Le case del malcontento (Le brevi di Valerio 212)

Sacha Naspini
Le case del malcontento
Edizioni E/O, 2018

Entroterra maremmano, Le Case. Lenti decenni contemporanei. È un borgo millenario, piccolo, scavato nella roccia, una ventina di case a destra e sinistra della via di mezzo, tra la Piazza del mercato e la Torre dell’Orologio, una chiesa, un paio di bar, una bottega, la tabaccheria, l’albergo. Una 25ina degli uomini e donne che vi vivono si trovano a raccontare (ciascuno in prima persona) parte di sé e degli altri, solo Adele Centini più volte, nata nel 1941, padre sparito nella campagna di Grecia, radiosa e bellissima, prima illibata fidanzata del vecchio vedovo possidente colonnello Isastia (il sesso si scopre con l’autista), dopo “vedova”. Ma è terra di scosse terremoti, geomorfologici ed emotivi. Una svolta per tutti avviene con il ritorno del bel Samuele Radi, che vi era nato e cresciuto, per poi fuggire. Trame, segreti, disgrazie, disastri, amori, crimini si accavallano e intrecciano in tutte Le case del malcontento, nuovo bel romanzo corale di Sacha Naspini (Grosseto, 1976).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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