Frai.

Partendo da uno spunto visto al cinema (nella trilogia La notte del giudizio: cercatela, bello soprattutto il primo episodio), la situazione di pericoloso isolamento, di buio tecnologico in cui “tutto può accadere” fa da scenario all’ultimo, brillante thriller di Donato Carrisi. Col ritorno di Marcus, il penitenziere tormentato, e di Sandra, la poliziotta triste. Dalle 7.41 del giorno X alla stessa ora dell’indomani, Roma sfida la bolla di Papa Leone X, che prescrisse che la Città Eterna non dovesse «ma mai mai» rimanere al buio. Provvidenziale, ai fini della trama, l’amnesia di Marcus, che costringe il penitenziere a indagare su indizi che lui stesso ha disseminato, senza sapere come e perché: anche qui il richiamo cinematografico immediato è al celebre Memento di Chris Nolan. Dal canto suo, Sandra è costretta a rivedere la sua visione del mondo e a cambiare alleanze in corsa. E poi… niente, non si può aggiungere altro senza togliere piacere alla lettura.

Buone feste!

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