La Debicke e… L’umanità in pericolo

Fred Vargas
L’umanità in pericolo. Facciamo qualcosa subito
Einaudi, 2020

L’umanità è in pericolo. “Ma ora basta, cambiamo rotta” è lo straziante grido di allarme diretto a noi tutti per salvare il pianeta. È il titolo e poi il contenuto dell’ultimo libro di Fred Vargas, famosa nel mondo intero per i romanzi polizieschi. Ma questa famosa autrice è anche laureata in archeozoologia e ha lungamente lavorato come ricercatrice presso il CNR.
Dieci anni fa Fred Vargas aveva scritto un breve testo sull’ecologia del globo, un manifesto di denuncia che era diventato un simbolo per i paladini del settore. Alcune frasi di questo testo/manifesto erano state stampate su magliette in Cina e in Brasile, era stato portato in teatro e figurava persino su Facebook. Ciò nondimeno due anni fa, quando Vargas sente dire che il suo manifesto ormai vecchio di dieci anni verrà letto da Charlotte Gainsbourg durante l’inaugurazione della COP 24 (la Conferenza delle parti sul clima) del dicembre 2018, decide seduta stante che è giunta l’ora di riprendere in mano la faccenda e dedicare un libro vero e proprio alla denuncia dei pericoli che affliggono l’umanità. Pericoli che si rivelano peggio delle calamità annunciate da Mosè al Faraone. In questo saggio, tagliente come l’acciaio di una lama di Cordova, la Vargas riporta puntualmente la serie di crimini commessi contro l’integrità del pianeta. Comincia con la descrizione dall’emissione dei gas dovuti all’effetto serra, incontrollabili, in perpetuo aumento e responsabili del riscaldamento globale (di oggi il dato che la temperatura registrata all’osservatorio astronomico del Polo Sud ha toccato i 18°!). Continua descrivendo il progressivo esaurimento delle risorse naturali, la penuria di acqua, la barbara e incontrollabile deforestazione dell’America del Sud per poi elencare le molteplici cause delle attuali deplorevoli condizioni del nostro pianeta, prospettando ciò che accadrà nei prossimi venticinque anni se non facciamo qualcosa per porvi rimedio.
Già nelle prime pagine traccia un abisso divisorio tra Loro, i governanti e gli industriali miliardari che governano le multinazionali, le élite politiche e finanziarie e Noi, la gente normale, i miliardi di persone diverse e pensanti ma accusa sia Loro che Noi di aver messo la testa sotto la sabbia come gli struzzi per non vedere la realtà. La conclusione è negativa e fa paura: senza una drastica riduzione delle emissioni di CO2, prima del 2100 fino al 75% degli abitanti del pianeta potrebbe essere annientata da ondate di calore. E tuttavia Vargas, invece di rinunciare, ci ingiunge di lottare, di batterci con tutte le nostre idee e forze contro questa deriva per cominciare subito a cambiare qualcosa.
Indispensabile intanto adottare misure per controllare il fenomeno, evidenziando però anche gli effetti secondari, magari anche scomodi. Per spiegare meglio, propone azioni tese a ridurre gli eccessi della speculazione agroalimentare intensiva (fra le principali cause di penuria d’acqua, di deforestazione, eccetera). Offre consigli facili da seguire: tornare a consumare solo frutta e verdura di stagione, controllare gli eccessi del riscaldamento e dell’aria condizionata, utilizzare meglio le macchine (lavatrice e lavastoviglie), mangiare meno carne, bere l’acqua del rubinetto al posto della minerale e comprare solo gli abiti necessari. Ridurre gli eccessi nell’utilizzo della tecnologia elettronica che provoca la stessa quantità di gas dell’aviazione. Basta con la plastica e dunque niente sacchetti, imballaggi, utensili non indispensabili, basta con i mozziconi per strada e tante altre raccomandazioni in ogni campo… Insomma dovremmo trasformarci in consumatori in grado di saper dire no. Realista e smaliziata, Fred Vargas sa bene che il suo saggio è solo una goccia, incapace di scalfire l’incredula e addormentata corazza di milioni di persone tanto da portarle a cambiare drasticamente il loro modo di vita, ma spera di riuscirci anche attraverso il continuo e incontrollabile flusso di informazione sul web. Cambiare è necessario. Bisogna modificare la nostra dieta, ridurre drasticamente la produzione di rifiuti e passare quanto prima all’energia pulita. Solo lavorando tutti insieme, riflettendo e cercando, giorno dopo giorno, nuove soluzioni, l’umanità forse è ancora in tempo per salvare sé stessa e il pianeta. Sulla scia di Greta la giovane idealista svedese, Noi altri, tutti la gente comune, dobbiamo provare a farlo. A cominciare da adesso.

Fred Vargas è uno pseudonimo. L’autrice ha deciso di adottarlo in omaggio alla sorella gemella Jo, una pittrice che nelle sue opere si firma appunto Vargas (Vargas è il cognome del personaggio interpretato da Ava Gardner nel film La contessa scalza). È figlia di una chimica e di un surrealista. È ricercatrice di archeozoologia presso il Centro nazionale francese per le ricerche scientifiche (Cnrs), ed è specializzata in medievistica. Per cinque anni ha lavorato sui meccanismi di trasmissione della peste dagli animali all’uomo. Scrive ogni suo romanzo in ventuno giorni, durante il periodo di vacanza che si concede ogni anno. Rivede poi il testo per tre o quattro mesi, con il suo editor privilegiato: la sorella Jo. Scrive dall’85. Dal ’92 ha pubblicato quasi un libro l’anno. È tradotta in 22 lingue ed è considerata l’anti-Patricia Cornwell.

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