La notte non perdona – Daniela Grandi

Daniela Grandi
La notte non perdona
Sonzogno, 2021
Recensione di Patrizia Debicke

Un incendio incontrollabile devasta l’appartamento all’ultimo piano di una palazzina nel centro di Parma, zona del mercato La Ghiaia. Ci scappa il morto: Stefano Bottazzi, uomo di mezz’età proprietario del piccolo negozio di tessuti sottostante. I pompieri, dopo aver evacuato lo stabile, per raggiungere e spegnere le fiamme sono stati costretti a sfondare la porta ben protetta da chiavistelli e a entrare nella camera dove hanno rinvenuto la vittima, conosciuta come gay.
Nina Mastrantonio, maresciallo dei carabinieri con padre colto avvocato siciliano normanno e madre somala, giovane e bella donna dotata di amore per la giustizia, diventata una specie di celebrità locale dopo le precedenti avventure in Notte al Casablanca, svegliata in piena notte si è precipitata sul posto, mentre i pompieri sono ancora all’opera. Nina sa di essere brava nel suo lavoro, ma sia suo sesso che il colore ambrato della pelle non l’aiutano, anzi le complicano la vita, soprattutto al giorno d’oggi in un mondo, quello italiano, in cui le donne devono farsi largo a spallate e per di più in un momento, mi spiace dirlo, in cui una certa atmosfera politica e sociale soffia sul fuoco di una sfrenata diffidenza. L’unica soluzione in questi casi sarebbe buttarsi a capofitto nel lavoro, ma quella notte in particolare Nina deve stringere i denti e chinare la testa. Secondo il colonnello Cattaneo, suo superiore e alto papavero dell’Arma, che mal la sopporta perché donna, sottufficiale e di colore e non perde occasione per farglielo notare, sopraggiunto di gran carriera nonostante l’ora tarda, si tratta di uno stupido incidente. A suo vedere infatti il morto, accanito fumatore, probabilmente si è addormentato lasciando cadere a terra la sigaretta accesa.
Ma, dai primi dubbi sollevati dai pompieri e dai riscontri della scientifica, la morte di Bottazzi invece pare sia imputabile a un delitto vero e proprio. Prima di soccombere alle fiamme, infatti, l’uomo è stato accoltellato. E il capo di Nina, il già ampiamente citato vanitoso colonnello Cattaneo, comunica che qualcuno ha sentito un violento litigio e ha visto uscire una persona dall’appartamento. Una testimonianza inoppugnabile che gli ha già permesso di identificare e arrestare il responsabile, un ragazzo ghanese ventitreenne, omosessuale e drogato che si prostituiva e frequentava a pagamento la vittima. La notizia dell’arresto mette la Mastrantonio di malumore. Una ventata di razzismo sta per spazzare la città. Quel razzismo che cerca di coinvolgerla e che vorrebbe da sempre e a ogni costo evitare. Si aspetta già i titoloni sui giornali e pare che un gruppo di estrema destra abbia già pronta una manifestazione contro gli immigrati.
Ma le cose saranno veramente andate così?
Nina non ci crede ma, frastornata dai suoi fantasmi interiori, non ci sta abbastanza con la testa per ribellarsi apertamente al superiore e seguire lei l’indagine. Si considera una donna libera, non vuole legami, una donna che dopo una notte di sesso dimentica gli amanti occasionali… sul cellulare. Una donna che ha voluto trasformare la sua scelta in un punto di forza. Ma il rapporto con il brigadiere Carlo Navarra pare diventato un’altra cosa. Al 5 gennaio, il collega non era ancora tornato dalle vacanze natalizie in Sicilia dove si era recato per lasciare la fidanzata. Sì, ha mandato dei messaggi ma lei non ha voluto leggerli. Sa di avergli concesso troppo spazio, si sforza di non pensarci, però niente la manda fuori dai gangheri quanto scoprirsi gelosa. La seconda faccenda che la inquieta poi la possibile ricomparsa di Volkov o dei suoi sicari a Parma. Il potente nemico giurato di Nina, l’uomo che l’aveva quasi uccisa, sembra tornato in Emilia per vendicarsi di lei. La notte non perdona infatti è il sequel di Notte al Casablanca, primo romanzo con la Mastrantonio, che anche stavolta dovrà affrontare Volkov, il mafioso russo che voleva distruggere lei e tutta la sua squadra.
La madre del ragazzo ghanese supplica Nina di riaprire l’inchiesta. Sì, il figlio si drogava e si prostituiva. Bottazzi era un suo cliente abituale ma lo pagava e bene. Perché mai avrebbe dovuto ucciderlo? Ragion per cui Nina, anche lei convinta che gatta ci covi, con l’esile supporto del capitano Nigri, che sogna solo di essere trasferito, coinvolgerà tutta la squadra in una difficile e complicata indagine tesa a individuare il perché di un delitto che dal mercato di La Ghiaia potrebbe portare fino a una ricca e stimata famiglia della zona, a una splendida villa e a un crudele e lontano segreto, rimasto nascosto per troppi anni.
Una storia dura ma vera, che mette in piazza pregiudizi, violenze, desiderio di vendetta, ma anche giuste e sacrosante rivendicazioni. Un storia fatta anche di errori gravi che possono diventare fatali e sensi di colpa che poi costringono a farne altri gravissimi. Ma una storia che parla anche di realtà, di buoni sentimenti e di giustizia. Giustizia anche umana e che dovrebbe essere sempre e comunque auspicabile in ogni situazione.

Daniela Grandi, nata a Parma nel 1969, vive a Roma. Giornalista del Tg La7, si è occupata di esteri, cultura e politica. Ha scritto libri che ama definire rosa-comici: Il club dei pettegolezzi, Cose da salvare prima di innamorarsi e È una specie di magia. Dopo l’esordio nel noir con Notte al Casablanca, torna con la seconda indagine del maresciallo Nina Mastrantonio.

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