In viaggio coi Bassotti (4)

A cura di Fabio Lotti

Il capanno sulla spiaggia di Milward Kennedy
Pubblicato originariamente nel 1937, Il capanno sulla spiaggia (I’ll Be Judge, I’ll Be Jury), narra le vicende di Mary Dallas e del suo amante, George Needham. Una mattina presto, mentre soggiorna in un albergo con il marito John, Mary si reca a un appuntamento con l’amante in un capanno sulla spiaggia, ma, al posto di trovare l’amato, s’imbatte nel cadavere del suo ricco tutore, Hilary Stephens. All’arrivo di George, i due decidono di simulare un incidente e spostano il corpo in modo che sembri che l’uomo sia morto dopo essere scivolato e aver battuto la testa. La polizia però è meno ingenua di quello che pensano e le indagini iniziano serrate. Tutti hanno avuto l’occasione di uccidere il povero Hilary, e soprattutto tutti hanno un movente. Potrebbero avvalersi dei loro alibi ma, curiosamente, invece di aiutare sembrano confondere ancora di più le acque.

Uno dopo l’altro di Archibald Gordon MacDonell
Un anziano vagabondo viene trovato morto sul ciglio di una strada. L’unico indizio è un pezzo di carta attaccato a un bottone del vecchio e sformato cappotto della vittima con la parola “Tre” scritta sopra. Poi, senza alcun apparente legame con il precedente delitto, il presidente della lmperial Cochineal Co., Aloysious Skinner, viene ucciso mentre è fermo in coda sul sedile posteriore di un taxi. Vicino al suo corpo la polizia troverà un pezzo di carta analogo al primo con la sola differenza che sopra c’è il numero “Quattro”. Toccherà poi a Oliver Maddock, circa un mese più tardi, l’onore di entrare a far parte di questo macabro gruppo: a lui verrà riservato il numero “Cinque”; e in seguito… Be’, il seguito con la soluzione di tutti i relativi enigmi lo lasciamo all’ispettore Dewar di Scotland Yard.

La scatola mortale di Basil Godfrey Quin
Pubblicato originariamente nel 1929, La scatola mortale è un romanzo di detection e suspense, con un investigatore protagonista, James Clarkson-Parry, che appartiene a pieno titolo all’Età d’Oro del giallo, quella in cui furoreggiavano detective dilettanti del calibro di Philo Vance e Lord Peter Wimsey.

Delitti al college di Clifford Orr
Dartmouth è un college prestigioso, ma un diabolico assassino ha deciso di turbare il clima di serena operosità in cui convivono studenti e professori. L’orologio del college batte le sei quando Kenneth Harris si sveglia sentendo degli strani colpi alla finestra. Il rumore proviene dai piedi nudi del suo compagno di stanza, Byron Coates, il cui corpo, avvolto in un pigiama bagnato dalla pioggia, è appeso per il collo a una corda fissata all’esterno della finestra. All’inizio pare che si tratti di un suicidio, ma ben presto si scopre che il povero studente è stato vittima di un diabolico assassino. Mentre gli eventi si susseguono in un clima macabro e altre due morti si aggiungono alla prima, un Kenneth sempre più perplesso si trova a interrogare i moventi delle persone intorno a sé. Persino suo padre, stimato legale e autore di romanzi polizieschi, giunto sul posto per aiutare la polizia nelle indagini, non sfugge all’ombra del sospetto. Avrà mai fine l’incubo di Dartmouth?

Delitto in una camera chiusa di Michael Crombie
Tornato in Inghilterra dopo cinque anni passati all’estero, Alan Napier spera di rivedere gli amici persi di vista da tanto tempo, tra i quali Eric Winter, un vecchio compagno di scuola. Mentre la nave sulla quale Alan viaggia attracca, lui riceve una lettera di Patricia Winter, la sorella di Eric, la quale gli comunica che il fratello è morto all’improvviso e che lei sospetta del decesso lo zio Godfrey, anche se non ha le prove. Godfrey, brillante avvocato, è anche un forte scommettitore alle corse ippiche e, poco prima di morire, Eric aveva fatto testamento in suo favore. Il fatto è, comunque, che la morte di Eric è stata attribuita da un medico insospettabile a una causa assolutamente naturale. Poco dopo, tuttavia, si verificano altri due decessi, tra i quali uno in una camera ermeticamente chiusa nella quale la vittima viene trovata con un paio di forbici nel cuore. Difficile pensare a un suicidio, ma allora come ha fatto l’assassino a compiere il delitto sfidando l’impossibile?

Il crimine del secolo di Anthony Abbot
A New York, nell’East River, in un afoso inizio d’estate viene trovata una barca alla deriva con dentro due cadaveri: una donna, che è stata uccisa con un colpo di pistola al cuore ed è stata poi quasi decapitata; e un uomo dall’aspetto mite, con un foro di pallottola in fronte. Dagli abiti che indossa, è chiaro che non si tratta di un uomo qualunque, ma del parroco di una chiesa episcopale. Che ci faceva il parroco in compagnia di quella che si rivelerà essere una ballerina? La domanda è lecita, perché nella barca nuova di zecca c’è anche un foglio di carta appallottolato: è una lettera d’amore, chiaramente inviata da un uomo a una donna. Forse una corrispondenza tra le due persone che giacciono morte? E – sorpresa! – nella barca si trova anche un gatto, con le zampette sporche di sangue. Che fosse presente quando è stato commesso il duplice omicidio? Possibile, ma come mai nella barca non c’è traccia di sangue?

Il rompicapo di Lee Thayer
Invitato a passare alcuni giorni a casa di amici, Peter Clancy, famoso investigatore, non vede l’ora di dimenticare delitti e omicidi e dedicarsi ad alcune giornate di pesca. Tutto è pronto per una prima spedizione, ma uno dei partecipanti, un amico del suo ospite, non si presenta all’ora convenuta. Dopo un’inutile attesa si decide di andare a recuperarlo. Quello che però li aspetta è una grande sorpresa: poco distante dalla casa, un uomo sconosciuto giace morto. Chi è? Come è arrivato lì, in quella che tutti sanno essere una proprietà privata? Come è stato ucciso, visto che il suicidio è escluso e sulla neve che ricopre il terreno tutto intorno al cadavere non c’è nemmeno un’impronta?

Leave a Reply

Fill in your details below or click an icon to log in:

WordPress.com Logo

You are commenting using your WordPress.com account. Log Out /  Change )

Google photo

You are commenting using your Google account. Log Out /  Change )

Twitter picture

You are commenting using your Twitter account. Log Out /  Change )

Facebook photo

You are commenting using your Facebook account. Log Out /  Change )

Connecting to %s

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.