La figlia del mercante di seta
di Dinah Jefferies
Newton Compton, 2017
Dall’autrice del bestseller Il profumo delle foglie di tè, un romanzo con un’accurata ricostruzione storica ambientato nel Vietnam francese degli anni ’50. In quegli anni il Vietnam o, come si chiamava allora, l’Indocina, era vittima di una lotta tra la Francia, determinata a mantenere le sue ricche colonie, e i Vietminh che volevano l’indipendenza. La Francia definì la colonizzazione dell’Indocina “una missione civilizzatrice”. Come la Gran Bretagna e altri imperi coloniali, costruì scuole, ospedali e strade, però dietro le migliori intenzioni il colonialismo si è dimostrato solo una questione di profitto.
Nel 1952 i francesi cercavano invano di nascondere i primi sanguinosi attentati dei Vietminh, indottrinati e sostenuti dai Sovietici e dai cinesi.
Nicole, figlia di Duval, ricco e stimato commerciante francese, è “La figlia del mercante di seta”: per metà vientnamita e per metà francese, non ha avuto un’infanzia facile. Amata veramente solo dalla cuoca francese di casa, è cresciuta insicura, amareggiata dal disinteresse che suo padre e Sylvia, la bionda e bella sorella maggiore, provano per lei e dalla disapprovazione che ostentano nei suoi confronti a ogni piccola mancanza. Sua madre è morta nel darla alla luce, straziata dal dolore e abbandonata in una pozza di sangue. È forse questo il motivo che condanna Nicole ad essere il cigno nero della famiglia? A provare un ingiusto senso di colpa, a essere dilaniata dalle spaventose emozioni che una ragazza di sangue misto doveva affrontare in quei momenti?
Nicole vive all’ombra della bella e sfrontata sorella maggiore, Sylvie.
Durante il ricevimento in giardino, organizzato per festeggiare i suoi diciotto anni, conosce Mark, un amico americano di sua sorella. Biondo, alto, con le spalle larghe e meravigliosi occhi blu. Mark è molto gentile… Per Nicole è il classico colpo di fulmine. Ḕ l’uomo dei suoi sogni. Ma cosa c’è tra lui e Sylvie? E poi Mark non è solo un mercante di seta, come credeva. Ḕ legato ai servizi segreti americani e si trova in Indocina per seguire l’evolversi della situazione…
Pochi giorni dopo, quando Duval decide di affidare a Sylvie le redini degli affari di famiglia, legati al commercio della seta, a Nicole non resta che accontentarsi della gestione del vecchio negozio nell’antico quartiere vietnamita di Hanoi. Quella zona tuttavia è anche un pericoloso covo di militanti Vietminh ribelli pronti a tutto per porre fine alla dominazione francese, persino a uccidere o tradire i propri cari. In questo clima sempre più teso e difficile da sopportare, Nicole sarà costretta ad aprire gli occhi. L’antico rione di Hanoi è ben diverso dall’idilliaco quartiere fatto di belle ville coloniali dove vive suo padre. Nicole, tramite Trân, un universitario ribelle, avrà modo di scoprire la corruzione, l’inganno e il dolore su cui si regge il sistema coloniale francese e si renderà conto che anche Mark, suo padre e sua sorella sono direttamente coinvolti nella sanguinaria politica del paese. A quel punto, nonostante sia innamorata di Mark, crede di intravedere una via di fuga da una vita che non ha scelto e da una cultura a cui non sente più di appartenere. Ma in un Paese dilaniato dai contrasti, è difficile per Nicole fare la scelta giusta e capire di chi potersi veramente fidare …
Una storia complicata che è un po’ sfuggita di mano all’autrice, che esaspera certe situazioni emotive comportamentali, un po’ da telenovela. La figlia del mercante di seta infatti pare contemporaneamente una spy story romantica, ma anche un romanzo costruito sulla rivalità tra sorelle, sull’incosciente e dolorosa aberrazione di una certa follia, sui tanti segreti da tenere nascosti e sull’amore sincero che riesce a sfidare la sorte, a cui fa da sfondo, ed è forse la parte più indovinata, l’ambientazione esotica di un Vietnam ancora ebbro di sensazioni, colori e meravigliosi sapori dell’età del colonialismo.