Il giardino del delitti – Stuart MacBride

Stuart MacBride
Il giardino del delitti
Newton Compton, 2021
Traduzione di Emanuele Boccianti
Recensione di Patrizia Debicke

A Clachmara, in una terribile notte invernale, l’incontrollabile furia dell’uragano ha fatto naufragare una barca vicino a una instabile scogliera a picco sulle onde. Mentre un elicottero tenta invano di salvare il peschereccio, uno spaventoso rombo annuncia il crollo di parte delle rocce del promontorio che travolgeranno barca e occupanti, mutando il profilo della costa. Unica testimone del disastro, una madre incinta che è miracolosamente riuscita a riacciuffare il suo bambino prima del baratro.
Questo è l’incipit di Il giardino dei delitti, che vede il ritorno dell’ex pluridecorato ispettore investigativo Ash Anderson, ora consulente, e della giovane psicologa criminale Alice McDonald, straordinaria mente intuitiva.
Ash è ancora divorato dal suo incancellabile dolore e aggrappato al bastone da passeggio di cui non può fare a meno per colpa della brutta ferita al piede; Alice, stimata e competente psicologa, con le sue scarpe rosse e la parlantina logorroica, passa le serate a bere whisky e altro fino a perdere conoscenza e vomitare… Non è una coppia, ma una specie di famiglia che si sostiene a vicenda, allietata dalla presenza del fantastico terrier scozzese Henry.
Ma passiamo alla trama: Di Malcolmson (alias Mother), grintosa comandante alla testa della Oldcastle Division criminale della polizia locale, Ash Henderson, ex ispettore ora componente della LIRU (Lateral Investigative and Review Unit, in poche parole, consulente della polizia e all’occorrenza valida spalla) e la dottoressa Alice McDonald anche lei della LIRU, sono stati convocati per indagare sul naufragio. Una volta in zona, però, si troveranno di fronte ad altre imprevedibili e terrificanti scoperte. Da quella notte il mare del Nord ha continuato a divorare un pezzo dopo l’altro del promontorio del piccolo villaggio di Clachmara e a sgretolare vorace fabbricati rurali e grandi pezzi di giardini, avvicinandosi minacciosamente a diverse abitazioni della zona. Nel giardino di una di queste, la continua incontenibile erosione dell’acqua sul lembo costiero ha rivelato una serie di ossa umane. La casa appartiene a Gordon Smith, simpatico, anziano scenografo, che ha abitato là tutta la vita con la moglie Caroline, morta di cancro due anni prima, spesso occupandosi dei figli dei vicini come un nonno o uno zio . Il perfetto vicino di casa era invece un mostruoso serial killer e la moglie sua complice. Perché quelle ossa vogliono dire tombe di poveri resti umani, per anni sepolti in giardino dai coniugi Smith, il loro macabro Giardino dei delitti, da oggi palesi testimoni di atroci crimini ma che, precipitando, rischierebbero di far sparire per sempre le prove incriminanti della loro decennale e prolifica carriera da serial killer. Insomma il fatiscente promontorio di Clachmara, crollando e frantumandosi, ha rivelato un’allucinante storia dell’orrore. In mezzo al caos provocato dall’uragano, naturalmente Gordon Smith, il padrone della casa, è scomparso. Viste le sue letali abitudini, se non verrà trovato e fermato al più presto non si può calcolare quante persone abbia già ucciso e quante altre potrebbe ucciderne .
Mentre la tempesta è ancora in corso, gli esperti cercano di darsi da fare ma diventa sempre più pericoloso recuperare le ossa perché le onde, sbatacchiando implacabili sul litorale, stanno divorando tutte le prove. Con coraggio e incoscienza, Ash e Alice affontano la pioggia torrenziale, sfidano il fango del poco che resta di quel giardino costellato da ossa, si introducono nella casa ormai scricchiolante e pericolante nel tentativo di trovare qualcosa in grado di incriminare il proprietario/killer davanti al giudice.
Rischieranno la vita calandosi nella cantina attrezzata a camera delle torture e orrido mattatoio dove, appena prima di un ultimo sinistro scricchiolio foriero di sventura e morte, Ash riuscirà a recuperare un serie di raccapriccianti immagini dei delitti perpetrati dalla coppia assassina in tanti anni di attività, scattate con la Polaroid.
Come se non bastasse, da giorni la polizia locale ha un altro caso che scotta tra le mani. Deve fermare e catturare anche un efferato assassino di bambini. Tre bambini piccoli, infatti, sono scomparsi uno dopo l’altro e poi sono stati ritrovati morti, sadicamente strangolati .
Per Malcolmson, già a corto di personale, non resta che dividere le forze: Alice MacDonald inseguirà il killer di bambini piccoli, mentre Ash con il supporto della eburnea detective sergente Franklin, si occuperà di dare la caccia a Smith.
La vicina degli Smith è Helen MacNeil, donna ormai appassita, violenta, pericolosa e piena di rabbia perché ha trascorso molti anni in prigione proprio per i “buoni” uffici di Ash Anderson. Si troverà coinvolta perché oltre a sua figlia, tanti anni prima, sarebbe sparita anche sua nipote, che per anni aveva affidato proprio alle affettuose cure degli Smith. Costretta, con la sua maniera ricattatoria tutta speciale, a chiedere aiuto all’ex ispettore, si troverà persino a fargli da appoggio.
Questa nuova storia di McBride, violenta, cruda, spietata e spesso dura peggio del granito di Aberdonian, avvia senza esclusione di colpi i personaggi principali – che devono proprio avere nove vite come i gatti – in una perversa scia di distruzione. Ash segue ostinatamente le regole della sua vecchia scuola: non fare prigionieri e difendere coloro a cui tiene. Alice è sempre fantastica anche nelle sue elucubrazioni alcoliche. Tuttavia, il personaggio di maggior spicco è indubbiamente Henry, l’adorabile Scottie che a tutti piacerebbe di adottare! Altro cameo da segnalare è Margaret, la madre quasi-antropologa forense, che si presta con disinvoltura a dare una mano.
I media sono freneticamente a caccia di scoop, le istituzioni fanno pressioni sui vertici della polizia perché il caso venga chiuso al più presto e i pezzi grossi cercano un capro espiatorio qualsiasi, ma l’ex ispettore investigativo Ash Henderson, che non ha più molto da perdere, ha deciso a smettere di giocare secondo le regole. Questa volta farà a modo suo. Ha un assassino da catturare, e che Dio aiuti chiunque si metta sulla sua strada.
Incondizionato applauso a un altro tartan noir da sballo. Emozionante, pieno di suspense con una trama eccellente, ben scritta e divertente.
Si potrebbe provare a descrivere Il giardino dei delitti spiegando che trabocca di scioccanti colpi di scena e trasuda suspense a ogni pagina. MacBride descrive, o meglio ricama alla sua maniera, una certa vita quotidiana della polizia. Frasi su frasi, dense di un irresistibile umorismo che sfocia in toni patibolari mischiato ad alcuni degli insulti più creativi ed esilaranti, anche se temo anatomicamente impossibili. Ragion per cui sfido chiunque a restare serio leggendo.
Pochi momenti spensierati che completano, invece di distrarre, un thriller criminale creativo, sempre teso e ben orchestrato mischiato a più trame secondarie che ne mantengono vivace il ritmo. MacBride poi mette sempre alla prova i suoi personaggi. Qui in particolare Ash Anderson e il suo muto dolore, che si porta dietro da nove anni, da quando sua figlia è stata rapita, torturata e uccisa dal killer dei compleanni. Un dolore senza fine che lo costringe a sentirsi in simbiosi con quei poveri genitori che hanno perso i loro bambini. Lui sa cosa si prova. E cosa può ancora fare. Insomma che importa se deve giocare sporco? se le regole non saranno rispettate e se c’è da malmenare qualche brutto individuo? Intanto una promessa è una promessa. E poi è giusto battersi fino in fondo pensando sempre a coloro che ama, come Alice, magari con l’illusione, in un’altra vita , di portarla via lontano, magari a gestire un hotel sulla costa.

