La Debicke e… 1794

Niklas Natt och Dag
1794
Einaudi,
Traduzione di G. Diverio, B. Fagnoni e S. Forlani

1794 di Niklas Natt och Dag è il secondo romanzo storico-poliziesco con protagonista Jean Michel Cardell, detto Mickel, veterano della guerra russo-svedese, gigantesco e ruvido ex marinaio che ha perso un braccio nella battaglia di Svensksund e l’ha sostituito con una protesi di legno. 1794, romanzo aspro, difficile e molto più amaro del precedente, è suddiviso in quattro stagioni: inverno, estate , primavera e autunno, secondo i diversi fatti, tempi e punti di vista legati a Cardell stesso, ai suoi collaboratori o protetti e agli altri numerosi personaggi che affollano le oltre cinquecento pagine della corposa trama. Il vento della rivoluzione soffia impetuoso verso la monarchie del Nord. Non sono ancora passati due anni dalla morte di re Gustavo III, colpito a tradimento in un attentato che inneggiava al tirannicidio, al Teatro Reale di Stoccolma dove il 16 marzo 1792 si era recato per prendere parte al ballo in maschera. La Svezia, dopo la morte del sovrano, è mano all’imbelle fratello e reggente Carlo di Södermanland, per conto del nipote quattordicenne Gustavo IV, ma in pratica governata dal barone Reuterholm. Con la recente guerra contro la Russia la nazione è sprofondata in una situazione di estrema povertà e insicurezza di cui soffre soprattutto la popolazione. Nelle taverne e nei crocicchi, tuttavia, si mormora che tutto stia per cambiare. Il generale Armfelt, finlandese, fedele amico del re deceduto, pare che si stia apprestando a tornare dall’esilio e intraprendere una rivalsa sui suoi avversari. E Magdalena Rudenschöld è sulla bocca di tutti. Era l’amante di Armfelt, ma gli è rimasta fedele e ha iniziato a cercare alleanze tra i gustaviani. È stata arrestata per la cospirazione contro la reggenza ed è rinchiusa in prigione a Kungshuset, condannata per alto tradimento, ma…
Il possente sbirro Jean Michel Cardell, che non si è ancora ripreso dalla recente perdita del suo aiutante e amico Cecil Winge, minato dalla tubercolosi, vivacchia in qualche modo con il magro stipendio di guardia civica e cerca di lenire il dolore con alcol e risse da taverna. Sarà a lui che la signora Colling, una dignitosa contadina mandata dal segretario Blom del servizio civico, andrà a chiedere aiuto per risolvere l’omicidio di sua figlia Linnea. Della sua morte sono stati accusati i lupi, che l’avrebbero assalita e sbranata durante una passeggiata notturna nel bosco. Ma il cadavere era orribilmente martoriato e il marito è scomparso. Voci della zona parlano di barbaro omicidio. Dicono che, durante la prima notte di nozze, la ragazza sarebbe stata prima crudelmente torturata dal suo nobile marito Erik Tre Rosor e poi uccisa. La madre della ragazza vorrebbe saperne di più ma Cardell nicchia, è incerto se accettare o no lo spinoso incarico. Poi, ricordando che l’inchiesta dell’anno prima con Cecil Winge ha offerto nuovo impulso alla sua vita, togliendolo dall’abulia e dall’orrore dei ricordi di guerra, decide di impegnarsi e cominciare a indagare. E lo farà con il traballante supporto di Emil Winge, fragile fratello minore del defunto Cecil, dopo averlo costretto a forza a disintossicarsi da uno spaventoso e conclamato alcolismo.
L’intricato e difficile caso penale, che si rivelerà pian piano in tutta la sua angosciante, orrenda e abominevole premeditazione, finirà per intrecciarsi con la vicenda privata di Anna Stina, una giovane e infelice protetta di Cardell, già vittima della barbarie carceraria dell’epoca. L’autore infatti, oltre a catapultare il lettore nel Settecento con un calibrato stile narrativo e un eloquente linguaggio pittorico che regalano alla lettura crescente tensione, riesce a riportare in vita l’antica e cupa Stoccolma con la sua povera realtà e le terribili cattive condizioni sociali e igieniche dell’epoca. Le descrizioni, molto lucide e concrete, sono supportate da una meticolosa ricostruzione sociale, storica e ambientale di un periodo di inimmaginabile declino dei valori umani. Niklas Datt och Dag ha studiato e ricostruito scrupolosamente il contesto storico e lo ha inserito nella trama mantenendo altissimo il livello di tensione narrativa dal principio alla fine. Come nel precedente romanzo, ha messo in relazione gli eventi storici con la fiction. Si impara molto sul torbido passato della Svezia, oggi spesso additata a superbo modello. Si ricorda persino il crudele ruolo del regno dei Vasa nella tratta degli schiavi delle colonie, che funge anche da sfondo storico per un brutale omicidio. Un libro duro ma perfettamente in linea con la storia e i suoi tempi. 1794 infatti, la seconda parte della trilogia che Natt och Dag dedica alla Stoccolma della fine del ‘700, si rivela più cupa e tragica della precedente, introducendo un insolito e mostruoso caso criminale, che porta alla luce la peggiori aberrazioni della società svedese di allora. Violenza, follia, corruzione, sadismo: l’autore ha condensato tutte le abominazioni dell’esistenza umana in un thriller poliziesco da cui nessuno esce indenne nel corpo e nell’anima.

Niklas Natt och Dag discende dalla piú antica famiglia aristocratica svedese vivente . Vive a Stoccolma con la moglie e i figli. Nel 2019 Einaudi ha pubblicato 1793, il suo esordio e primo libro di una trilogia su Stoccolma che ha cambiato il thriller storico. Nel 2020 ha pubblicato il secondo libro, 1794.

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