La Debicke e… Il boss è immortale

Massimo Nava
Il boss è immortale
Mondadori, 2018

Situato nel cuore del centro antico di Napoli, la Cappella Sansevero è un gioiello del patrimonio artistico internazionale, ma anche uno dei più peculiari monumenti che l’ingegno umano abbia mai concepito. Un mausoleo gentilizio, un tempio iniziatico in cui è mirabilmente trasfusa la poliedrica personalità del suo geniale ideatore. Raimondo di Sangro, settimo principe di Sansevero, alchimista della Napoli del Settecento, architetto e massone (gran maestro della Loggia di Rito Egizio tradizionale), uomo coltissimo e dannato, volle la Cappella quale suo personale limbo esoterico. Un tempio maledetto, in cui la creatività barocca e l’orgoglio dinastico, esaltatati da bellezza e mistero, s’intrecciano in un’atmosfera unica, che ci trasporta fuori dal tempo. Tra i capolavori che la rendono unica ed eccezionale citiamo in primis il celebre Cristo velato, la cui immagine ha fatto il giro del mondo per la prodigiosa “tessitura” del velo marmoreo, le meraviglie del virtuosismo come la Pudicizia e il Disinganno e nella cavea l’enigmatica presenza delle Macchine anatomiche. Segni rappresentativi della sua vulcanica cultura, le Macchine anatomiche sono due scheletri, di un uomo e di una donna (la leggenda parla di due servitori), scarnificati e immortalati nel realismo delle loro intime architetture, ossa e sistema circolatorio resi fossili dalle iniezioni forse praticate proprio dal Principe durante i suoi esperimenti.
Ma un giorno, all’improvviso, una delle due macchine sparisce. Rubata?
Da qui prende avvio Il boss è immortale, nuovo romanzo giallo noir di Massimo Nava, dove ritroviamo l’ispettore capo francese Bernard Bastiani, poliziotto di Marsiglia di origini italiane e da sempre in guerra con la bilancia, poco appariscente, abitudinario ma acuto e capace di grandi intuizioni.
L’avevamo già apprezzato nel precedente Il mercante di quadri scomparsi, legato a un quadro di Modigliani e ambientato nella zona di Montecarlo, mentre in Il boss è immortale la storia spazia agilmente tra Napoli e Lione. E anche stavolta Bastiani (il cui successo nella precedente indagine è stato effimero, ohimè, e moralmente poco esaltante), promosso e trasferito all’ufficio tutela nazionale del patrimonio artistico dell’Interpol di Lione, si ritaglia la parte del leone.
Il suo primo incarico (il colonnello Gagliano dei carabinieri italiani va a trovarlo e sollecita il suo aiuto) lo porterà fino a Napoli, che tanto gli ricorda Nizza e Marsiglia, per un’indagine poco chiara su un doppio binario collegato a due crimini strani e complicati. Da una parte c’è il drammatico e fumoso sequestro di Lisa Miller, giovane laureata inglese plurilingue, nella capitale partenopea per un master in lingue orientali, dall’altra, invece, il misterioso furto di una delle due famosissime macchine anatomiche della Cappella Sansevero, ovvero quella che riproduce un corpo femminile. Realizzata nel ‘700, si dice, da Raimondo di Sangro principe di Sansevero, per decenni impegnato nella ossessiva ricerca della immortalità, e l’unica labile traccia riconducibile alla scomparsa parrebbe ricondurre a un antico convento di Lione. Punto in comune tra i due spinosi casi sembra la ricca, molto drogata e scatenata madre di Lisa Miller, che in attesa di divorzio è diventata l’amante di Anastasio Carullo, erede del principe di Sansevero. E qualcos’altro forse: perché nella storia entra a far capolino (a che titolo?) il potente e vecchio boss della camorra Michele Cucuzza, esponente della vecchia guardia che ha fatto i milioni con investimenti immobiliari, azionistici e in pseudo attività manageriali, ricoverato in clinica in fin di vita. L’uomo ha sempre tenuto l’unico figlio in Inghilterra fuori dai giochi e dai suoi giri di affari e ora non vorrebbe cedere il potere ai suoi compari…
L’ispettore Bastiani, con l’appoggio del colonnello Gagliano, annusa l’aria, apre le orecchie e indaga a 360 gradi. Niente da fare: nella faccenda gatta ci cova. E per portare avanti la sua doppia inchiesta e riuscire a sbrogliarla in qualche modo deve rimboccarsi le maniche e ficcare il naso anche in quello che pare il giro ripulito della camorra.
A fare da suggestiva scenografia a tutta la storia domina Napoli, una Napoli tenebrosa, una Napoli meno conosciuta, rappresentata soprattutto dai corridoi sotterranei, grotte alchemiche che sfociano nel piazzale cimitero delle Fontanelle del Quartiere Sanità, affascinante e decadente allo stesso tempo, dove in realtà nulla è come pare, e tutto si cela in un silente e cupo mistero esistenziale. In questo contesto tutto può accadere, esoterismo magia persino un contratto da fare con il diavolo, in cambio dell’immortalità? Un segreto che potrebbe compensare ed esaltare la carriera di un boss. Molto più importante del denaro, del rispetto, del bastone del comando.
Come il dipinto di Caravaggio sottratto nel 1969 dall’Oratorio di San Lorenzo a Palermo e poi, pare, smembrato per venderlo più facilmente: secondo la polizia molti capolavori rubati sarebbe in mano alla mafia. Forse perché talvolta anche il potere criminale si nutre di simboli o magari mira a risultati imprevedibili?
L’ispettore Bastiani, ha sviluppato lo speciale intuito di chi sa scovare dove si celano le infinite sfaccettature del male o riconoscere il lato oscuro del potere. Ma quale potere poi? Quello torbido e malsano preteso da una donna invaghita, bellissima e seducente o quello più generoso e illuminato gestito da un anziano medico che ha solo privilegiato l’amicizia? O quello sempre imponderabile del caso?
Massimo Nava è editorialista del “Corriere della Sera” da Parigi, dopo essere stato inviato speciale e corrispondente di guerra. Ha pubblicato Germania Germania (Mondadori, 1990) sulla caduta del Muro di Berlino, Carovane d’Europa (Rizzoli, 1992), Kosovo c’ero anch’io (Rizzoli, 1999), Miloševic, la tragedia di un popolo (Rizzoli, 2000), Imputato Miloševic (Fazi, 2002), Vittime, storie di guerra sul fronte della pace (Fazi, 2005), Sarkozy l’uomo di ferro (Einaudi, 2007). Nel 2009 ha pubblicato il romanzo La gloria è il sole dei morti (Ponte alle Grazie). Nel 2010, per Rizzoli, Il garibaldino che fece il “Corriere della Sera”, sulla vita di Eugenio Torelli Viollier, fondatore del “Corriere”. Nel 2014 è uscito per Mondadori Infinito amore, la passione segreta di Napoleone, nel 2016 Il mercante di quadri scomparsi, la prima indagine dell’ispettore Bastiani.

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