La Debicke e… Omicidi faticosi

Nino Marino
Omicidi faticosi
La Lepre edizioni, 2019

Una storia gialla tragicomica, un’indagine dal taglio classico più tradizionale con indizi, prove, sospetti, tradimenti e uccisioni. Toni satirici, nonostante i delitti veri e propri, fin dall’inizio, quando, vicino al laghetto delle Vergini dell’Idroscalo di Milano, posto preferito dagli innamorati o dagli amanti, il lui di una coppia di ragazzi scopre per caso dietro un cespuglio il cadavere di una giovane donna stesa sul fianco che pare quasi dormire. I carabinieri di Segrate transennano il corpo e convocano la polizia. Il capo della Omicidi e il suo vice Testa, supportati dalla scientifica, arrivano sul posto ma per il capo – che fino a meno di un’ora prima era là clandestinamente con la sua amica Marcella, sposata e quindi fedifraga – è un colpo allo stomaco. Il cadavere si trova poco lontano da dove lui e la sua bella veterinaria stavano sdraiati a chiacchierare e, metti si fosse dovuto appartare lui per una uhm diciamo urgenza, dietro quel cespuglio, avrebbe dovuto spiegare la sua presenza in loco, affrontare lo scandalo, eccetera eccetera… Beh, per fortuna è andata, può tirare il fiato e provare a risolvere il caso. La morta, castamente vestita con un tailleur blu, non è stata violentata né rapinata. Nell’erba si notano tracce di trascinamento, evidentemente è stata uccisa altrove e qualcuno l’ha portata fino a là. Infatti le suole delle scarpe della morta sono pulite ma non ci sono macchine parcheggiate nei dintorni… Dalla borsa a terra, poco lontano, saltano fuori soldi, bancomat, documenti, telefonino. Una rapina quindi è da escludere. Il medico legale constata che la ragazza, che si chiamava Alessandra Ferri, è stata uccisa da un’unica ferita al cuore, molto sottile, ipotizzando come arma del delitto una lama sottilissima, forse un bisturi. La Ferri lavorava come infermiera ferrista alla clinica di lusso Esculapius, diretta da un luminare della chirurgia noto al mondo intero, il dottor Roberto Bellomo, sulla settantina ma ancora in pista sul lavoro e a letto… Gatta ci cova? La vittima, che nascondeva in casa carte compromettenti, aveva sicuramente avuto rapporti di qualche tipo con il personale medico della clinica… Cosa nascondono le milionarie cortine dorate della Esculapius? Certo è che sia il primario Roberto Bellomo, che il capo chirurgo, il bellissimo Ferdinando Gentilini, hanno qualcosa da nascondere, ma per l’ora del delitto sarebbero coperti da alibi di ferro.
La scena passa dallo sfavillare di famosi congressi di medicina, a un frenetico vorticare di ricatti e contro ricatti. Si appoggia a bellissime suore ex miss Germania, a sciupafemmine seriali amanti della vela, a mogli, donne prepotenti e ricchissime, a povere immigrate albanesi, coinvolge avvocati di grido, esperti entomologi, adulteri che si nascondono, ambientalisti e ficcanaso. Insomma tutte le piste imboccate sembrano destinate a finire nel nulla, anche se a conti fatti le indagini tendono a portare nella stessa direzione, ma sarà poi quella giusta? I migliori cervelli investigativi della città brancolano nel buio, ma alla fine, per risolvere il caso, ci vorranno un verme e una mosca.

Nino Marino, Roma 1953, scrittore e sceneggiatore per cinema, TV e teatro. Tra le sceneggiature per il cinema Io e Lui (1973), regia di Luciano Salce; La casa del sorriso (1991), regia di Marco Ferreri e Festival (1996), regia di Pupi Avati. Tra le miniserie per la TV Il commissario Raimondi (1998) e Non ho l’età (2001). Per il teatro Un angelo cal. 9 (1978); Gente di facili costumi (con Nino Manfredi, 1988); Mille scuse (1995); Bentornata Passerella (1997); È stata una festa bellissima (1998); I soldi non servono a niente (2012). Libri pubblicati: Interno di famiglia con miracolo (Rusconi 1993) e Rosso Pompeiano (Gremese 2005)

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