La Debicke e… I segreti tecnologici degli antichi Romani

I segreti tecnologici degli antichi romani
di Giulia Fiore Coltellacci
Newton Compton 2016

Mi piace questo secondo incontro con Giulia Fiore Coltellacci dopo I libri ci aiutano a vivere felici.
Per cominciare ho apprezzato l’argomento che ha affrontato e trattato con humour (da lei non mi aspettavo altro) ma anche con sapiente analisi di costume che va a fondo come l’accuminata punta di un pugnale.
La sua indagine sulla maggior parte degli antichi usi e costumi dei romani ci dimostra che a ben vedere non avrebbero potuto essere più attuali e che tutto ciò che al mondo d’oggi ci sembra moderno e innovativo, o magari tecnologicamente à la page, esisteva già quando Roma, nata come villaggio di pastori sulle rive del Tevere, riuscì nell’impresa di trasformarsi prima in florida repubblica, poi in un immenso impero, dilagante in Asia e Africa, una longeva potenza in grado di regalare alla Città Eterna il nome di “caput mundi”.
Giulia Fiore Coltellacci, servendosi di cronache e di aneddoti con il suo brillante I segreti tecnologici degli antichi romani, ci dimostra quanto il “sistema Roma” sia ancora vivo e applicato giornalmente nella società contemporanea.
E lo fa, pagina dopo pagina, usando come dotto filo conduttore la tecnologia (dal greco tékne-loghia) che da sempre accompagna la vita dell’uomo. Sappiamo che se il suo primario significato era “discorso (o ragionamento) sull’arte” nella sua accezione antica, indicava soprattutto il “saper fare”, ovvero saper trovare soluzioni tecniche per migliorare le condizioni di vita della collettività.
Proprio questa eccezionale e duttile capacità sarebbe stata la chiave del grande successo di Roma. Pensiamo alle loro “viae” tuttora esistenti e paragonabili a moderne autostrade, a temi come il mercato globale allargato dai romani a ogni nuovo paese conquistato, al loro cosmopolitismo, al Foro, inteso sia come centro della vita politica che come luogo di “struscio” cittadino per incontri e affari di ogni genere e alle loro civilissime terme, forse migliori delle attuali Spa e gratuite per tutti. Poi i tanti esempi di coerente emancipazione femminile, donne che scesero in piazza per difendere i loro diritti umani ed economici, talvolta in veste di capi famiglia o magari di imprenditrici. Il più esilarante e stuzzicante fu la loro rivolta a seguito della promulgazione da parte di Augusto (con la zampino di Livia è evidente), per controllare il crescente malcostume delle dame di alto lignaggio, della Lex Julia de adulteris coercendis. Questa legge considerava il tradimento di una donna alla stregua di un pubblico reato e condannava le manifeste adultere a un forzato esilio su un isola deserta e inospitale. Dalla punizione erano esentate le prostitute e le pubbliche concubine. Ma voila! Fatta la legge trovato l’inganno. Le matrone si recarono in massa a iscriversi al registro delle prostitute (che pagavano regolarmente le tasse sui loro lauti guadagni). L’unica soluzione fu promulgare un’altra legge per vietare alle “signore” dell’upper class di farlo.
Passiamo ad altro gossip. L’attuale esaltazione e messa in trono degli chef è paragonabile solo alla fama degli “stellati” cuochi romani che coltivavano una raffinata cultura del cibo. E poi lo star system, rappresentato sia dalla sfrontata pubblica esibizione di smodate ricchezze che dagli spettacoli offerti dagli aurighi che correvano nel Circo e dai gladiatori che combattendo guadagnavano sesterzi a palate. Spettacolo, spettacolo e tanta sete di sangue. Orrore? Forse ma non tanto diverso da quanto gli attuali mezzi di comunicazioni portano a ogni ora nelle nostre case. Per non parlare della corruzione dilagante dappertutto e che coinvolgeva anche le “insulae”, i fatiscenti e spesso pericolanti grattacieli di allora (condomini a buon mercato destinati alla plebe), perché vivere a Roma aveva raggiunto costi proibitivi.
Capitolo dopo capitolo l’autrice svela le storie, le indiscrezioni e gli aneddoti di un popolo dalla mentalità aperta, pragmatica, lungimirante e moralmente disinibita ormai compenetrata nel moderno DNA.
Curiosando sul sistema di vita dei romani, che hanno saputo governare per secoli il resto del mondo, su come hanno progettato le loro città, gestito l’Impero e organizzato il tempo libero, ci rendiamo conto che il modo di vivere e operare di gran parte della contemporanea società non è altro che una moderna trasposizione di quello di allora. E quindi non ci sarebbe certo da meravigliarsi se S.P.Q.R. finisse col significare: “sono pragmatici questi romani”…
Secondo Giulia Fiore Coltellacci, il libro rappresenta un originale viaggio nel passato che è, allo stesso tempo, un ritorno al presente e con chissà? Tanti possibili suggerimenti per un futuro? Di questi tempi potrebbe fare a tutti un gran comodo.

Giulia Fiore Coltellacci È nata a Roma nel 1982. È giornalista e ha collaborato con la RAI scrivendo e conducendo trasmissioni radiofoniche dedicate alla cultura. Ha pubblicato Rome sweet Rome. Roma è come un millefoglie e, per la Newton Compton, 365 giornate indimenticabili da vivere a Roma, I libri che ci aiutano a vivere felici e I segreti tecnologici degli antichi romani.

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