La camera azzurra di Georges Simenon

E doveva succedere anche questo: che l’autore classico (da me) più ignorato negli ultimi 40 anni si guadagnasse il diritto alla lettura. Iniziando però da uno stand-alone. Sto parlando di Georges Simenon, sul quale non mi dilungherò per non offendere la vostra competenza (sono sicura che lo conoscete meglio di me e in ogni caso consiglio il blog di Maurizio Testa Simenon-Simenon), soffermandomi invece su La camera azzurra (Adelphi, 2008), romanzo del 1963 in cui una relazione extraconiugale sfocia in una tragedia familiare.

Il ritmo è ossessivo, incalzante. Gli interrogatori di Tony Falcone, onesto lavoratore di origini italiane, davanti al giudice istruttore Diem sono intervallati dai ricordi dell’ultimo giorno trascorso nella camera azzurra, una camera d’albergo nella quale i due amanti – Tony e Andrée – si incontravano. La relazione subisce una battuta d’arresto nel mese di agosto, quando Nicolas Despierre, marito di Andrée, sembra aver scoperto la tresca. Tony si spaventa e si defila, dedicandosi a tempo pieno al lavoro e alla famiglia (la moglie Gisèle, rassegnata e remissiva, e la piccola Marianne). Andrée invece non si arrende e dà il via a una sciagurata sequenza di gesti, all’insegna di un folle “muoia Sansone con tutti i filistei”. Tony rimane spettatore passivo degli eventi e la conclusione non può che essere la peggiore – per tutti. Intorno ai protagonisti, un paese in cui tutti sanno e nessuno parla.

Non c’è giudizio nel racconto di Simenon (e come potrebbe esserci: lui d’altronde era notoriamente uno sciupafemmine), non c’è presa di posizione. C’è solo la descrizione del dramma, dell’ineluttabile, della sorte che si accanisce, di coincidenze implausibili che diventano indizi (e forse lo sono). La storia piccola di un amore folle, nato sui banchi di scuola e tetragono di fronte al tempo, agli eventi, alla vita. Rinunciabile per Tony, irrinunciabile per Andrée.

La lettura di La camera azzurra è vivamente sconsigliata a tutti coloro che almeno una volta nella vita hanno avuto una relazione extraconiugale.

Disponibile anche in ebook:

14 Comments

  1. No, scusa, non sono certo di aver capito. Non hai mai letto Maigret?
    Continuiamo così, facciamoci del male… (cit.) 😉

    Like

    1. Quando ero piccola, casa mia era piena zeppa di gialli – da qui la passione per il genere – ma mentre io ero in piena fase Christie mia madre era in piena fase Simenon. Ho provato a leggerne qualcuno, ma niente, non riuscivo a farmeli piacere. Probabilmente è perché avevo sette, otto anni…
      Confesso di aver letto il primo Simenon “da adulta” questa settimana. Non escludo una sorta di conflitto generazionale, in questa cosa 🙂

      Like

      1. Sarà per questo allora, io sono passato per le due fasi in successione, e ora continuo ad amare entrambi!
        Di Simenon conosco quasi solo Maigret ma La camera azzurra l’ho letto e l’ho trovato fantastico.

        Like

  2. Clap! Clap! Clap!…Complimenti per aver parlato di Simenon e grazie per aver citato il mio blog. Quello che hai scritto su “La camera azzurra” è molto bello. Spero che sia la prima esperienza dei romanzi simenoniani, cui seguano molte altre. Un abbraccio.

    Like

      1. Figurati… non sapevo nemmeno quanto saresti diventata brava… Già, perchè ti ho scelto per il Falcone?… Beh in queste cose, immodestamente ma lo devo dire, ho sempre avuto un certo fiuto (o un certo culo…). Ma quando prendo una cantonata, mi faccio assai male e me lo ricordo per sempre. Potrei farti almeno due nomi che conosci anche tu, ma non così in pubblico. Magari quando ci vediamo…

        Like

  3. Ho conosciuto Simenon un po’ più tardi rispetto al mystery e all’hard boiled, ma forse è stato meglio così per poter gustare con maggiore consapevolezza le sue atmosfere.

    Like

Leave a reply to alessandra Cancel reply

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.