L’ovale storto (Le brevi di Valerio 301)

Matthias Canapini
L’ovale storto. Ritratto poetico del rugby inclusivo
Aras Fano, 2019

Campi da rugby. 2016-2018. Il rugby si gioca con una palla ovale, la leggenda dice che lo inventarono gli inglesi nel 1823. In genere competono due squadre con 15 elementi, muovendola di mano e di piede, con regole specifiche su cosa si può fare e dove si può stare rispetto a compagni e avversari nelle varie fasi distribuite in due tempi di 40 minuti ciascuno. Attraverso il bel diario L’ovale storto il viaggiatore lento Matthias Canapini (Fano, 1992) ha realizzato l’interessante progetto culturale “Rugby e rivoluzione. Il giro dell’Italia ovale in 80 treni”: con taccuino, macchina fotografica e memoria di giocatore agricoltore racconta, disabilità, malattie mentali, carceri, immigrazione, periferie e un pizzico di politica tramite i luoghi dove concittadini praticano rugby, mai soli, mostrando le capacità propedeutiche e inclusive della palla ovale. La narrazione è piena di storie belle e dati significativi, non manualistica (casomai a fondo pagina qualche breve nota informativa).

(Recensione di Valerio Calzolaio)

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