Stuart MacBride ha seminato con disinvoltura cadaveri e serial killer in tutta la Scozia. Ha firmato romanzi grondanti sangue e misteri, eppure la sua scrittura ci piace e ci mette di buon umore. Anche perché Stuart MacBride ha la rara capacità di far rabbrividire e sorridere nella stessa pagina. Piccolo inciso: sicuramente i cardiologi italiani suggerirebbero ai suoi personaggi nei prossimi capitoli della serie di rivedere le loro scelte alimentari allo scopo di proteggere le coronarie.
Ma forse per gli scozzesi è diverso?

Stuart MacBride è lo scrittore scozzese numero 1 nel Regno Unito ed è tradotto in tutto il mondo. La Newton Compton ha pubblicato i thriller Il collezionista di bambini (Premio Barry come miglior romanzo d’esordio), Il cacciatore di ossa, La porta dell’inferno, La casa delle anime morte, Il collezionista di occhi, Sangue nero, La stanza delle torture, Vicino al cadavere, Scomparso, Il cadavere nel bosco, Strade insanguinate e Appuntamento con la morte, con protagonista Logan McRae; Cartoline dall’inferno, Omicidi quasi perfetti e Il giardino dei delitti, che seguono le indagini del detective Ash Henderson; Apparenti suicidi; Il ponte dei cadaveri. MacBride ha ricevuto il prestigioso premio CWA Dagger in the Library e l’ITV Crime Thriller come rivelazione dell’anno.

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