La Debicke e… Vendetta a Venezia

Philip Gwynne Jones
Vendetta a Venezia
Newton Compton, 2018

Secondo godibile romanzo di Philip Gwynne Jones, già autore del thriller lagunare Il ponte dei delitti con lo stesso protagonista: Nathan Sutherland, console onorario britannico a Venezia, un po’ imbranato e con tanti, troppi problemi a cui pensare. Impegnato a risolvere i guai dei connazionali in viaggio, a portare avanti il lavoro di traduttore (che gli dà da vivere e lo costringe a confrontarsi con testi di ogni tipo) e a contenere le bizzarrie del suo gatto viziato e poco socievole, che stavolta si rivelerà essenziale. Ah, dimenticavo… deve anche decidersi a mettere ordine nella sua personale situazione affettiva. Non ci sono grandi vantaggi ad essere Console Onorario Inglese a Venezia, di solito si è afflitti soprattutto da impegni burocratici e seccature, ma almeno la carica gli dà il diritto di avere il pass per il Festival della Biennale e l’invito al vernissage che precede l’apertura ufficiale dell’esposizione nel Padiglione Britannico. Un evento artistico che vede anche la presenza dell’Ambasciatore, arrivato apposta da Roma. Dovrebbe essere l’occasione per una piacevole giornata a base di vino e intelligenti conversazioni con esponenti di livello del mondo dell’arte: artisti, giornalisti e critici. La cornice è impregnata di magia, il cielo è limpido, il sole splende sulla laguna, il clima veneziano a maggio appena tiepido. Superata con il pass Vip la folla che si assiepa all’ingresso, Nathan Sutherland raggiunge il padiglione ma là, dopo il breve discorso di benvenuto di Paul Considine, l’artista che quest’anno rappresenta il suo paese, quando gli invitati cominciano a inoltrarsi all’interno del padiglione, un’unica enorme stanza concepita tutta in vetro, sarà testimone di quello che sembra un tragico e mortale incidente. Un critico, di pessimo carattere ma di fama mondiale, viene decapitato dal cedimento di una ringhiera dell’installazione. Un terribile incidente, fino a quando la polizia trova, nella tasca della giacca della vittima, una cartolina con la splendida opera di Artemisia Gentileschi: Juditha triumphans devicta Holofernis barbarie (Giuditta che decapita Oloferne). Che si tratti di una coincidenza? Ma questa cartolina sarà solo la prima di una serie. In poco tempo, infatti, arriveranno altre cartoline con risultati letali. La morte di Marat di David, Il trionfo della morte del Dorè e il Martirio di San Sebastiano del Mantegna. Uno dopo l’altro i cadaveri si accumulano.
Nathan Sutherland si dà da fare, indaga e benché Vanni, l’amico della polizia, gli abbia chiesto di stare tranquillo, si ritrova sempre più vicino alla verità, ma anche pericolosamente implicato dall’assassino. Quando anche lui riceve un’immagine della Morte con una falce, non gli resta che buttarsi in una disperata corsa contro il tempo tra calli, campielli, vaporetti veneziani (descritta talmente bene che si può quasi immaginarne la mappa!) per fermare il killer e salvare la propria vita.

Non è stata una sorpresa venire a sapere che Philip Gwynne Jones vive a Venezia, da lui descritta con amore e in modo superbo anche nel suo secondo romanzo. Certo, una città afflitta da tanti problemi, come l’umidità e l’acqua alta, ricca di palazzi che avrebbero bisogno di essere ristrutturati, invasa da turisti che vengono da tutto il mondo per vederla e non la vedono affatto, e piena di opere d’arte, di chiese, di capolavori. L’arte e l’architettura impreziosiscono la trama, mettendo in scena una serie di coreografici ma spaventosi delitti, sullo sfondo della più bella città del mondo. La tensione lievita pagina dopo pagina trascinando il lettore al punto da far pensare che a suo modo l’omicidio possa diventare una forma d’arte. Insomma un thriller venato di sottile humour inglese. Una lettura piacevole e coinvolgente che sarebbe da accompagnare con il prosecco e i cicchetti.

Philip Gwynne Jones è nato nel sud del Galles nel 1966. Ha vissuto e lavorato in tutta Europa prima di stabilirsi in Scozia negli anni ‘90. Lavorava nel dipartimento IT di una grande banca scozzese durante la crisi finanziaria globale. Era a un bivio: poteva voltare pagina e cambiare vita. Philip e sua moglie Caroline lasciarono il lavoro, vendettero l’appartamento e si trasferirono a Venezia in cerca di un futuro migliore e più semplice. Più semplice? Forse. Comunque ora Philip lavora come insegnante, scrittore e traduttore e vive a Venezia con sua moglie. Ama la cucina, l’arte, la musica classica e l’opera.

 

2 thoughts on “La Debicke e… Vendetta a Venezia

  1. Come di consueto, Patrizia Debicke, scrittrice affascinante lei stessa, ci lascia una traccia piena di ..tentazioni suggestive e assolutamente invincibili dei romanzi che commenta sulle eccellenti pagine del suo Blog around the corner.
    Grazie ai consigli di questo utile servizio di critica, leggo sempre degli ottimi libri e ..faccio dei regali a ragion veduta.
    Grazie a Patrizia, sempre, e a tutti voi del Blog
    L S B

    Like

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.